13/09/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



A tutti gli americani che hanno votato per Bush: "Come vi sentite?"
Michael MooreOggi, nel quarto anniversario dell’11 Settembre, sono solo curioso di sapere una cosa: come vi sentite?
 
Come vi sentite a sapere che l’uomo che avete eletto come nostra guida dopo gli attacchi è andato avanti e ha messo a capo del FEMA [l’agenzia federale della protezione civile americana] un tizio la cui qualifica principale è quella di responsabile di concorsi ippici?
 
Avete capito bene. Concorsi ippici.
 
Voglio davvero sapere – e ve lo chiedo in tutta sincerità e con tutto il dovuto rispetto – come vi sentite riguardo al puro disprezzo mostrato dal signor Bush per la vostra sicurezza? Avanti, siate onesti per un momento. Non iniziate a farneticare su come questo disastro a New Orleans sia stato colpa di una delle città più povere d’America. Mettete da parte il vostro odio per i Democratici, i liberali e chiunque di cognome faccia Clinton. Guardatemi soltanto negli occhi e ditemi che il nostro Presidente ha fatto la cosa giusta dopo l’11 Settembre nominando un esperto di cavalli come maggior responsabile della nostra protezione in caso di emergenza o catastrofe.
 
Voglio che mettiate da parte l’etichetta che vi siete dati di Repubblicani/conservatori/rinati in Cristo/capitalisti/di destra e che mi parliate come americani, su quel terreno comune che chiamiamo America.
 
Siamo più sicuri adesso rispetto a prima dell’11 Settembre? Quando venite a sapere che dietro all’esperto di concorsi ippici, il secondo e il terzo uomo incaricati della gestione delle emergenze hanno zero esperienza in fatto di gestione delle emergenze, pensate che siamo più sicuri?
 
Quando guardate Michael Chertoff, ministro per la Sicurezza Nazionale, un uomo con scarsa conoscenza della sicurezza nazionale, vi sentite sicuri?
 
Quando uomini che non hanno mai prestato il servizio militare e non hanno mai visto morire ragazzi in guerra, mandano a combattere i nostri giovani, pensate che sappiano come si conduce una guerra? Sanno che cosa significa vedere saltare per aria le proprie gambe per una minaccia che non è mai esistita?
 
Pensate davvero che affidare importanti servizi nazionali ad aziende private abbia prodotto servizi migliori per la gente? 
 
Perchè odiate così tanto il nostro governo federale? Negli ultimi 25 anni avete votato politici che hanno avuto come obiettivo principale quello di togliere fondi al governo federale. Credete che tagliare programmi federali come Fema e l’Army Corps of Engineers [il genio militare USA] sia stato un bene o un male per l’America?
 
UN BENE O UN MALE?
 
Con un debito pubblico in crescita costante, credete che i tagli alle tasse per i ricchi siano ancora una buona idea? Potreste restituirci la vostra parte così potremmo ridare una casa a centinai di migliaia di senza tetto a New Orleans?
 
Credete in Gesù? Davvero? Non aveva forse detto che saremo giudicati dal modo in cui trattiamo gli ultimi tra noi? L’uragano Katrina è arrivato ed ha spazzato via la nozione secondo cui la nostra è la nazione della libertà e della giustizia per tutti. Il vento ha soffiato, l’acqua si è alzata e ciò che abbiamo visto è che i poveri in America sono lasciati a soffrire e morire mentre il Presidente degli Stati Uniti scherza e gli dice di mangiare dolci.
 
Non è uno scherzo.Il giorno in cui l’uragano colpì e gli argini si ruppero, il signor Bush, John McCain e i loro amici ricchi si rimpinzavano di dolci. Dopo un giorno intero dalla rottura degli argini (argini che non sono stati riparati per i tagli ai fondi voluti da lui), il signor Bush suonava una chitarra donatagli da un cantante country. Tutto questo mentre New Orleans affondava sotto l’acqua.
 
Ci sarebbe voluto ANCORA UN GIORNO prima che il Presidente decidesse di sorvolare la zona con il suo jumbo jet, spiando dal finestrino il disastro a 2500 piedi sotto di lui mentre faceva ritorno alla sua seconda casa a Washington DC. Ci sarebbero poi voluti ALTRI DUE GIORNI prima che arrivasse uno straccio di aiuto federale e le truppe.
 
Qui non si è trattato di una trance di sette minuti mentre i bambini gli leggono la fiaba “My Pet Goat”. Qui sono stati QUATTRO GIORNI trascorsi senza far nulla se non dire: “Brownie (il direttore Fema Michael Brown), stai facendo un ottimo lavoro!”
 
Miei amici repubblicani, vi da’ fastidio che siamo diventati gli zimbelli del mondo?
 
E in questo sacro giorno dedicato alla memoria pensate che stiamo onorando o disonorando quanti morirono l’11/09/01? Se non abbiamo imparato niente e oggi ci ritroviamo vulnerabili e impreparati così come lo eravamo in quella mattina assolata, allora 3.000 persone sono morte invano?
 
 La nostra vulnerabilità non è solo legata ai terroristi e ai disastri naturali. Siamo vulnerabili e insicuri perchè permettiamo che un americano su 8 viva in una condizione di orribile povertà. Accettiamo un sistema educativo in cui un bambino su sei non si laurea e la maggioranza di chi ce la fa non riesce a mettere insieme una frase coerente. La classe media non riesce a pagare il mutuo o il conto dell’ospedale e 45 milioni di persone non hanno alcuna forma di copertura sanitaria.
 
Siamo al sicuro? Vi sentite davvero al sicuro? Potete allontanarvi ancora poco e costruire le vostre comunità recintate prima che il frutto di ciò che avete seminato arrivi a sbriciolare i vostri muri e a chiedere il conto. Volete davvero aspettare che accada? Oppure sperate che lasciati abbastanza a lungo a loro stessi a sporcarsi e spararsi ed annegare nella melma che riempie la strada forse il problema in un modo o nell’altro sparirà?
 
Sapete benissimo che non andrà così. Avete consegnato il paese a un uomo che non era all’altezza del compito e tutto ciò che fa è assumere persone che non sono all’altezza. Ci avete fatto questo, lo avete fatto al mondo, alla gente di New Orleans. Per favore adesso risolvete il problema. Bush  è vostro. E per la nostra pace e sicurezza il problema deve essere risolto. Cosa proponete? 
Io ho un’idea, e non è una corsa ippica.
 
Vostro
Michael Moore
Categoria: Politica
Luogo: Stati Uniti