Howard Zinn
per PeaceReporter
La tragedia di New Orleans rivela molto sulla società americana.
Si tratta del paese più ricco del mondo e ancora una volta ha dimostrato che
il fattore cruciale non sono la ricchezza e il potere, bensì l’impegno nel prendersi
cura di chi ha bisogno.
E questo governo, che è sempre stato un governo dei ricchi,
non ha mai utilizzato le proprie risorse per prendersi cura dei poveri, o della
gente di colore.
Katrina. In questo caso in particolare, c'erano stati molti avvertimenti. Agli abitanti
di New Orleans è stato detto di lasciare la città. Eppure i poveri non avevano
alcun
modo di farlo.
È sempre vero che i disastri naturali hanno gli effetti più devastanti proprio
sui poveri, che vivono nelle case più fragili e non possiedono mezzi di trasporto.
Ma i problemi dei poveri e dei neri, che costituiscono la maggioranza della popolazione
di New Orleans, sono stati del tutto trascurati.
L’amministrazione Bush aveva
tagliato i fondi per il corpo militare ingegneristico, per la protezione civile,
e quindi non c’era a disposizione
denaro sufficiente per rinforzare gli argini, che sono crollati.
Il lungo periodo. Ma c’è un problema di lungo termine che è stato rivelato da ciò che è accaduto
a New Orleans. Si tratta del riscaldamento globale.
Negli ultimi dieci anni, i
cicloni hanno avuto conseguenze sempre più disastrose e mortali in tutto il mondo,
e gli scienziati sono giunti alla conclusione che l’unica spiegazione ragionevole
sia proprio il riscaldamento globale.
L’amministrazione Bush accantona questo
avvertimento degli scienziati e chiama le discipline che studiano
questi dati “scienza di pazzoidi”.
E si rifiuta di firmare il Protocollo di Kyoto, che porrebbe
dei limiti all’inquinamento dell’aria causato dagli scarichi delle automobili,
e alle altre cause del riscaldamento globale.
L’amministrazione Bush ha rifiutato di
stabilire delle regole sulle emissioni delle automobili, che sono una delle principali
cause del riscaldamento globale.
La sua prima preoccupazione è stata quella
di non ridurre i profitti dei produttori di auto e delle compagnie petrolifere.
In altre parole, l’insistenza sul fatto che il governo non deve intervenire sulle
attività delle grandi compagnie e che le leggi sono quelle del “libero mercato”
ha portato
ancora una volta al disastro.
È necessario che ci sia una richiesta da parte di
tutto il mondo perché l’attività delle grandi compagnie venga regolata e l’ambiente
sia
mantenuto sicuro per le generazioni future.
Questa è forse la questione più importante del pianeta.