26/09/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



In India, dove la scelta è tra l'istruzione e la sopravvivenza
Scritto per noi da
Alessandra Mezzadri 
 
Howrah bridge, sul fiume Hooghly, a Calcutta Ieri sui giornali italiani, è apparsa la notizia del suicidio di una bambina in India. Sonia Khatun, 12 anni, proveniva da Malda, un villaggio a 200 chilometri da Calcutta. Sua madre non ha potuto darle le poche rupie che le avrebbero consentito di mangiare, una volta giunta a scuola. Sania ha salutato la madre e si e' messa in cammino verso la scuola. Ma si è impiccata ad un'impalcatura di un edificio in costruzione che ha trovato per la via, e a scuola, non è mai arrivata. Il futuro dei bambini indiani è ancora fortemente incerto.
 
Quello che le statistiche non dicono. Ho soggiornato a Calcutta per circa un mese, nel gennaio 2005. La città della gioia di Lapierre, dei derelitti di Madre Teresa di Calcutta. L’India sta cambiando velocemente, il tasso di crescita, secondo i dati della banca mondiale, ha toccato quasi il 9% nel 2003 (8,6%); tuttavia questo tasso di crescita aggregato nasconde una variabilità regionale molto consistente, e soprattutto e' accompagnato da un tasso di povertà ancora scioccante, che sempre secondo la Banca, si aggira intorno al 30% (28,6%). Mentre alcuni stati indiani sono solidamente sulla via dello sviluppo, altri stentano ancora. Inoltre, quello che gli studiosi di economia dello sviluppo chiamano “urban bias” (preferenza per la città) fa sì che, all’interno di ciascuno stato indiano, le campagne registrino un più alto tasso di povertà. Lo stato del West Bengal, di cui Calcutta è la capitale, sta arrancando. La separazione tra Pakistan occidentale ed orientale, a seguito della quale, nel 1971, si formò lo stato del Bangladesh, creò milioni di rifugiati per motivi etno-religiosi; molti di essi trovarono in Calcutta il primo centro urbano dove fermarsi. Da un punto di vista economico, lo stato fu affossato dalla perdita delle aree dove si concentrava la produzione della iuta, una delle risorse principali dello sviluppo economico locale. Da allora il West Bengal ha avuto uno sviluppo industriale continuo, ma incerto. Le industrie principali sono quella della iuta e l’industria chimica pesante. Anche la produzione del pellame e del tessile sono consistenti, ma sono per lo più rimaste a livello artigianale. Il terziario si sta sviluppando, garantendo però posti di lavoro per individui con un certo livello d’istruzione. Le attività industriali e semi-industriali si concentrano nei dintorni della città.
 
Una piccola sartoriaStudiare o sopravvivere. Camminando nelle zone di Matiabruz e Maeshtala, due zone industriali che si trovano a sud del fiume Hooghly, che attraversa Calcutta, si rimane sconvolti dallo stato di degrado nel quale diverse attività si svolgono. Molte unità produttive sono minuscole, basate sul lavoro familiare. Il lavoro minorile qui è all’ordine del giorno, ed è un bisogno per la sopravvivenza dell’intera famiglia. Molti dei bambini al lavoro, nelle piccole unità che producono maglieria o camicie per il mercato domestico, non vanno a scuola. Devono guadagnare delle rupie per mangiare, quelle rupie che sono mancate a Sonia. A Metiabruz si può parlare con il signor M. D. Amin, una delle figure di spicco di un sindacato locale di categoria. “Pensa che a noi piaccia che i nostri figli lavorino e non vadano a scuola?” chiede. “Non c’è alternativa, molte famiglie hanno bisogno del lavoro dei loro bambini. I bambini sono una risorsa produttiva che può garantire la sopravvivenza di tutti i membri della famiglia. Inoltre, se vogliono che i bambini vadano a scuola, perché non aprono una scuola nei dintorni? Cosi i bambini possono lavorare e studiare”. Questo è un argomento scottante. I bambini non devono lavorare. L’educazione è un diritto fondamentale, e può aprire le porte a un futuro migliore; il governo indiano ne e' consapevole, ed il paese e' riuscito a migliorare enormemente il tasso di alfabetizzazione primaria, portandolo al 77%. Tuttavia, il caso di Sania deve far riflettere sulle laceranti contraddizioni che uno sviluppo fortemente ineguale sta portando in India. Perché in quel paese, purtroppo, spesso si deve scegliere tra il diritto all’educazione e quello alla sopravvivenza. Perché nei dintorni di Calcutta, come nel West Bengal rurale da dove Sania proveniva, forse qui ancora di più, a causa dell’ “urban bias”, sembra che la scelta sia tra garantire la sopravvivenza immediata, e la speranza in un futuro migliore. Una scelta oltraggiosa.
Sonia andava a scuola, ma adesso è morta. Dove è il suo futuro migliore? Che futuro avranno i bambini di Metiabruz?
 
Categoria: Bambini, Popoli
Luogo: India