Difficile convivenza. Il 1 luglio 2005 è iniziato in Macedonia un processo di
decentramento dall'autorità statale a organi locali e questo
costituisce un passo molto importante per un maggiore riconoscimento
delle minoranze, in particolare quella albanese, numericamente molto
consistente e, in passato, causa di forti tensioni e di episodi di
violenza.
Un problema sociale importante per la Macedonia negli ultimi anni è la
crescente presenza di tale minoranza e la difficile integrazione e
convivenza tra Albanesi e Macedoni.
Le zone della Macedonia ad alta intensità albanese sono quelle del confine nord-ovest,
vicino ad Albania e Kosovo.
Nel 2001 vennero firmati gli Accordi di Ohrid che posero fine ad un
conflitto che aveva portato anche a scontri armati. Con gli Accordi di
Ohrid si riconobbero alle minoranze in Macedonia diritti maggiori, quali
quello di esporre la propria bandiera, di avere scuole nella propria
lingua, avere un più alto numero di rappresentanti politici e maggiore
tutela dei diritti sindacali.
Gli Accordi di Ohrid.
La Macedonia è uno degli stati balcanici che meno è stato colpito dalle
guerre degli anni Novanta. E' riuscita a ottenere l'indipendenza dalla
ex-Yugoslavia in un modo del tutto pacifico nel 1991. Dopo
l'indipendenza però vi è stata una crescente immigrazione, di albanesi
soprattutto, e la tensione ha generato vari episodi di violenza, specie
nel 2001, fino ad una sorta di insurrezione albanese finalizzata alla
secessione. Per gli eventi del 2001 deve rispondere di crimini contro
l'umanità presso il Tribunale dell'Aja l'allora Ministro dell'Interno
macedone Ljube Boskovski.
Con gli Accordi di Ohrid si raggiunse un'intesa tra Macedoni e Albanesi
che pose
fine al conflitto.
Il 1 luglio scorso, come accennato, è iniziato il processo di
decentramento che costituisce il nucleo principale degli Accordi.
Consiste in un trasferimento di autorità e proprietà dal potere
centrale alle autorità locali. Quindi 30.000 impiegati, che prima
dipendevano dallo Stato macedone, dipenderanno ora dalle autorità
locali e verranno delocalizzati anche 500 edifici, terreni e altre
proprietà, oltre naturalmente al potere decisionale su molte questioni.
Ciò garantisce una maggiore autonomia e rispetto delle minoranze che,
in certe aree, diventeranno ora maggioranza.
Il decentramento. I consigli municipali avranno molta più autorità nel campo
dell'educazione, della sanità, della sicurezza e della pianificazione
territoriale. Il sindaco avrà un potere molto maggiore di prima e potrà
scegliere i direttori di scuole e istituzioni culturali, di imprese
pubbliche e unità sanitarie. Al consiglio comunale spetterà di eleggere
anche i capi della polizia locale. Secondo gli Accordi di Ohrid,
inoltre, ora potrà sventolare una bandiera non macedone nelle
municipalità in cui le minoranze sono maggioranza. La bandiera albanese
sventolerà dunque ora in 16 comuni, quella turca in 2, e quella Rom in
1.
Una questione scottante è quella del bilancio economico. Molti
organismi locali hanno già ora molti debiti verso imprese private e
pubbliche o verso il governo centrale. Con la delocalizzazione il peso
di questi debiti cadrà più pesantemente sulle amministrazioni locali
anche se, come afferma il Primo Ministro Vlado Buckovski, il governo
centrale interverrà con aiuti economici.
L'inizio del decentramento è stato accolto con favore dalla comunità
internazionale e viene visto come un passo ulteriore verso il
rafforzamento della democrazia in Macedonia e il miglioramento dei
servizi e della gestione delle comunità locali. La comunità accademica
macedone esprime una certa preoccupazione per l'eccessiva
concentrazione di potere nelle mani dei sindaci e teme che ciò possa
sfociare in arbitrio e aumento della corruzione.