Gli Usa vogliono ampliare la loro presenza nucleare sull’isola della Maddalena.
“Un tuffo dove l’acqua è più blu…", intonava un noto cantautore italiano, scomparso
qualche anno fa. Sembrano versi scritti appositamente per descrivere quella che
è una delle zone di mare più belle sotto il profilo naturalistico: la Costa Smeralda.
Situata nel nord della Sardegna è il fiore all’occhiello del turismo italiano;
centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, da maggio a ottobre,
affollano le sue spiagge meravigliose e incontaminate, inconsapevoli (o forse
poco informate) del pericolo che quel mare nasconde.
La notizia è di questi ultimi giorni. Nello splendido scenario dell’isola della Maddalena potrebbe nascere un porto
per l’attracco dei sommergibili nucleari della marina degli Stati Uniti d’America,
come scritto in un rapporto segreto intercettato dal giornalista Walter Falgio
e messo in risalto dal quotidiano Liberazione.
I fatti. Secondo l’indagine gli Usa hanno intenzione di ampliare la propria base navale
alla Maddalena. Il rapporto che conferma tutto questo si chiama Regional Shore
Infracstructure Plan (Rsip). E’ un documento redatto dal Comando Europeo delle
forze armate statunitensi che dovrebbe essere discusso entro pochi mesi dal parlamento
italiano.
Questo piano vuole procedere all’allargamento delle strutture militari già esistenti,
passando dagli attuali 28mila metri quadrati di superficie occupata a oltre 86mila.
Con cubature che potrebbero far alzare in maniera esponenziale, fino a 700mila
metri cubi, il volume complessivo della struttura. Uno scempio nel cuore di uno
dei parchi marini più belli del mondo con tutti i rischi che possono seguire.
Il commento istituzionale.... In realtà per le autorità locali questo è solo l'ultimo capitolo di una storia
già troppo lunga: “Questo documento non mi appassiona più di tanto - dice Angelo
Comiti, sindaco de La Maddalena. Qui c’è un problema di carattere generale che
è sul tappeto da ben 32 anni. La segretezza non è quella di quel documento. La
segretezza vera, fra l’altro ormai antistorica, è che gli statunitensi sono qui in base ad un accordo segreto stipulato
fra il governo italiano e quello statunitense. Questo è il fatto segreto vergognoso.
E’ vergognoso che a distanza di 32 anni il parlamento italiano, che è l’unico
che possa decidere sulla sovranità nazionale e sul territorio nazionale, si ostini
a tenere in piedi un meccanismo di questo tipo e nessuno abbia avuto il coraggio
di prendere la questione e portarla alla camera dei deputati. Noi siamo perfettamente
consapevoli di che cosa rappresenta questa presenza. Secondo me è una limitazione
ulteriore rispetto a molte altre che abbiamo".
Il sindaco prosegue con vigore: "Qui c’è una forza militare massiccia, sia italiana
sia statunitense, che non ci consente di fare atti programmatori, che per qualsiasi
altro comune d’Italia sarebbero normali. Ad esempio lo Stato ha delegato alcune
funzioni alle Regioni, tra queste quella dell’utilizzo dei litorali marini. Solo
per il comune della Maddalena questa regola non vale. In questo comune il titolare
delle concessioni demaniali è la guardia costiera e quindi il ministero delle
Infrastrutture. Per tutti gli altri comuni d’Italia non è così: loro possono discuterne
con il genio civile opere marittime della regione”.
Fra le altre cose anche il turismo potrebbe risentire della presenza ‘del nucleare’
sull’isola e di conseguenza diminuire, il sindaco Comiti però spiega che i punti
da discutere sono molti e uno su tutti: “Beh, a dire il vero non è di questo che
il turismo risente. Il turismo risente delle limitazioni pesantissime che abbiamo
in questo comune per programmarci il futuro. Noi non siamo proprietari delle cose
più importanti. La servitù militare imposta dalla presenza Usa è veramente una
cosa ridicola”. Anche in merito alla paura nucleare il sindaco della Maddalena
amplia l’orizzonte e racconta: “La paura del nucleare la dobbiamo avere tutti
in relazione a molte cose. Anche quelle regioni che si affacciano sull’arco alpino
devono avere timore del nucleare visto che sono circondate da centrali termonucleari.
