Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.37- 2005 dall'15 al 22/9
Sudan. Il 17 almeno 14 persone - soprattutto donne e bambini - sarebbero rimaste uccise in un'imboscata contro uno scuolabus nei pressi di Loka, non lontano dal confine
con l'Uganda. Lo hanno riferito fonti della sicurezza che hanno attribuito l'attacco
ai ribelli ugandesi dell'Esercito di Resistenza del Signore (Lord's Resistance
Army, Lra) che hanno proprio nel Sudan meridionale le loro basi. I raid contro
la popolazione civile sudanese, in aumento negli ultimi mesi, sono mirati principalmente
a ottenere rifornimenti alimentari.
Il 19 almeno 40 persone sono morte nella regione del Darfur a causa di un attacco condotto lunedì dalle popolazioni
nomadi arabe Janjaweed. L'attacco sarebbe stato la risposta per l'incursione condotta
dall'Sla (Sudan Liberation Army, uno dei movimenti ribelli operanti nel Darfur)
nel villaggio di Malam lo scorso 25 agosto, nel quale gli stessi ribelli dell'Sla
rapirono alcuni bambini appartenenti alle comunità nomadi arabe. Il conflitto
in Darfur, scoppiato nel febbraio 2003, ha già provocato la morte di 200.000 persone.
Uganda. Il 20 una serie di operazioni militari condotte dall’esercito ugandese ha provocato
la morte di 8 ribelli dell'Esercito di Resistenza del Signore (Lord's Resistence Army) di Joseph Kony.
Lo hanno riferito fonti militari, che hanno precisato anche che 2 ribelli sono
stati catturati e 5 ex prigionieri liberati.
Il 21 13 persone, in prevalenza bambini, sono state uccise e altre 5 ferite nell'Uganda nord-orientale quando guerriglieri armati hanno
attaccato membri di una tribù rivale. Il sanguinoso scontro si è verificato tra
i Piane e i Bokora a 400 chilometri dalla capitale Kampala.
Il 22 un'imboscata tesa dai ribelli del Lra nel nord dell'Uganda, a pochi chilometri
dal confine col Sudan, ha causato almeno 14 vittime tra i civili. L'imboscata è avvenuta a circa 15 chilometri dalla frontiera col
Sud Sudan. La guerra in Uganda dura ormai da 19 anni e le recenti trattative di
pace tra governo e ribelli sono arrivate a un punto morto.
India. Il 20, almeno 9 soldati e 6 ribelli sono rimasti uccisi nello Stato nord-orientale del Manipur. L’esercito indiano sta conducendo un’estesa controffensiva contro i guerriglieri
dall’inizio di quest’anno. Il Manipur fa parte delle cosiddette “Sette sorelle”,
ovvero sette Stati collegati al continente indiano da una sottile striscia di
terra e noti per il clima di anarchia e violenze.
Kashmir indiano. Il 15, presunti ribelli musulmani hanno ucciso 4 persone e un altro civile ha perso
la vita nel fuoco incrociato tra militanti e truppe governative.
Il 17, l’esercito indiano ha ucciso 3 guerriglieri e altri militanti hanno rapito
e assassinato un civile. Inoltre, 3 ragazzini sono rimasti feriti per l’esplosione di una mina nel distretto di Doda.
Tra il 21 e il 22, i soldati indiani hanno ucciso 5 militanti, mentre altri ribelli hanno assassinato
un ex guerrigliero e un soldato.
Nella piccola regione himalayana l’insurrezione dei militanti islamici contro
le forze indiane è cominciata nel 1989 e finora ha causato tra le 40 e le 65mila
vittime.
Pakistan. Il 15, l’esercito pachistano ha detto di aver distrutto uno dei più grandi covi
di al-Qaeda nella regione tribale del Waziristan del nord, al confine con l’Afghanistan.
La massiccia offensiva contro i ribelli è continuata nei giorni successivi, ma
non si hanno per ora notizie di vittime.
Il 22, 5 persone sono morte e almeno 20 sono rimaste ferite in due esplosioni a
Lahore, città della regione orientale del Punjab. La zona è teatro del conflitto tra
radicali sunniti e radicali sciiti.
Thailandia. Il 21, un civile è morto in una sparatoria in un teashop di Tanyong Limo, villaggio del sud della Thailandia. Lo stesso giorno 2 uomini della marina tailandese sono stati rapiti e uccisi da alcuni abitanti del villaggio a maggioranza musulmana perché accusati di
aver sferrato l’attacco contro il teashop.
