19/09/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Verso un maggiore riconoscimento delle minoranze in Macedonia
scritto per noi da
Roberta Barazza
 
 
 
manifestazione albanese in macedoniaDifficile convivenza. Il 1 luglio 2005 è iniziato in Macedonia un processo di decentramento dall'autorità statale a organi locali e questo costituisce un passo molto importante per un maggiore riconoscimento delle minoranze, in particolare quella albanese, numericamente molto consistente e, in passato, causa di forti tensioni e di episodi di violenza.
Un problema sociale importante per la Macedonia negli ultimi anni è la crescente presenza di tale minoranza e la difficile integrazione e convivenza tra Albanesi e Macedoni. Le zone della Macedonia ad alta intensità albanese sono quelle del confine nord-ovest, vicino ad Albania e Kosovo. Nel 2001 vennero firmati gli Accordi di Ohrid che posero fine ad un conflitto che aveva portato anche a scontri armati. Con gli Accordi di Ohrid si riconobbero alle minoranze in Macedonia diritti maggiori, quali quello di esporre la propria bandiera, di avere scuole nella propria lingua, avere un più alto numero di rappresentanti politici e maggiore tutela dei diritti sindacali.
 
un momento degli scontri del 2001Gli Accordi di Ohrid. La Macedonia è uno degli stati balcanici che meno è stato colpito dalle guerre degli anni Novanta. E' riuscita a ottenere l'indipendenza dalla ex-Yugoslavia in un modo del tutto pacifico nel 1991. Dopo l'indipendenza però vi è stata una crescente immigrazione, di albanesi soprattutto, e la tensione ha generato vari episodi di violenza, specie nel 2001, fino ad una sorta di insurrezione albanese finalizzata alla secessione. Per gli eventi del 2001 deve rispondere di crimini contro l'umanità presso il Tribunale dell'Aja l'allora Ministro dell'Interno macedone Ljube Boskovski. Con gli Accordi di Ohrid si raggiunse un'intesa tra Macedoni e Albanesi che pose fine al conflitto. Il 1 luglio scorso, come accennato, è iniziato il processo di decentramento che costituisce il nucleo principale degli Accordi. Consiste in un trasferimento di autorità e proprietà dal potere centrale alle autorità locali. Quindi 30.000 impiegati, che prima dipendevano dallo Stato macedone, dipenderanno ora dalle autorità locali e verranno delocalizzati anche 500 edifici, terreni e altre proprietà, oltre naturalmente al potere decisionale su molte questioni. Ciò garantisce una maggiore autonomia e rispetto delle minoranze che, in certe aree, diventeranno ora maggioranza.

profughi albanesi in macedoniaIl decentramento. I consigli municipali avranno molta più autorità nel campo dell'educazione, della sanità, della sicurezza e della pianificazione territoriale. Il sindaco avrà un potere molto maggiore di prima e potrà scegliere i direttori di scuole e istituzioni culturali, di imprese pubbliche e unità sanitarie. Al consiglio comunale spetterà di eleggere anche i capi della polizia locale. Secondo gli Accordi di Ohrid, inoltre, ora potrà sventolare una bandiera non macedone nelle municipalità in cui le minoranze sono maggioranza. La bandiera albanese sventolerà dunque ora in 16 comuni, quella turca in 2, e quella Rom in 1.
Una questione scottante è quella del bilancio economico. Molti organismi locali hanno già ora molti debiti verso imprese private e pubbliche o verso il governo centrale. Con la delocalizzazione il peso di questi debiti cadrà più pesantemente sulle amministrazioni locali anche se, come afferma il Primo Ministro Vlado Buckovski, il governo centrale interverrà con aiuti economici.
L'inizio del decentramento è stato accolto con favore dalla comunità internazionale e viene visto come un passo ulteriore verso il rafforzamento della democrazia in Macedonia e il miglioramento dei servizi e della gestione delle comunità locali. La comunità accademica macedone esprime una certa preoccupazione per l'eccessiva concentrazione di potere nelle mani dei sindaci e teme che ciò possa sfociare in arbitrio e aumento della corruzione.
Categoria: Politica, Popoli
Luogo: Macedonia