12/11/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



A Roma i premi nobel per la pace per fermare la proliferazione degli armamenti
soldati Onu sminano il territorio“Noi proveniamo da differenti Paesi e da differenti esperienze, e nel passato  il mondo ha gratificato ciascuna delle nostre battaglie per la pace e la giustizia con il Premio Nobel per la Pace. Oggi parliamo tutti insieme per dar voce alla nostra comune preoccupazione riguardo i rovinosi effetti  di un commercio delle armi non regolamentato.  Insieme, abbiamo scritto un “Codice Internazionale di Condotta sul Trasferimento delle Armi” che, una volta adottato da tutte le nazioni esportatrici di armi, porterà beneficio a tutta l’umanità, agli stati, alle etnie e alle religioni.”
Queste sono parole dei tanti Nobel per la Pace che insieme hanno scritto il “Codice Internazionale di Condotta sul trasferimento delle Armi a cura dei Premi Nobel per la Pace”, pubblicato a New York nel Maggio 1997. Con il tempo, questa iniziativa si è trasformata nella proposta di un Trattato sul commercio delle Armi (Att - Arms Trade Treaty), il quale è ormai sostenuto da venti persone o organizzazioni insignite con il Premio Nobel per la Pace ed è oggetto di una campagna di pressione a livello planetario. Una campagna che allo stadio attuale è riuscita ad ottenere l’appoggio pubblico di più di dieci Stati sovrani.
 
Il programma. Dopo aver visto, nel marzo di questo stesso anno, il lancio ufficiale di ControllARMI (Rete Italiana per il Disarmo) il Campidoglio di Roma diviene ancora una volta scenario di un’importante iniziativa nella lotta alla diffusione incontrollata degli armamenti nel mondo. Sabato 13 Novembre, un giorno dopo la conclusione del loro quinto summit mondiale, diversi premi Nobel per la Pace si incontreranno per sottolineare insieme ancora una volta la pericolosità della situazione attuale, in cui il commercio degli armamenti è davvero fuori controllo. E, come possiamo vedere quasi quotidianamente, va a supportare uno stato di conflitto e di violazione dei diritti umani altamente diffuso nel mondo. Dopo il saluto del Sindaco Walter Veltroni, interverranno Betty Williams e Marian Pink (Amnesty International) sull’iniziativa del Trattato, del bisogno di una regolamentazione sui trasferimenti di armi e del futuro dell’iniziativa stessa. Il Dottor Neil Arya (International Physicians for the Prevention of Nuclear War) e Mary Ellen McNish (American Friends Service Committee) ricorderanno i dati relativi alla violenza armata nel mondo e le iniziative in corso in tutto il mondo in supporto dell’Att. Monsignor Desmond TutuInfine Nicoletta Dentico (Presidente Campagna Mine Sezione Italiana ICBL) riporterà l’attenzione sul cammino analogo del Trattato di Ottawa sulle mine anti-persona, sottolineando le sfide future in questo campo. I cinque relatori saranno seguiti da un video di Monsignor Desmond Tutu sulla necessità di un controllo del commercio di armamenti e da interventi di supporto di alcuni altri Premi Nobel presenti a Roma.
 
Progetti futuri. Ospitare questo importante avvenimento, grazie allo stimolo ed alla disponibilità della Fondazione Gorbaciov e della Fondazione Arias (co-organizzatrici dell’evento), è un onore ed una grande gioia per la Rete Italiana per il Disarmo, un organismo che riunisce una trentina di organizzazioni impegnate in Italia in iniziative sul controllo degli armamenti e per il disarmo e che vuole essere un punto di riferimento stabile ed integrato su questi temi. Nell’occasione verranno infatti presentate anche le iniziative pensate in questi mesi dalla Rete che ci impegneranno per tutto il 2005: un’azione sulla armi leggere, una collaborazione con il mondo del commercio equo per ragionare insieme sull’impatto negativo delle armi verso lo sviluppo, la richiesta di una legge sugli intermediatori di armamenti, che ancora manca in Italia. Se come detto la diffusione incontrollata degli armamenti, soprattutto di quelli leggeri è pericolosa per la sicurezza nel mondo allora da questa considerazione devono discendere scelte, mobilitazioni, politiche che possano favorire la diffusione di una reale sicurezza attraverso un controllo ed una regolamentazione efficaci degli armamenti.
 
Tre livelli. La Rete Disarmo ha pensato di operare a tre livelli: internazionale, europeo e nazionale. Per prima cosa si intende contribuire spingendo all'azione in tal senso il nostro Governo e le nostre Istituzioni alla campagna ControlArms, diffusa in tutto il mondo e mirata alla promulgazione del Trattato Internazionale ATT; una campagna importante negli scopi ed anche innovativa nelle modalità, tra cui la richiesta di mettere in gioco il proprio viso "alla faccia delle armi!".
Poi vogliamo agire, di concerto con tutti i gruppi europei, per una revisione radicale del Codice di Condotta Europeo sull'export di armamenti. Attualmente il Codice non è vincolante e risulta piuttosto debole sotto molti aspetti. In questo senso il valore aggiunto di un nostro intervento nelle mobilitazioni di livello europeo consiste nel portare in tale contesto l'esperienza italiana maturata in oltre 10 anni di applicazione di no, ferma la guerra!della avanzata legge 185/90. Per finire, vorremmo diffondere in Italia una sensibilizzazione diffusa sul tema delle armi a partire da quelle leggere, cercando di far crescere il livello della nostra legislazione su tutti gli aspetti relativi agli armamenti (armi leggere, tracciabilità, intermediazione e traffici)
Ciò che si vuole ribadire con forza è che la diffusione incontrollata di armi e il loro uso arbitrario da parte delle forze ufficiali e di gruppi armati ha un costo elevato in termini di vite umane, di risorse e di opportunità per sfuggire alla povertà. Ogni anno, in Africa, Asia, Medio Oriente e America latina si spendono in media 22 miliardi di dollari per l'acquisto di armi, una somma che avrebbe permesso a questi paesi di mettersi in linea con gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio ed eliminare l'analfabetismo (cifra stimata: 10 miliardi di dollari l'anno) e ridurre la mortalità infantile e materna (cifra stimata: 12 miliardi di dollari l'anno).
 
Senza dimenticare che le armi leggere (vere e proprie armi di distruzione di massa) uccidono ogni anno circa 500.000 persone... una ogni minuto...
In totale ci sono circa 639 milioni di armi leggere nel mondo oggi, ed 8 milioni vengono prodotte ogni anno.
 
Riccardo Troisi - Rete Italiana per il Disarmo
Categoria: Diritti, Pace, Armi
Luogo: Italia