05/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Venerdì si assegna il Nobel per la pace. E le previsioni le fanno gli scommettitori
L'edificio sede del comitato per il premio Nobel, a OsloL’impegno diplomatico del finlandese Martti Ahtisaari, quello per il disarmo nucleare di due politici statunitensi e di un sopravvissuto dell’atomica su Nagasaki, o la campagna contro la povertà nel terzo mondo di Bono e Bob Geldof. A meno di (non rare) sorprese, quest’anno il Nobel per la pace – l’annuncio sarà dato venerdì 7 – premierà uno di questi tre sforzi da parte di personaggi molto diversi tra loro. Ma la graduatoria dei favoriti sulla cifra record di 199 candidati non è ufficiale, dato che i cinque membri del comitato che assegna il riconoscimento (e l’annesso assegno da 1,1 milioni di euro) sono tenuti alla segretezza. E c’è un unico modo per cercare di prevedere in anticipo chi sarà il vincitore: guardare le quotazioni dei bookmaker che permettono di scommettere anche su questo. Basta tener presente che essere considerati favoriti rimane solo un’indicazione vaga, nata da un passaparola che si forma tra gli esperti.
 
Il finlandese Martti Ahtisaari, in prima fila nelle trattative nei Balcani e in IndonesiaI favoriti. Chi volesse puntare qualche euro dia un’occhiata al sito australiano Centrebet, il primo a lanciare le scommesse sul Nobel. Ahtisaari è quotato a 3. L’organizzazione Nihon Hidankyo, formata da sopravvissuti delle bombe di Hiroshima e Nagasaki, a 4,50. Il senatore americano Richard Lugar e l’ex senatore Sam Nunn a 6,50, le due rockstar di “Make poverty history” a 11. L’ex presidente finlandese è ritenuto il favorito numero uno perché ha fatto da mediatore nelle trattative che hanno portato all’accordo di pace tra l’Indonesia e i ribelli di Aceh, chiudendo così un conflitto che durava dagli anni Settanta e che ha causato 15mila morti. Ma sembra essere una delle prime opzioni anche il tema del disarmo nucleare, visto che due mesi fa c’è stato il sessantesimo anniversario di Hiroshima e Nagasaki e che anche negli ultimi anniversari “tondi”, nel 1985 e nel 1995, i premi sono andati a organizzazioni dedicate al disarmo. Ecco quindi che Senji Yamaguchi, un sopravvissuto dell’atomica su Nagasaki ora 74enne che ha passato la vita a lottare per la messa al bando degli ordigni nucleari, piace a molti, insieme al gruppo da lui fondato, Nihon Hidankyo. Ed è in prima fila anche il programma Cooperative Threat Reduction di Lugar e Nunn, impegnati nello smantellamento del vecchio arsenale sovietico e già nel novero dei favoriti l’anno scorso.
 
Il giapponese Senji Yamaguchi è sopravvissuto alla bomba di Nagasaki quando aveva 14 anni, rimanendo sfiguratoBono for president. Dopo i premi degli ultimi due anni assegnati all’iraniana Shirin Ebadi e alla kenyana Wangari Maathai, praticamente sconosciute all’epoca, la maggior parte degli osservatori crede che questa volta il comitato del Nobel farà una scelta più classica. Ma se dovessero scegliere la notorietà della campagna, nessuno batterebbe la candidatura di Bono e Bob Geldof, da anni in prima linea per chiedere la cancellazione del debito estero dei Paesi più poveri e regole più eque nel commercio internazionale. Dati inizialmente a 66 da Centrebet, i due cantanti hanno visto scendere la loro quota fino a 7, per poi risalire negli ultimi giorni a 11. Ben piazzate anche le organizzazioni Oxfam e Save the Children, per gli aiuti portati nelle regioni colpite dallo tsunami del dicembre scorso. Ma volendo ci si può sbizzarrire tra gli altri candidati. Lo sciita iracheno Alì Al Sistani è dato a 26, l’ex presidente ceco Vaclav Havel e il presidente ucraino Viktor Yushchenko a 34, quello georgiano Mikhail Saakashvili a 51, il premier israeliano Ariel Sharon a 101. Se poi si volesse tentare il colpo che cambia la vita, perché non puntare tutto su George W. Bush. Il presidente americano, candidato anche lui, è quotato a 1001.

Alessandro Ursic

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