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Buone notizie sul morbillo: nei giorni in cui, all’assemblea generale delle Nazioni
Unite, verrà fatto un bilancio parziale degli Obiettivi del millennio, i risultati ottenuti contro questa malattia infettiva sembrano buoni, rispetto
ad altri ancora deludenti su altri obiettivi. La notizia viene dalla rivista medica
The Lancet, che riporta il successo ottenuto dalle campagne di vaccinazione in
19 Paesi africani fra il 2000 e il 2003: una riduzione superiore al 90% dei casi
di morbillo. Prima della somministrazione del vaccino il numero medio di infezioni
era 164mila l’anno; nel 2003, dopo la campagna, è crollato a 15mila e 600.
Sforzi comuni. Mac Otten, medico epidemiologo dei Centri per il controllo e la prevenzione
della malattia (Centers for Disease Control and Prevention-CDC) statunitensi e a capo della ricerca appena pubblicata, ha sottolineato un altro
importante aspetto: “Uno dei messaggi più chiari di questo studio è che le strategie
corrette, una collaborazione forte fra organizzazioni e l’investimento di risorse
sufficienti possono ridurre rapidamente la mortalità infantile in Africa”. Gli
sforzi contro questa malattia infettiva nel continente africano sono stati sostenuti
da diverse organizzazioni (Croce Rossa americana, Fondazione delle Nazioni Unite,
CDC, Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia-Unicef, Oms), unite nella Measles Initiative (Iniziativa contro il morbillo). Nata nel febbraio del 1991, la Measles Initiative
ha lo scopo di porre fine alla strage causata dalla malattia infettiva soprattutto
in Africa. Anche Hasan conviene con Mac Otten sul segnale forte che emerge dai
dati presentati: è possibile, unendo sforzi e competenze, ottenere risultati significativi
e salvare la vita a molti bambini. ”Lo studio fornisce anche le prove dei progressi
fatti nei confronti dell’obiettivo globale di dimezzare entro il 2005 (rispetto
al 1999) i morti causati dal morbillo”, aggiunge il funzionario dell’Oms.
Dietro l'esempio dell'Africa. L’esperienza africana può essere modello e stimolo per ottenere gli stessi
risultati positivi in altri Paesi: “Far diventare tutto questo una realtà universale
significa progettare servizio di immunizzazione regolare che sia fattibile. L’Oms
e i suoi partners stanno collaborando con i diversi Paesi affinché tutto questo
diventi realtà” ha commentato Jean-Marie Okwe-Bele, direttore del Dipartimento
di immunizzazione, vaccini e ricerca biologica dell’Oms. Infatti, se il morbillo
sembra essere sotto controllo nelle Americhe, l’attenzione dell’Oms rimane alta
in altre zone del pianeta: “La Measles Initiative sta allargando il suo intervento
al Sudest asiatico e alle regioni del pacifico occidentale: fornisce fondi e supporto
tecnico, aiuto nella pianificazione degli interventi, rinforzo, oltre a valutare
le campagne di immunizzazione”, spiega ancora Hasan. Nel 2003 i casi mortali di
morbillo sono stati oltre 500mila, 300mila in meno rispetto al 1999 ma ancora
troppi per l’obiettivo del millennio. “Speriamo di essere in grado di fornire
i numeri relativi al 2004 alla fine di quest’anno”, conclude Hasan, e la speranza
è anche che questi numeri siano ancora in discesa.
Valeria Confalonieri