Pubblichiamo un intervento di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, a seguito
di un articolo del quotidiano inglese "The Guardian" che commenta negativamente i risultati ottenuti dall'evento Live8 organizzato
da Bob Geldof
Il Live8 è stato un mezzo flop, su questo non ci piove.
Specialmente in Italia dove sulla questione del debito il governo non ha mosso
un
dito.
Ho detto un "mezzo" flop perchè l'altro mezzo è stato un successo, nel senso
che comunque ha riportato il problema della povertà estrema in prima pagina per
qualche ora, o giorno, e anche questo serve.
Geldof è una figura controversa, come lo sono la maggior parte delle figure di
questo tipo: è chiaro che accentrando su di sé la questione dell'Africa come se
fosse un suo copyright si espone a una serie di critiche, anche condivisbili.
Io che l'ho incrociato un paio di volte posso dire che il tipo è tutt'altro che
un simpaticone, ma non possiamo fermarci ai gusti personali. Credo anche che Geldof
sia un vero esperto della questione africana e che le sue iniziative siano da
condividere, ma solo a patto che non vengano lasciate sul campo come unica strada
alla lotta alla povertà.
Vedere una sfilza di miliardari farsi belli per un giorno (o milionari ma ci
siamo capiti) davanti al mondo può far venire l'orticaria a un sacco di gente
che dedica la vita a salvare altre vite, a distribuire vaccini, a scavare pozzi,
ad accompagnare a una morte dignitosa esseri umani ridotti a un mucchio di pelle
e ossa dall'incuria della politica dei loro paesi e dei nostri, entrambi colpevoli
allo stesso modo.
Vedere Bill Gates sul palco di Live8 col suo maglioncino da studente di college
raccontarci parabole alle quali è impossibile credere può fare incazzare, ma bisogna
cercare di guardare più lontano, anche se non è facile.
Bisogna fare lo sforzo di credere che senza questi qui coi loro maglioncini e
i loro sorrisi a caccia di elettori non si riesce ad ottenere molto, questi sono
i potenti e qualcuno deve fare il lavoro sporco di andare a leccar loro un po'
il culo per ottenere briciole, briciole che comunque servono.
Ma qual è l'alternativa? La rivoluzione?
Se c'è un errore che sta facendo Geldof è andare a dire che le briciole sono
altro, che le briciole sono la salvezza dell'Africa e delle nostre coscienze intasate
dall'opulenza. Perché dicendo così si va incontro a dei rischi.
Le briciole sono solo briciole, fanno comodo, ma siamo lontani anni luce da quello
che si potrebbe, e quindi si dovrebbe, fare. E’ ormai chiaro che i nostri governi
potrebbero fare molto ma non fanno quasi niente.
Uno dei rischi di queste operazioni è che le coscienze si plachino, che la politica
ne esca redenta agli occhi dei popoli, con la sola conseguenza che l'Africa starà
peggio di prima.
Quindi la mia opinione personale è che Geldof deve essere una delle voci, continuare a mettersi in luce, a farsi portavoce dei poveri del pianeta
(i quali non eleggono portavoce, quindi non concedono esclusive). Ma che oggi sia necessario un forte dibattito che metta in discussione anche
il suo ruolo, quindi ben venga l'articolo del Guardian, ma solo se serve ad accendere la discussione. Guai se invece ottenesse l'effetto
di alimentare il cinismo che ci porta a dire "tanto non serve a niente quindi
almeno Bob ci riunisce i Pink Floyd..."
Ho molto rispetto e ammirazione per quello che fa Bob Geldof ma credo che sia
giusto non santificarne il ruolo. La lotta alla povertà ha ancora moltissima strada
davanti e Live 8 ha rappresentato solo una tappa del cammino. Ha anche ottenuto
qualcosa, ma non molto in confronto a quello che resta da fare e che soprattutto
la politica e i nostri governanti possono fare.
Geldof non ha la verità in tasca ma il suo impegno è assolutamente da applaudire
e da ammirare. Non va lasciato solo e per questo è importante anche accendere
un dibattito serio come quello sollevato dall'articolo del Guardian.
Non voglio fare polemiche con il Live8 ma solo stimolare a fare ancora di più,
conivolgendo il più possibile la società civile che è molto influente di qualsiasi
Bill Gates o di qualsiasi rockstar ne confronti dei potenti della terra. Sarebbe
stupido non riconoscere a Live 8 un ruolo importante e a Geldof il grande merito
di averlo organizzato tra mille difficoltà.
Lorenzo Jovanotti Cherubini
per PeaceReporter