30/09/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



La Turchia, per entrare in Europa, deve risolvere tante questioni. Come quella di Cipro
Di tutte le trattative condotte dall'Unione Europea con i paesi che chiedevano di diventarne membri, i colloqui con la Turchia sono i più difficili. La distanza tra molti dei governi dell'Unione e l'esecutivo di Ankara è notevole e non ha un'origine chiara. Alcune voci contrarie all'ingresso della Turchia si appellano a una non meglio precisata 'identità'europea e, così facendo, si avventurano sul terreno minato del razzismo. Alcune voci favorevoli all'aggregazione di Ankara al club europeo rispondono praticamente sullo stesso punto, sottolineando come sia fondamentale l'ingresso di un grande Paese musulmano nell'Unione per aiutare quel dialogo interreligioso verso il quale i tempi che corrono e le società multiculturali spingono con forza.
In questo schema sembra finire sullo sfondo il problema principale: il rispetto dei diritti umani in Turchia. L'Unione ha sottolineato la necessità di una serie di riforme che la Turchia, più o meno rapidamente, ha tentato di attuare. Ma, tra le altre, sono tre le questioni di fondo rimaste irrisolte: quella di Cipro, quella della minoranza curda e il riconoscimento del genocidio degli Armeni.
 
madri dei desaparecidos cipriotiLo stato fantasma. Cipro appunto, l'isola del Mar Mediterraneo, vicina fisicamente e culturalmente tanto alla  Turchia quanto alla Grecia. Questa prossimità è stata, per la popolazione cipriota, foriera di sventura. Nella notte tra il 19 e il 20 luglio 1974, aerei da trasporto dell’esercito turco sorvolano il cielo dell’isola. I paracadutisti della Turchia invadono la parte settentrionale di Cipro, quella dove vive la minoranza di origine turca sull’isola. La Turchia ha sempre giustificato l’invasione come una mossa di ‘legittima difesa preventiva’, in quanto nello stesso 1974 un colpo di Stato ordito dal regime dei Colonnelli all’epoca al potere in Grecia, con l’appoggio della CIA, rovescia il legittimo governo cipriota del premier Makarios. Il governo turco, preoccupato che il golpe preludesse a un’annessione di Cipro da parte della Grecia, per tutelare la popolazione cipriota di origine turca, invade l’isola. L’azione militare causa la morte di 6mila persone, quasi 200mila sfollati e 1587 desaparecidos. Finita l’emergenza e caduta la dittatura in Grecia, dopo 31 anni, i turchi non hanno mai ritirato le loro truppe. Quando è caduto il muro di Berlino molti hanno brindato in Europa, dimenticando però che Nicosia resta spaccata dalla cosiddetta Linea Verde, che separa la Repubblica di Cipro da Cipro del Nord, stato riconosciuto solo dalla stessa Turchia. La zona smilitarizzata nel mezzo è gestita dalla missione delle Nazioni Unite per Cipro chiamata UNFICYP.
 
pianta della divisione dell'isola di ciproUn futuro incerto. La situazione sembrava vivere una svolta nel maggio 2003 quando le frontiere vennero aperte e circa un terzo della popolazione dell'isola è andato a vedere l'altra parte. Questo non accadeva dal 1974. Ma, in prossimità dell’ingresso della Repubblica di Cipro nell’Unione Europea, le speranze di una prossima riunificazione si sono arenate sul piano di pace proposto dalle Nazioni Unite. Il  24 aprile 2004 i ciprioti votano per il referendum che dovrebbe sancire il primo passo verso il ricongiungimento delle due parti dell’isola.  La maggioranza dei votanti nella zona turca è favorevole, mentre la maggioranza dei votanti nella zona greca è contraria. Il 1 maggio 2004  la parte greca dell’isola entra a far parte dell'Unione Europea. La motivazione del rifiuto della popolazione greca è semplice: la parte settentrionale di Cipro è povera e, l’ingresso unificato nell’UE, avrebbe sottratto fondi cospicui che invece adesso finiranno tutti nelle casse della Repubblica di Cipro. La Repubblica di Cipro Nord, con la Turchia come spettatore silente, è diventata una specie di porto franco: traffico di droga e armi, prostituzione, finanziarie di dubbia origine costituiscono la spina dorsale della parte occupata dell’isola di Cipro. La situazione politica può cambiare visto che,  il 17 aprile 2005 Mehmet Ali Talat, moderato pro-riunificazione, ha vinto le elezioni presidenziali nella Repubblica Turca di Cipro Nord. Per la prima volta dopo 30 anni il potere è nelle mani di una personalità non totalmente piegata alla volontà di Ankara. La pressione dell’Unione Europea potrebbe rappresentare il passaggio necessario perché la Turchia accetti di ritirarsi dall’isola.  E perché magari accetti di fare chiarezza sulle proprie colpe durante l’invasione. In questo modo le madri che ogni sabato dal 1974 si riuniscono in silenzio davanti all’albergo Ledra Palace di Nicosia, proprio dove passa la Linea Verde, con le foto dei figli scomparsi, potranno finalmente avere una risposta. 

Christian Elia

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