27/09/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Continua l'emergenza nello stato dell'Acre. Il fuoco divora ettari e ettari e la gente protesta
Protestano con la mascherina contro la devastazione dell'AmazzoniaL’emergenza nello stato amazzonico dell’Acre continua. Le fiamme avanzano, lasciando dietro di sé distruzione e morte. La foresta soffre, si piega, si sgretola. E la disperazione corrode gli animi. “La gente qui è molto irritata, vive con i nervi a fior di pelle", racconta padre Massimo, il missionario lucchese che vive a Rio Branco. "Il carattere acreano sempre calmo e pacioso sembra risentire negativamente di questa immane tragedia. Oggi un vento provvidenziale ha pulito il cielo e la cappa di fumo che toglieva il fiato si è dissipata. In compenso la temperatura é salita a 40 gradi. E’ invivibile. I giornali locali sono pieni di dichiarazioni che colpevolizzano per queste migliaia di incendi gli stati vicini: la Rondonia, il Tocantins, il Mato Grosso e addirittura la Bolivia e il Perú. E l’Acre? E noi acreani? Siamo forse piú innocenti solo perché responsabili di mille dei diecimila incendi che hanno devastato l’Amazzonia? Dobbiamo sempre e solo puntare il dito contro il vicino di casa? Contro il vecchio José, per esempio, che ieri imperterrito bruciava foglie e sterpi secchi durante la Messa nel quartiere Boa Vista?”. E’ costernato padre Massimo. Arrabbiato. “La mia omelia domenicale è stata impedita da una tosse persistente che mi toglieva il fiato e la liturgia ha avuto una durata record di 35 minuti per evitare che tutti i fedeli se ne andassero di corsa senza la benedizione finale”. Tutti chiari segni che la normalità non esiste più, è anche lei andata in fumo. La gente è preoccupata, tesa. E pensa solo a sopravvivere. Le emergenze sanitarie crescono con l'avanzata del fuoco devastatore. Le manifestazioni di protesta nascono spontanee. Persistente è la richiesta di un intervento immediato e severo da parte dello Stato.
 
Evaristo, con la mascherinaTutti in piazza. Subito dopo che il governatore Jorge Viana ha dichiarato lo stato di emergenza, infatti, oltre duemila persone si sono riversate nelle strade centrali di Rio Branco in segno di protesta. “Per noi è una vergogna quanto sta accadendo. Noi che lottiamo tanto per l’aria pura! Questa è una vergogna nazionale”. Queste le parole di Evaristo De Luca, professore di sociologia dell’Universidade Federal do Acre, che ha marciato accanto agli acreani. “Stiamo permettendo addirittura che venga appiccato il fuoco alla Riserva Extrativista Chico Mendes! Una riserva che è il simbolo della nostra resistenza. E’ indecente. Abbiamo bisogno di una moratoria ora e subito, che proibisca abbattimenti e incendi per almeno cinque anni. Se non di più, dato che cinque sono addirittura pochi per poter valutare e tentare di recuperare i danni fatti”. Stessa rabbia emerge dalle parole di Itamar Zanin, direttore del Colégio Meta e vecchio sostenitore delle lotte del movimento sociale che culminarono nella creazione del Governo da Floresta: “La nostra primaria preoccupazione dovrà essere mostrare la nostra profonda indignazione. Dichiarare lo stato di emergenza è insufficiente. Vivo in Acre da 27 anni è non ho mai pensato di dover affrontare una situazione così degradante. In questa manifestazione mi hanno accompagnato 500 studenti e per loro parteciparvi è servito più di una settimana di lezioni universitarie sulla cittadinanza. Dobbiamo far pressione sul governo affinché non permetta che quanto accaduto diventi una  routine nella vita di coloro che vivono in Amazzonia, specialmente in Acre. Le lotte del popolo in Acre hanno sempre avuto come obiettivo impedire il disastro a cui  stiamo assistendo in questo momento. Vista di Rio Branco, coperta di fumoSenza risultato evidentemente, quindi mai arrendersi!. 
 
Senza parole. E dall’Acre ci arriva l’immagine di Rio Branco letteralmente oppressa dal fumo. Si tratta di una fotografia fatta da padre Massimo, scattata dal Centro dell’industria, il palazzo più alto della capitale. Una foto che vale più di mille parole.  

Stella Spinelli

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