Si tratta dell’ennesima violenza nel sud musulmano del Paese dove dal gennaio
2004 si susseguono attacchi contro la comunità buddista. Anche la repressione
della polizia, tuttavia, ha causato diverse vittime, esacerbando il conflitto.
Daghestan. Il
15 settembre, a un posto di blocco vicino la città di
KizilYurt è scoppiato uno scontro a fuoco tra i poliziotti locali e un gruppo di insorti
che viaggiava in taxi; il bilancio della schermaglia è di
due poliziotti e tre donne del gruppo d’insorti
feriti e
un ribelle ucciso.
Il 19, uno scontro a fuoco ha visto protagonisti ribelli e polizia nella città di
Karabudakhkent, con un bilancio finale di due poliziotti feriti e un ribelle ucciso.
Il 20, durante le operazioni di smantellamento di una mini raffineria di petrolio abusiva,
alcuni colpi di mitragliatore accidentale raggiungevano un serbatoio di carburante;
dalla esplosione del serbatoio sono rimasti feriti due soldati.
Inguscezia. Il 16 settembre, una bomba è esplosa alla fermata del bus del villaggio cosacco di Nesterovskaya, nella regione di Sunzhnskeye; non si sono registrati feriti. Una altra esplosione, con un soldato ferito, è stata sentita nel villaggio di Alkhafty, sempre nella regione di Sunzhenskeye; pare una mina sia saltata in aria al passaggio
di una colonna di soldati.
Il 17, il capo della polizia locale è stato ucciso dentro casa sua nel villaggio cosacco di Nesterovskaya.
Il 19, Due bombe sono esplose nel palazzo del tribunale di Odzhonikidzovskaya, causando un ferito.
Il 20, un agente della Fsb, servizi segreti russi, è stato ucciso da un commando di sconosciuti nel villaggio cosacco di Nesterovskaya. Ad un posto di blocco vicino il confine con l’Ossezia del Nord, colpi di mitraglietta sparati da sconosciuti da una auto in corsa
hanno ucciso tre poliziotti e ferito un loro collega.
Cecenia. Il 16 settembre, nel villaggio di Nazrani è esplosa una bomba dentro il tribunale locale, senza causare vittime.
Il 17, a Grozny viene teso un agguato ad una macchina che portava il capo della polizia Valery
Sidorov. L’alto ufficiale viene ucciso, i 4 poliziotti della sua scorta sono feriti. Nel villaggio di Vedenskeye un poliziotto viene ferito dalla detonazione improvvisa di un ordigno inesploso.
Il 18, nella regione di Shalinskeye, nell’area di Mesken-Yurta, il comandante di una pattuglia di perlustrazione lungo l’autostrada viene ucciso dall’esplosione di una mina.
Il 19 a Nal’chik in una imboscata ad una pattuglia di soldati russi viene ucciso un militare e ferito un altro.
Il 20, una mina piazzata su di un veicolo militare a Grozny ferisce due soldati.
Il 21, uno scontro a fuoco nella regione di Nozhay-yurtovskeye tra ribelli ceceni e esercito lascia sul campo due russi uccisi e sei feriti.
Turchia. Il 18, 2 persone sono morte e altre 10 sono rimaste ferite nell'esplosione di un autobus in transito su
una strada della provincia meridionale di Antalya.
Il 19, 2 uomini, probabilmente legati all'organizzazione separatista armata curda Pkk, sono rimasti uccisi in scontri armati con le forze dell'ordine turche avvenuti nella città di Van
e in quella sudorientale di Tunceli. Una piccola esplosione in un cestino dei
rifiuti a Istanbul ha ferito una persona.
Israele – Palestina. Il 16, alcuni soldati israeliani sono rimasti lievemente feriti nel corso di incidenti
fra reparti dell'esercito israeliano e gruppi di dimostranti palestinesi nel villaggio
di Bil'in, vicino a Ramallah.
Il 17, 4 civili palestinesi e 2 guardie palestinesi sono stati feriti nel corso di
scontri scoppiati presso il valico di Rafah, il confine tra la Striscia di Gaza
e l' Egitto.
Il 18, Khalil Kharame, 35 anni, un ufficiale della polizia palestinese è stato ucciso a Nablus da agenti della sicurezza nazionale palestinese. Il cadavere di un palestinese di Hebron, è stato rinvenuto ad Abu Dis, alle porte di Gerusalemme. 50 palestinesi sono rimasti feriti a
Daharya (Hebron) in una rissa tra clan rivali.