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Lo stato fantasma. Cipro appunto, l'isola del Mar
Mediterraneo, vicina fisicamente e culturalmente tanto alla Turchia quanto alla Grecia. Questa prossimità
è stata, per la popolazione cipriota, foriera di sventura. Nella notte tra il
19 e il 20 luglio 1974, aerei da trasporto dell’esercito turco sorvolano il
cielo dell’isola. I paracadutisti della Turchia invadono la parte
settentrionale di Cipro, quella dove vive la minoranza di origine turca
sull’isola. La Turchia ha sempre giustificato l’invasione come una mossa di
‘legittima difesa preventiva’, in quanto nello stesso 1974 un colpo di Stato ordito
dal regime dei Colonnelli all’epoca al potere in Grecia, con l’appoggio della
CIA, rovescia il legittimo governo cipriota del premier Makarios. Il governo
turco, preoccupato che il golpe preludesse a un’annessione di Cipro da parte
della Grecia, per tutelare la popolazione cipriota di origine turca, invade
l’isola. L’azione militare causa la morte di 6mila persone, quasi 200mila
sfollati e 1587 desaparecidos. Finita
l’emergenza e caduta la dittatura in Grecia, dopo 31 anni, i turchi non hanno
mai ritirato le loro truppe. Quando è caduto il muro di Berlino molti hanno
brindato in Europa, dimenticando però che Nicosia resta spaccata dalla
cosiddetta Linea Verde, che separa la
Repubblica di Cipro da Cipro del Nord, stato riconosciuto solo dalla stessa
Turchia. La zona smilitarizzata nel mezzo è gestita dalla missione delle
Nazioni Unite per Cipro chiamata UNFICYP.
Un futuro incerto. La situazione
sembrava vivere una svolta nel maggio 2003 quando le frontiere vennero aperte
e circa un terzo della popolazione dell'isola
è andato a vedere l'altra parte. Questo non accadeva dal 1974. Ma, in
prossimità dell’ingresso della Repubblica di Cipro nell’Unione Europea, le
speranze di una prossima riunificazione si sono arenate sul piano di pace
proposto dalle Nazioni Unite. Il 24
aprile 2004 i ciprioti votano per il referendum che dovrebbe sancire il primo
passo verso il ricongiungimento delle due parti dell’isola. La maggioranza dei votanti nella zona turca è
favorevole, mentre la maggioranza dei votanti nella zona greca è contraria. Il
1 maggio 2004 la parte greca dell’isola
entra a far parte dell'Unione Europea. La motivazione del rifiuto della
popolazione greca è semplice: la parte settentrionale di Cipro è povera e,
l’ingresso unificato nell’UE, avrebbe sottratto fondi cospicui che invece
adesso finiranno tutti nelle casse della Repubblica di Cipro. La Repubblica di
Cipro Nord, con la Turchia come spettatore silente, è diventata una specie di
porto
franco: traffico di droga e armi, prostituzione, finanziarie di dubbia origine
costituiscono la spina dorsale della parte occupata dell’isola di Cipro. La
situazione politica può cambiare visto che, il 17 aprile 2005 Mehmet Ali Talat, moderato
pro-riunificazione, ha vinto le elezioni presidenziali nella Repubblica Turca
di Cipro Nord. Per la prima volta dopo 30 anni il potere è nelle mani di una personalità
non totalmente piegata alla volontà di Ankara. La pressione dell’Unione Europea
potrebbe rappresentare il passaggio necessario perché la Turchia accetti di
ritirarsi dall’isola. E perché magari accetti di fare chiarezza
sulle proprie colpe durante l’invasione. In questo modo le madri che ogni
sabato dal 1974 si riuniscono in silenzio davanti all’albergo Ledra Palace di Nicosia, proprio dove
passa la Linea Verde, con le foto dei figli scomparsi, potranno finalmente
avere una risposta. Christian Elia