Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.35- 2005 dal 1/9 al 8/9
India. Il 4, almeno 24 soldati sono stati uccisi dall'esplosione di una potente mina posta
da milizie ribelli in una zona orientale dell'India. Il veicolo che trasportava i soldati è passato sopra l’ordigno nel distretto
di Bijapur, nello stato del Chhattisgarh a più di un migliaio di chilometri dalla
capitale Nuova Delhi. Fonti governative hanno espresso il sospetto che dietro
gli incidenti ci siano gruppi guerriglieri che avrebbero forti legami con la guerriglia
maoista presente nel vicino Nepal, dove i ribelli stanno combattendo per rovesciare
la monarchia e instaurare un regime comunista. I maoisti indiani avrebbero roccaforti
in almeno cinque dei ventinove stati dell'India.
Kashmir indiano. Il primo, due indù e un musulmano sono rimasti uccisi da presunti militanti islamici nel villaggio di Sourbathi, nel distretto meridionale di Doda.
Il 2, il leader del gruppo ribelle Hizbul, Adil Pathan, è stato ucciso dai soldati
indiani nel distretto meridionale di Pulwama.
Il 5, almeno 16 persone hanno perso la vita in tre diversi incidenti. Nel distretto di Doda alcuni uomini armati hanno aperto il fuoco in un edificio
della polizia provocando la morte di 6 persone e il ferimento di altre 16. Nella
stessa zona una ragazza di 24 anni è stata uccisa da presunti ribelli islamici.
Altre 9 vittime civili, poi, nella città meridionale di Shopian, dove sempre presunti
guerriglieri hanno lanciato una granata contro una postazione dell’esercito indiano.
Il 7, 1 ribelle musulmano e 1 poliziotto sono rimasti uccisi nei dintorni della capitale Srinagar, in seguito a un attacco dei guerriglieri
contro un campo militare.
L’8, 1 militante islamico e 1 poliziotto sono rimasti uccisi e altri 3 uomini delle
forze di sicurezza sono rimasti feriti in uno scontro a fuoco a Srinagar.
Le violenze continuano nel Kashmir indiano, conteso da India e Pakistan, nonostante
il processo di pace avviato nell’aprile 2003. Il 5 settembre scorso il premier
indiano Singh ha promesso che ritirerà le truppe dalla regione himalayana se i
ribelli islamici cesseranno le violenze. Tra questi ultimi, solo i gruppi più
moderati hanno cominciato a dialogare con Nuova Dheli, mentre quelli radicali
si oppongono ai negoziati.
Pakistan. Il 3, un esponente di spicco di una delle tribù della regione del Waziristan del nord,
al confine con l’Afghanistan, è stato assassinato da un commando. L'uomo si era esposto in più occasioni collaborando con i servizi
segreti pachistani per l'identificazione e la cattura di militanti di al-Qaeda.
Il 5, 3 uomini delle forze di sicurezza sono stati uccisi da alcuni assalitori mentre cercavano di disarmare un uomo nella città di Mirah Shah, Waziristan
del nord. Questa regione, al confine con l’Afghanistan, è terreno di battaglia
per soldati pachistani e militanti islamici legati ad al-Qaeda e ai talebani.
Nello scontro a fuoco, sono rimasti feriti altri 2 uomini delle forze di sicurezza
e un passante.
Thailandia.Tra il primo e il 3, 3 persone (fra le quali un poliziotto e un insegnante) sono rimaste uccise e
una trentina sono rimaste ferite, sia tra i civili sia tra le forze dell'ordine, in una serie di esplosioni,
roghi e aggressioni in località diverse nel sud del Paese.
La crisi nelle province meridionali thailandesi, scoppiata nel gennaio 2003,
ha provocato circa 900 morti. L'esercito accusa delle violenze gruppi separatisti
islamici che vogliono la secessione delle province meridionali abitate in maggioranza
da musulmani; ma esperti non escludono che siano coinvolti anche esponenti della
criminalità comune e altre forze che traggono vantaggio dalla situazione di caos.