Poi l’incidente nucleare non lo può escludere nessuno per cui potrebbe capitare
anche qui. Devo però dire che il livello di sicurezza delle strutture è molto
alto. E mi sento in dovere in quanto sindaco di affermare che qui l’inquinamento
nucleare non esiste.”
A tal proposito abbiamo sentito anche il parere di Sebastiano Pirredda, sindaco
di
Palau “Noi come comune di Palau ci siamo già espressi da parecchio tempo contro
la presenza nucleare sull’isola della Maddalena, che è cosa oramai risaputa, e
che appare in questo preciso momento storico come anacronistica”, racconta il
sindaco, “Soprattutto a riguardo del fatto che sia una presenza di una base che
viene a occuparsi di sommergibili nucleari. La nostra precisa presa posizione
è nata ormai più di due anni fa, all’indomani dell’incidente occorso all’Hartford. Da quel momento in poi c’è stata una presa di coscienza da parte di tutti di
quelle possibili e immaginabili catastrofi che si possono verificare nel caso
in cui ci possa essere per un motivo o per l’altro un incidente di tipo nucleare.”
“La nostra speranza è che questa base, se vuole rimanere, rimanga ma non con
il compito di ospitare i sottomarini nucleari. In sostanza vogliamo allontanare
quello che è il rischio più pericoloso di questa presenza.Il momento storico non lo permette più. Credo che le nostre comunità abbiano
già abbondantemente pagato il prezzo della sconfitta della seconda guerra mondiale.
Fra l’altro stiamo parlando di un accordo del quale fino a oggi nessuno conosce
i termini. Non è stato mai ratificato dal parlamento italiano. Stiamo parlando
di un qualcosa che ha avuto sempre poca trasparenza, e poca conoscenza da parte
dei cittadini. Si capisce che si tratta di questioni che sono di particolare segretezza,
però nell’attuale periodo storico dovrebbero prima o poi cadere”, e aggiunge:
“Noi come amministrazione abbiamo scelto di chiedere l’allontanamento graduale
della presenza degli approdi dei sommergibili nucleari. Anche perché tutto contrasta
con il concetto di sviluppo della zona, che è ad alta densità turistica, è molto
frequentata e che potrebbe avere così un’immagine
offuscata.”
..e quello degli abitanti dell'isola. "Noi la base militare statunitense la viviamo malissimo - raccontano gli isolani
che non vogliono farsi riconoscere perchè hanno timore della reazione dei soldati
- siamo contrari alla base, nella maniera più assoluta. Gli abitanti della Maddalena
non vogliono più la base Usa".
Se ci fossero ancora dubbi basterebbe ascoltare le parole di una giovane donna
che in questo paradiso terrestre ci vive: "Oltretutto i militari hanno un atteggiamento
fastidioso. Si sentono padroni a casa nostra e si comportano come se noi fossimo
una loro colonia, ma questo è territorio italiano".
Un futuro diverso. Un tempo la struttura militare sull’isola dava da lavorare a più di mille persone;
oggi sono solo un poco più di 150, tanto da far dire al sindaco che sarebbe il
caso di costruire ipotesi alternative alla monocultura militare che non ha più
senso di esistere. E pensa all’ambiente: “Noi dobbiamo giocarci le nostre chance in funzione turistica, utilizzando l’ambiente come volano sul quale basare questo
tipo di sviluppo” e chiude con una battuta dal spore amaro: “Sarebbe meglio vedere
delle belle donne in costume da bagno sulle nostre spiagge piuttosto che i soldati
statunitensi in divisa e armati”.