12/09/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Nuove alleanze in vista delle elezioni
L'ex sindaco di Città del Messico Lopez Obrador...La situazione messicana è in continuo fermento. L’anno prossimo si svolgeranno le elezioni presidenziali che potrebbero dare una spallata definitiva al governo dell’attuale presidente Vicente Fox del Pan. La vita politica messicana si anima dunque, e scuote le coscienze popolari, da Tijuana al confine con il Guatemala. Tiene banco la questione dell’unità della sinistra che va da Manuel Lopez Obrador, ex sindaco di Città del Messico, fino al movimento insorgente del Sub Comandante Marcos, l’Ezln. Riusciranno queste due figure essenziali nell’intento di non farsi la guerra (politica)? Ne abbiamo discusso con Jaime Aviles firma autorevole del quotidiano messicano La Jornada, che abbiamo incontrato in occasioone della manifestazione Carovane 2005 svoltasi a Piacenza e autore fra l’altro di diversi libri, che ci ha descritto uno scenario politico ancora confuso.
 
Messico oggi. “La situazione in questo momento in Messico è confusa perché la grande maggioranza della popolazione messicana è molto interessata a portare avanti la candidatura alle prossime presidenziali di Manuel Lopez Obrador”, racconta Aviles, spiegando che le anime della sinistra in Messico sono molte e fra queste ci sono anche gli zapatisti. “Questo è diventato una specie di conflitto interno alla sinistra nel senso che per 11 anni gli zapatisti hanno sviluppato una proposta di alternativa etica e non una vera alternativa politica" e aggiunge "In questo momento non c’è un vero progetto politico. Gli zapatisti però hanno la volontà d'iniziare a costruire un proprio cammino, un movimento che abbia una vera linea politica". Ma il giornalista continua la sua spiegazione: "Purtroppo questo arriva un po’ in ritardo in confronto al lavoro svolto da quella parte di società civile che appoggia la candidatura di Lopez Obrador. Questo il sub comandante Marcos lo ha capito bene,  e sicuramente non gli piace.”
 
..e il suo amico nemico il Sub Comandante Marcos leader dell'EzlnLa competizione interna. La preoccupazione principale della sinistra è quindi quella dell'eventuale dispersione dei voti. “In questo modo si stabilisce una falsa competizione fra il movimento di Lopez Obrador e il movimento che ha sempre sostenuto le ragioni zapatiste" spiega Aimes, "Non si tiene abbastanza in considerazione che più o meno sono la stessa cosa. Il movimento che appoggia l’ex sindaco della capitale, la società civile e le organizzazioni culturali,  è lo stesso che ha sempre sostenuto le ragioni delle popolazioni indigene e quelle degli zapatisti". Ma allora cosa succede intorno a queste due figure che in un modo o nell’altro rappresentano tutta quella parte di popolazione che si è stancata del governo “de estrema derecha”, come lo definisce il giornalista messicano? “Lopez Obrador è attorniato da un gruppo di dirigenti del suo partito (il Prd, il Partito Rivoluzionario Democratico) che non hanno la minima cultura etica. E nemmeno politica. E’ un fatto storico la mancanza di etica politica, abbinata ad una voglia di opportunismo all’interno del partito. Anzi, possiamo dire che la loro etica è spazzatura e questo purtroppo crea una ulteriore contraddizione all’interno dello schieramento. D’altro canto se esaminiamo la condotta politica tenuta da Lopez Obrador nel corso del tempo, possiamo affermare che è un politico eticamente impeccabile. E il fatto che i due movimenti si possano in qualche modo combattere e non fare un cammino unitario, potrebbe far sprofondare il Paese Lopez Obrador ritratto con il suo principale concorrente: l'attuale presidente Vicente Foxintero. Questo non sarebbe accettabile e sarebbe poco intelligente.”
 
Amlo e Marcos, amore e odio. Che fra Il Sub Comandante e l’ex responsabile del DF (il distretto federale di Città del Messico) non scorra buon sangue è evidente. Marcos ha attaccato in molte occasioni sia la destra al potere sia la sinistra rappresentata da Lopez Obrador, definendo quest'ultimo “l’uovo del serpente”, ma lasciando sempre aperto uno spiraglio di collaborazione: “Dobbiamo continuare le discussioni sulla possibilita' di formare un fronte delle organizzazioni di sinistra, poiché in caso contrario nessuno ci darà retta”.
 
Il logo della manifestazione Carovane 2005Novità guerrigliere. Intanto la nazione, da nord a sud, vive, in molti casi, una situazione spaventosa di povertà, di ingiustizia, di frustrazione e deve fare i conti  anche con un nuovo soggetto militar/politico: l'Esercito di Ricostruzione Regionale, l’Err, che  ha dichiarato guerra ai nove governatori della zona ovest del Messico. In un comunicato diffuso via internet questo fantomatico gruppo ha invitato la popolazione "Alla lotta armata contro questi delinquenti del governo” . Ma Aviles minimizza. “I messicani non si sono mai sentiti minacciati dalle azioni e dalle armi degli zapatisti. Hanno sempre riconosciuto il diritto degli indigeni a lottare per le loro rivendicazioni e mai sono saltati fuori dei dubbi sulla legittimità delle loro lotte. Anzi - conclude - un contributo fondamentale alla democratizzazione del paese lo si deve anche alla presenza della lotta zapatista".
 

Alessandro Grandi

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