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Città fantasma. Per protestare contro la violenza dell’attacco contro i ribelli, ma anche contro
la città, il sindaco di Tall Afar, il sunnita Mohamed Rashid si è dimesso. Del
tutto diverso il tono del ministro della Difesa Iracheno Sadun al Dulaimi il quale,
annunciando la prosecuzione dell’operazione in altre città, si è scagliato contro
“tutti coloro che hanno dato riparo ai terroristi. Devono smettere, cacciarli
via –ha intimato- altrimenti taglieremo loro le mani, la testa e la lingua come
abbiamo fatto a Tall Afar”. Le truppe della coalizione hanno bombardato pesantemente
la città perché inizialmente non erano riuscite a penetrarvi a causa della strenua
resistenza armata, ma una volta entrate si sono trovati in un centro abitato fantasma.
I militari si aspettavano di trovare oltre 500 miliziani, asserragliati nel quartiere
sunnita di Sarai, ma di loro sono rimaste solo le tracce: diversi depositi di
armi e due tunnel, attraverso i quali avrebbero lasciato la città. La situazione
dopo il raid è stata paragonata con la distruzione di Falluja, ma la stessa Tall
Afar era stata obbiettivo di pesanti bombardamenti anche nell’agosto dello scorso
anno, quando centinaia di persone erano rimaste uccise e migliaia di altre avevano
dovuto fuggire prima che la coalizione dichiarasse la città sicura. Questa volta
sarà diverso –ha dichiarato il ministro della Difesa Dulaimi- “dopo aver ripulito
la città non lasceremo che i terroristi facciano ritorno.” E lunedì, a sottolineare
il controllo acquisito, il premier iracheno al Jaafari si è ercato in visita a
Tall Afar. Poche ore dopo, l'Esercito Islamico in Iraq annunciava di aver posto
una taglia di 100 mila dollari sulla vita del Premier.
Il regno islamico di al Qaim. Mentre prosegue l’offensiva contro le roccaforti ribelli della regione nord
occidentale del Paese, poco più a sud, sempre vicino al confine siriano, un’altra
città si trova in balia dei guerriglieri di Ansar al Sunna. A partire dal 6 settembre
infatti, diversi media hanno riportato la notizia secondo cui militanti fedeli
ad Abu Mussab al Zarqawi avrebbero preso il controllo della città sunnita di al
Qaim. All’interno avrebbero imposto la legge islamica e da giorni starebbero cacciando
e uccidendo sospetti collaborazionisti e infedeli. Parte della popolazione ha
lasciato la città, ma la presenza delle truppe americane tutto attorno ha reso
anche la fuga oltremodo pericolosa. Secondo Ammar Al-Shahbander, direttore dell’Institute
for War and Peace Reporting (Iwpr), i miliziani hanno potuto prendere il controllo
sulla città grazie ad un accordo con una delle tribù locali. Il giornalista racconta
anche che all’ingresso del centro abitato è stato posto il segnale “Islamic Kingdom
of Qaim”. Naoki Tomasini