10/09/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il giorno dell'indipendenza del Brasile si trasforma nel giorno del no alla corruzione
bambina con bandiera del Brasile“Il 7 settembre, giorno della festa dell’indipendenza dal Portogallo, qui in Brasile è stato il giorno della protesta, in ogni parte del Paese. Manifestazioni nate per dire basta all’onda di corruzione che caratterizza da sempre la nostra politica. Milioni di persone sono scese in piazza, molte altre hanno messo in atto piccoli gesti simbolici nelle proprie case, nei propri quartieri hanno appeso bandiere, hanno messo in moto cortei e molte altre forme di protesta”.
 
Tutti in piazza. Emerson Fontinelle, assistente sociale di Salvador de Bahia, è commosso. Quasi non ci crede. E’ più di quanto sperasse. I brasiliani hanno risposto all’appello nato dal basso, a quell’iniziativa Esta è a hora che proponeva di scendere in piazza e dire basta alla corruzione, dimostrando di non essere un popolo di inerti spettatori. Il 7 alle 17, sono diventati i protagonisti di una enorme manifestazione che si è riversata nelle strade dell’immenso Brasile. Pentole, bandiere, canti, balli, camminate silenziose, sorrisi e rabbia, si sono susseguiti dal polveroso Nordeste al popoloso sud, dalla costa orientale alle città amazzoniche. Al di là di ogni simpatia politica, la gente, o povo, ha deciso di prendere in mano le redini del proprio futuro, facendo capire di averne abbastanza di corrotti e corruttori, e di pretendere senza appello il vero cambiamento.
 
Il passaparola. Personalmente Emerson aveva fatto il possibile per diffondere l’iniziativa. Telefonate, passaparola, e per gli amici più lontani una mail che conteneva il documento con la presentazione dell’iniziativa. Una serie di schede in cui si spiegavano i perché, le motivazioni che avrebbero dovuto spingere tutti quanti a unirsi alla protesta e, per finire, una sorta di dettame in più punti da imporre al Parlamento. Il tutto accompagnato con queste parole: “Cari amici, prendiamo sul serio questa iniziativa e cambiamo questo nostra nazione. Speriamo di contare su tutti voi”. E così è stato, proprio come è stato per tutti quelli che come Emerson si sono dedicati a diffondere l’iniziativa e che hanno potuto veramente contare su tutti.
 
bambino con bandiera in manoLa festa della democrazia. “Il grido degli esclusi e delle escluse è stato l’anima delle manifestazioni", racconta il 30enne brasiliano, che divide le sue giornate tra l’impegno in una scuola di bambini con problemi legati all’aids e gli studi in sociologia. “Molte istituzioni legate al movimento sociale brasiliano hanno preso il controllo delle strade in varie città del Brasile intero. Hanno fatto della festa dell'Indipendenza brasiliana la festa della democrazia, la lotta di un popolo alla ricerca di un Paese dove la corruzione possa essere spazzata via nei diversi settori delle nostre organizzazioni”.
La sua voce è rotta dall’emozione, tradisce commozione. E’ contento, soddisfatto. “Uomini, donne, adolescenti, ragazzi, bambini si sono uniti in una sola voce, per chiedere giustizia e per dire basta alla corruzione. Noi brasiliani chiediamo un Paese che garantisca una vita dignitosa in ogni angolo del Brasile, una buona distribuzione delle ricchezze e che dia lavoro ed educazione a tutti.
Vogliamo un paesi in cui gli eredi della nostra generazione siano orgogliosi della nostra lotta. Vogliamo che i nostri figli e figlie possano prendersi cura dei loro nipoti, grazie alla grande battaglia condotta adesso dai brasiliani in cerca di un Paese migliore”.
 
bambino con bandiera brasilianaI mass media. Quindi un accenno all’importanza che reti televisive, radio, giornali, riviste diffondano quanto sta accadendo. “Per noi è importante far sapere al mondo quanto stiamo facendo. Nel momento in cui i mezzi di informazione divulgano anche quanto di propositivo sta succedendo in Brasile, e non solo scandali e giri loschi, fanno sì che il mondo si accorga di come il popolo brasiliano non rimanga a braccia conserte di fronte alle ingiustizie, ma stufo di tante …. cerchi in ogni modo un Brasile rinvigorito e pieno di speranza per il futuro delle generazioni che verranno”.
 
E il presidente operaio? Intanto, il presidente Luiz Lula da Silva, per commemorare l’Indipendenza ha parlato a reti unificate: “La cirsi politica sarà sconfitta dal Congresso, dal Governo, dal popolo e grazie alle investigazioni puntuali che seguiranno ad ogni denuncia e che, quando necessario, porteranno a sanzioni rigorose”. A reti unificate ha riassunto i dati postivi della gestione del suo governo.

Stella Spinelli

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