14/09/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Ennesima strage di civili in Iraq
Come ogni mattina, centinaia di abitanti di Baghdad si sono svegliati presto. La guerra cambia le abitudini di vita. Rende nemica anche la notte. L'acqua corrente non c'è in molte zone della città così come manca l'elettricità. Ma, dopo due anni e mezzo di guerra, gli iracheni si sono abituati alle cose che mancano. Quello a cui non possono abituarsi è la mancanza di un lavoro, perchè significa non avere il pane da dare ai propri figli. E si ha fame anche dopo essere stati 'liberati'.
 
attentato a baghdadSempre loro. Tutti i vari Walid, Karim, Abdul, Ali, Mohammed e tanti altri padri di famiglia scendono in strada e si dirigono, come ogni mattina, verso piazza Uruba, nel quartiere sciita di Kathimi.
Magari, come è facile immaginare, hanno poca voglia di parlare, sono un po' infreddoliti e affamati. Ma bisogna andare a lavorare per garantire la sopravvivvenza alle proprie famiglie e piazza Uruba è un buon posto, perchè ci sono quelli che procurano lavoro ai muratori.
Le guerre, tutte le guerre, portano fame e miseria ai vari Walid, Karim, Abdul, Ali, Mohammed e alle loro famiglie, ma arricchiscono anche tante persone. Ed è nelle piazze che si trovano alcune di queste tipologie 'd'imprenditori di guerra', sorta di procacciatori di lavoro che arrivando in piazza guardano i vari Walid, Karim, Abdul, Ali, Mohammed e, come nel mercato degli schiavi di tanti anni fa (ma in tanti posti in giro per il mondo è ancora così), osservano i padri di famiglia, ne valutano la forza delle braccia come un allevatore guarda le vacche da acquistare e offre una giornata di lavoro per quattro soldi.
Questo avviene ogni giorno a Baghdad e in tutto l'Iraq 'liberato'. Ma non stamattina. Walid, Karim, Abdul, Ali, Mohammed non avevano tenuto conto che anche un giovane martire partiva da casa sua o dal suo rifugio per andare a fare la sua guerra santa. Quest'uomo, probabilmente un disoccupato come loro, ha fatto la sua preghiera, ha indossato la sua cintura esplosiva ed è partito alla volta di piazza Uruba. Quando ci è arrivato ha aumentato la velocità, secondo il racconto dei testimoni oculari, e ha puntato dritto sul gruppo di Walid, Karim, Abdul, Ali, Mohammed che aspettavano un ingaggio per sfamare le loro famiglie. Il kamikaze si fa esplodere: le prime stime parlano di 149 morti e 120 feriti. Sono tutti i  Walid, Karim, Abdul, Ali, Mohammed che non andranno a lavorare oggi, non torneranno a casa e non sfameranno più le loro famiglie.
 
vittime di un attacco a baghdadTerrore a domicilio. Quando arriva la guerra nessun posto è sicuro, neanche la propria casa. Lo sa bene la famiglia Taneem, del villaggio di Tajee, a circa 40 chilometri da Baghdad. Nel cuore della notte, come nei peggiori film che non si capisce mai se denunciano o osannano la violenza, un commando armato fino ai denti e, secondo i testimoni oculari, a volto coperto, è arrivato nel villaggio. Cercavano proprio loro, la famiglia Taneem.
Hanno fatto irruzione in tutte le case dove vivevano membri di queste famiglie, trascinandone fuori i componenti maschi. Come nei rastrellamenti nazisti. Mogli e figli guardavano attoniti mentre i padri e i mariti venivano trascianti via e caricati, legati e bendati, sui furgoni del commando. Secondo le prime ricostruzioni sono stati portati poco fuori dal villaggio e, come nel selvaggio West, giustiziati a sangue freddo. Tutti. Alla fine sono 17  gli uomini della famiglia Taneem che sono stati ritrovati stamattina con una pallottola in testa. Le loro famiglie sono rimaste sole adesso, a cercare di sopravvivvere.
Questo, le piazze insanguinate di Baghdad, le famiglie sterminate, la fame, i bombardamenti che radono al suolo le città, i mercati spazzati via dalle cinture al tritolo, alcuni lo chiamano portare democrazia e libertà. Altri guerra santa.
Noi lo chiamiamo guerra. Che da decenni oramai si fa contro i civili. Da una parte e dall'altra. Quei civili che qualcuno chiama effetti collaterali. E qualcuno ha il coraggio di chiamare tutto questo 'liberazione o guerra santa'. Bisognerebbe solo vergognarsi, per Walid, Karim, Abdul, Ali, Mohammed.

Christian Elia

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