Israele – Palestina. Il 5 settembre, 4 palestinesi sono rimasti uccisi in una potente esplosione che ha devastato un rione di Gaza, noto per essere
una roccaforte di Hamas. I feriti sono una trentina.
Il 6, un diciassettenne palestinese è stato ucciso a Khan Yunis, nella striscia di Gaza, dal fuoco di soldati israeliani.
Il 7, uomini armati hanno ucciso a Gaza Moussa Arafat, cugino dell’ex raìs, consigliere per la sicurezza del presidente palestinese
Abu Mazen ed ex capo della Sicurezza Nazionale.
Cecenia, Inguscezia e Daghestan (Fed. Russa). Il 2 settembre a Karabulak (Inguscezia) un guerrigliero è stato ucciso in uno scontro a fuoco con i soldati russi.
A Makhachkala (capitale del Dagehstan) 2 soldati e 2 civili sono morti in un attentato dinamitardo contro un camion dell’esercito.
Il 4 nel distretto di Vedenò (Cecenia) 2 guerriglieri sono stati uccisi nel corso di un combattimento con le forze speciali russe del battaglione Vostok.
Nel distretto di Shatoi un soldato russo è morto quando il camion su cui viaggiava è saltato su una mina.
Il 5 nel villaggio di Pervomaiskoye (Daghestan) 3 poliziotti sono stati uccisi in un agguato della guerriglia islamica. In un altro episodio, 2 guerriglieri sono stati uccisi dalla polizia.
Nel distretto di Nojai-Yurt (Cecenia) un soldato russo è stato ucciso dall’esplosione di un ordigno.
Il 7 nei pressi di Khasavyurt (Daghestan) un soldato è morto quando il suo mezzo è saltato su una mina.
Nel distretto di Urus-Martan (Cecenia) è stato ucciso un comandante locale della guerriglia in uno scontro a fuoco con le truppe russe.
Botswana –Il 3 settembre il governo di Gaborone ha deciso di ha deciso di chiudere l’accesso alla riserva
naturale del Kalahari centrale, grande quanto la Svizzera. Gli altopiani centrale
e meridionale della riserva sono diventati ‘off limits’, secondo l’esecutivo per
‘evitare il diffondersi del contagio’ di una malattia che ha colpito le capre
selvatiche e potrebbe uccidere altre specie animali a rischio. Una Ong britannica
ha denunciato invece la mossa come un tentativo di fare sloggiare definitivamente
gli indigeni Basawa, conosciuti come Boscimani, dalle loro terre, duemila dei
quali sono già stati spostati in alcuni insediamenti a Nord creati per la bisogna.
Sudan – Il 5 settembre il responsabile Unicef per il Darfur, Keith McKenzie ha denunciato “almeno due
o tre attacchi giornalieri ai convogli umanitari internazionali”; sarebbero diminuiti
sensibilmente gli scontri tra ribelli e milizie arabe, ma è in aumento, secondo
il funzionario onusiano, il banditismo ai danni degli operatori
umanitari.
Uganda – il 5 settembre il ‘Sudanese media center’, filogovernativo, ha riferito di almeno 40 membri della guerriglia nordugandese del Lra’ (Esercito di Liberazione del Signore’
attivo da 20 anni sotto la guida di Joseph Kony) uccisi in settimana dalle orze
armate ugandesi. Gli scontri sarebbero avvenuti nella regione di Atiki, al confine
con il Sudan, e in Kadomera.
Rwanda – Il 6 settembre il generale Laurent Munyakazi, ritenuto implicato nel genocidio del 1994, è stato
arrestato nel distretto di Rugage e trasferito a Kigali, con l’accusa di aver
partecipato allo sterminio della Chiesa della Santa Famiglia e della Cappella
di Saint Paul, e per aver “tentato di intimidire i testimoni”.