04/10/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



La polizia Anp protesta: mancano le armi per combattere Hamas
Nel pomeriggio di lunedì 3 ottobre, un gruppo di poliziotti palestinesi ha fatto irruzione nella sede del Parlamento dell’Anp a Gaza city, per protestare contro le condizioni in cui la polizia si trova a fronteggiare le frange armate di Hamas: uno scontro cruciale per il nascituro stato palestinese.
La protesta, sostenuta all’esterno dell’edificio da centinaia di altri ufficiali, segue di un giorno l’ennesima battaglia tra militanti di Hamas e forze della polizia Anp, da quando Israele ha lasciato la Striscia di Gaza e delegato il controllo del territorio alle forze di polizia locale. Negli scontri di domenica, in cui i militanti di Hamas hanno sparato con fucili, razzi, granate e bombe a mano, hanno perso la vita due civili e un comandante della polizia e altre cinquanta persone sono rimaste ferite.
  Poliziotti nell'atrio del Parlamento
Poliziotti male armati. I tentativi portati avanti finora di disarmare i gruppi militanti sembrano lontani dall’aver successo. Hamas in particolare non ha rispettato il divieto di portare armi per strada e sembra disporre di un ingente arsenale. Di contro, la polizia palestinese è ancora male organizzata e soprattutto male equipaggiata.
“Ieri non avevamo proiettili a sufficienza” ha raccontato uno dei poliziotti, “Il nostro comandante è morto davanti ai nostri occhi”. Domenica l’Autorità palestinese aveva appena aumentato il numero degli effettivi nelle forze di polizia di Gaza. Lo scontro a fuoco è iniziato mentre i palestinesi in divisa tentavano di fare rispettare il bando delle armi, che Hamas non accetta perché non intende abbandonare la lotta armata contro Israele. L’organizzazione islamica ha rifiutato la ricostruzione fornita dall’Anp, sostenendo che la polizia stava tentando di arrestare Mohamed Rantisi, figlio del capo di Hamas ucciso nel 2004 da un raid israeliano.
 
Abu MazenSfiduciati. Al momento dell’irruzione, in Parlamento si discuteva della sicurezza nella Striscia, ed era appena stata votata una mozione di parziale sfiducia verso Abu Mazen. Il presidente palestinese, che ha dovuto incassare un voto contrario per non essere riuscito a fare rispettare la tregua con Israele e a prendere il controllo della Sicurezza nella Striscia di Gaza, dovrà nominare un nuovo esecutivo entro due settimane.
Il Premier Abu Ala rimarrà al suo posto, ma avrà l’autorità di silurare tutti quegli ufficiali della sicurezza che non sono stati all’altezza. Nasri Youssef, il ministro dell’Interno palestinese, ha accusato Hamas, dichiarando che l’organizzazione “Porta la piena responsabilità di queste gravi violazioni della legge e sta giocando con il sangue della gente” e ha concluso dicendosi determinato a “realizzare i nostri piani per portare ordine e legalità. Non lasceremo che nessuno sia al di sopra della legge.”
  Aspiranti kamikaze di Hamas
Lo spettro della guerra civile. Lo scontro interno, tra Hamas e l’Autorità Nazionale, rischia di condurre la Striscia di Gaza verso una guerra civile. Episodi sintomatici della frattura interna alla politica palestinese si erano verificati già all’indomani del disimpegno da Gaza e si sono acuiti anche a causa dello slittamento delle elezioni parlamentari (rimandate a gennaio) a cui Hamas contava di partecipare sventolando il disimpegno di Israele come una vittoria militare.
Sharon, anche in occasione delle elezioni amministrative di domenica, ha negato (riferendosi agli accordi di Oslo) che le organizzazioni militari potessero prendervi legittimamente parte e, nel tentativo di appoggiare Abu Mazen, ha lanciato nelle ultime due settimane una serie di raid in Cisgiordania e a Gaza che hanno portato all’arresto di circa 500 militanti di Hamas e della Jihad Islamica. Questa mossa ha dato però il destro alle formazioni militanti per attaccare la corruzione del presidente Mazen, accusandolo di scendere a patti col nemico. Dal canto suo, l’Anp ha recentemente smentito l’organizzazione islamica che accusava Israele di due esplosioni, avvenute in una manifestazione e in un laboratorio a Gaza, per coprire dei propri errori.
 
Tra due fuochi. Hamas sta alzando il tiro, come evidenziato pochi giorni fa dal video di Sasson Nuriel, il colono rapito e ucciso perchè accusato di essere un agente dello Shin Beth: il servizio segreto interno israeliano. Hamas vuole il fallimento di qualunque accordo tra Sharon e Abu Mazen, mentre Sharon, che sabato ha annunciato una sospensione dei raid su Gaza, da un lato fa pressione sul presidente palestinese perché combatta i terroristi, mentre dall’altro, negando il riconoscimeto ad Hamas, pone le basi per un fallimento di Abu Mazen che gli darebbe via libera per archiviare la Road Map e lanciare nuove azioni unilaterali in Cisgiordania.

Naoki Tomasini

Articoli correlati:
15/09/2005 Hanno chiuso il cancello: Viene chiuso l'ultimo passaggio che collega palestinesi e Gerusalemme
12/09/2005 Più coloni, più muri: Mustafa Barghuti sugli inganni del disimpegno e le prospettive per il domani
07/09/2005 La sicurezza secondo Hamas: Ucciso Moussa Arafat: sfida all'Anp e minaccia alla sicurezza di Gaza
25/08/2005 Liberi di salire sul tetto a Khan Younis: Nella Striscia di Gaza i soldati non sparano più sulle case
25/08/2005 La grande occasione: Menachem Gantz, giornalista israeliano di Ma'ariv, commenta il disimpegno
19/08/2005 Domani a Gush Katif - 2 parte: Il ritiro da Gaza. Viaggio nelle divisioni della società israeliana
19/08/2005 Domani a Gush Katif: Il ritiro da Gaza. Viaggio nelle divisioni della società israeliana
09/08/2005 I rinnegati di Dahaniya: Paradossi del disimpegno: costretti verso Gaza con l’etichetta dell’infamia
18/05/2005 Urne roventi: Invalidate le elezioni a Rafah: sale la tensione per il futuro politico della Palestina
29/01/2005 Desistenza armata: Mentre nella Striscia di Gaza si sperimenta una tregua, Hamas stravince le elezioni
28/09/2004 Piovevano pietre: La passeggiata sulla spianata delle moschee, la seconda intifada
15/09/2004 La tregua è armata: L’attentato di Beer Sheva in Israele: si torna alla paura e all’impossibile quotidianità.
07/09/2004 L' altra metà della jihad: Un giornale online per donne martiri aggiunge una voce al mondo della jihad
13/07/2004 Chissà che sicurezza sarà: Dopo un difficile dibattito, la decisione del ritiro israeliano dlla Striscia di Gaza
Conflitto in quest'area: La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità