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Ha potuto piantare le tende per 26 giorni nella campagna del Texas vicino al
ranch di Bush, ma appena si è seduta davanti alla Casa Bianca a Washington, sono
scattate le manette. Così Cindy Sheehan, la 48enne californiana madre di un soldato
caduto a Baghdad, per la prima volta in vita sua è stata arrestata. La polizia
l’ha portata via a forza da Pennsylvania Avenue, nel pezzo di strada pedonale
davanti alla residenza presidenziale, perché la legge dice che in quel tratto
non si può sostare, bisogna continuare a muoversi. La Sheehan, insieme ad altri
500 dimostranti, si era invece seduta sul marciapiede per inscenare una protesta
di “disobbedienza civica” contro la guerra in Iraq. Dopo aver per tre volte esortato
la folla ad alzarsi in piedi, gli agenti hanno perso la pazienza. La Sheehan e
circa altri 370 manifestanti non hanno opposto resistenza, e sono stati caricati
sulle camionette della polizia mentre gli altri dimostranti gridavano “Tutto il
mondo sta guardando”, per la gioia delle decine di fotografi e cameraman presenti.
La risposta della Sheehan. Gli arrestati sono stati rilasciati dopo qualche ora, ma prima sono stati fotografati
e sono state prese le loro impronte digitali. Per “manifestare senza un permesso”,
un’infrazione minore, dovranno comunque pagare 75 euro di multa oppure comparire
davanti al giudice: la Sheehan ha già annunciato che non ha nessuna intenzione
di pagare, la sua udienza è prevista per il 16 novembre. La donna, che dopo aver
lasciato “Camp Casey” nel Texas si è lanciata in un tour degli Stati Uniti in
compagnia di altri attivisti pacifisti e di veterani di guerra, ha affrontato
l’arresto con un sorriso ma subito dopo ha criticato il presidente Bush per la
sua solerzia nell’applicare la legge in questo caso, in una lettera pubblicata
sul sito HuffingtonPost.com: “La persona che ora è alla Casa Bianca non rispetta
mai la Costituzione. E’ stato nominato dalla Corte Suprema, ha invaso e continua
a occupare un Paese sovrano senza una dichiarazione di guerra da parte del Congresso,
e ha violato diversi trattati. Per non parlare della tortura da lui condonata,
che pervade le prigioni militari in questi giorni. Queste sono tutte violazioni
della Costituzione. George è così ipocrita nel preoccuparsi della Costituzione
dell’Iraq, che ignora e fa a pezzetti la nostra”.
Una protesta pacifica. La protesta, anche prima degli arresti, è stata comunque pacifica, e anche con
la polizia non c’erano stati problemi. Anzi, l’intera manifestazione era stata
concordata con le forze dell’ordine. Sull’onda della marcia di sabato, che ha
portato almeno 100mila persone nelle strade di Washington per chiedere il ritiro
immediato dei soldati dall’Iraq e dall’Afghanistan, i circa 500 dimostranti si
sono riuniti davanti all’ingresso nord della Casa Bianca, nel tentativo di consegnare
a Bush la lista con i nomi dei soldati americani caduti in Iraq e dei civili uccisi.
Quando era chiaro che il presidente non li avrebbe incontrati, si sono seduti
per terra. In precedenza, poco dopo l’alba, davanti al Pentagono altri 41 manifestanti
erano stati arrestati per “condotta disordinata”. Bush non ha voluto commentare
gli episodi di ieri, né la marcia di sabato. Per lui l’ha fatto il portavoce della
Casa Bianca, Scott McClellan. “Il presidente non è assolutamente d’accordo con
chi dice che dobbiamo ritirare le nostre truppe dal Medio Oriente. Sarebbe l’approccio
sbagliato, ci renderebbe meno sicuri”, ha detto ai giornalisti.Alessandro Ursic