Il giorno dell'indipendenza del Brasile si trasforma nel giorno del no alla corruzione

“Il
7 settembre, giorno della festa dell’indipendenza dal Portogallo,
qui in Brasile è stato il giorno della protesta, in ogni parte del
Paese. Manifestazioni nate per dire basta all’onda di corruzione che caratterizza
da sempre la nostra politica. Milioni di persone sono scese in piazza, molte altre
hanno messo in atto piccoli gesti simbolici nelle proprie case, nei propri quartieri
hanno appeso bandiere, hanno messo in moto cortei e molte altre forme di protesta”.
Tutti in piazza. Emerson Fontinelle, assistente sociale di Salvador de Bahia, è commosso. Quasi
non
ci crede. E’ più di quanto sperasse. I brasiliani hanno risposto all’appello nato
dal basso, a quell’iniziativa
Esta è a hora che proponeva di scendere in piazza e dire basta
alla corruzione, dimostrando di non essere un popolo di inerti spettatori. Il
7 alle 17, sono diventati i protagonisti di una enorme manifestazione che si è
riversata nelle strade dell’immenso Brasile. Pentole, bandiere, canti, balli,
camminate silenziose, sorrisi e rabbia, si sono susseguiti dal polveroso Nordeste
al popoloso sud, dalla costa orientale alle città amazzoniche. Al di là di ogni
simpatia politica, la gente,
o povo, ha deciso di prendere in mano le redini del
proprio futuro, facendo capire di averne abbastanza di corrotti e corruttori,
e di pretendere senza appello il vero cambiamento.
Il passaparola. Personalmente Emerson aveva fatto il possibile per diffondere l’iniziativa.
Telefonate, passaparola,
e per gli amici più lontani una mail che conteneva
il documento con la presentazione
dell’iniziativa. Una serie di schede in cui si spiegavano i perché, le motivazioni
che avrebbero dovuto spingere tutti quanti a unirsi alla protesta e, per finire,
una sorta di dettame in più punti da imporre al Parlamento. Il tutto accompagnato
con queste parole: “Cari amici, prendiamo sul serio questa iniziativa e cambiamo
questo nostra nazione. Speriamo di contare su tutti voi”. E così è stato, proprio
come è stato per tutti quelli che come Emerson si sono dedicati a diffondere l’iniziativa
e che hanno potuto veramente contare su tutti.
La festa della democrazia.
“Il grido degli esclusi e delle escluse è stato l’anima delle
manifestazioni", racconta il 30enne brasiliano, che divide le sue
giornate tra l’impegno in una scuola di bambini con problemi legati
all’aids e gli studi in sociologia. “Molte istituzioni legate al
movimento sociale brasiliano hanno preso il controllo delle strade in
varie città del Brasile intero. Hanno fatto della festa
dell'Indipendenza brasiliana la festa della democrazia, la lotta di un
popolo alla ricerca di un Paese dove la corruzione possa essere
spazzata via nei diversi settori delle nostre organizzazioni”.
La sua voce è rotta dall’emozione, tradisce commozione. E’ contento, soddisfatto.
“Uomini, donne, adolescenti, ragazzi, bambini si sono uniti in una sola voce,
per chiedere giustizia e per dire basta alla corruzione. Noi brasiliani chiediamo
un Paese che garantisca una vita dignitosa in ogni angolo del Brasile, una buona
distribuzione delle ricchezze e che dia lavoro ed educazione a tutti.
Vogliamo un paesi in cui gli eredi della nostra generazione siano orgogliosi
della nostra lotta. Vogliamo che i nostri figli e figlie possano prendersi cura
dei loro nipoti, grazie alla grande battaglia condotta adesso dai brasiliani in
cerca di un Paese migliore”.
I mass media. Quindi un accenno all’importanza che reti televisive, radio, giornali, riviste
diffondano quanto sta accadendo. “Per noi è importante far sapere al mondo quanto
stiamo facendo. Nel momento in cui i mezzi di informazione divulgano anche quanto
di propositivo sta succedendo in Brasile, e non solo scandali e giri loschi, fanno
sì che il mondo si accorga di come il popolo brasiliano non rimanga a braccia
conserte di fronte alle ingiustizie, ma stufo di tante …. cerchi in ogni modo
un Brasile rinvigorito e pieno di speranza per il futuro delle generazioni che
verranno”.
E il presidente operaio? Intanto, il presidente Luiz Lula da Silva, per commemorare l’Indipendenza ha
parlato a reti unificate: “La cirsi politica sarà sconfitta dal Congresso, dal
Governo, dal popolo e grazie alle investigazioni puntuali che seguiranno ad ogni
denuncia e che, quando necessario, porteranno a sanzioni rigorose”. A reti unificate
ha riassunto i dati postivi della gestione del suo governo.