“Noi
proveniamo da differenti Paesi e da differenti esperienze, e nel
passato il mondo ha gratificato ciascuna delle nostre battaglie
per la pace e la giustizia con il Premio Nobel per la Pace. Oggi
parliamo tutti insieme per dar voce alla nostra comune preoccupazione
riguardo i rovinosi effetti di un commercio delle armi non
regolamentato. Insieme, abbiamo scritto un “Codice Internazionale
di Condotta sul Trasferimento delle Armi” che, una volta adottato da
tutte le nazioni esportatrici di armi, porterà beneficio a tutta
l’umanità, agli stati, alle etnie e alle religioni.”
Queste sono parole dei tanti Nobel per la Pace che insieme hanno scritto il “Codice
Internazionale di Condotta sul trasferimento delle Armi a cura dei Premi Nobel
per la Pace”, pubblicato a New York nel Maggio 1997. Con il tempo, questa iniziativa si è trasformata nella proposta di un Trattato
sul commercio delle Armi (Att - Arms Trade Treaty), il quale è ormai sostenuto
da venti persone o organizzazioni insignite con il Premio Nobel per la Pace ed
è oggetto di una campagna di pressione a livello planetario. Una campagna che
allo stadio attuale è riuscita ad ottenere l’appoggio pubblico di più di dieci
Stati sovrani.
Il programma. Dopo aver visto, nel marzo di questo stesso anno, il lancio ufficiale
di ControllARMI (Rete Italiana per il Disarmo) il Campidoglio di Roma diviene
ancora una volta scenario di un’importante iniziativa nella lotta alla diffusione
incontrollata degli armamenti nel mondo. Sabato 13 Novembre, un giorno dopo la conclusione del loro quinto summit mondiale,
diversi premi Nobel per la Pace si incontreranno per sottolineare insieme ancora
una volta la pericolosità della situazione attuale, in cui il commercio degli
armamenti è davvero fuori controllo. E, come possiamo vedere quasi quotidianamente,
va a supportare uno stato di conflitto e di violazione dei diritti umani altamente
diffuso nel mondo. Dopo il saluto del Sindaco Walter Veltroni, interverranno Betty Williams e Marian
Pink (Amnesty International) sull’iniziativa del Trattato, del bisogno di una
regolamentazione sui trasferimenti di armi e del futuro dell’iniziativa stessa.
Il Dottor Neil Arya (International Physicians for the Prevention of Nuclear War)
e Mary Ellen McNish (American Friends Service Committee) ricorderanno i dati relativi
alla violenza armata nel mondo e le iniziative in corso in tutto il mondo in supporto
dell’Att.
Infine Nicoletta Dentico (Presidente Campagna Mine Sezione Italiana ICBL) riporterà
l’attenzione sul cammino analogo del Trattato di Ottawa sulle mine anti-persona,
sottolineando le sfide future in questo campo. I cinque relatori saranno seguiti
da un video di Monsignor Desmond Tutu sulla necessità di un controllo del commercio
di armamenti e da interventi di supporto di alcuni altri Premi Nobel presenti
a Roma.
Progetti futuri. Ospitare questo importante avvenimento, grazie allo stimolo ed alla disponibilità
della Fondazione Gorbaciov e della Fondazione Arias (co-organizzatrici dell’evento),
è un onore ed una grande gioia per la Rete Italiana per il Disarmo, un organismo
che riunisce una trentina di organizzazioni impegnate in Italia in iniziative
sul controllo degli armamenti e per il disarmo e che vuole essere un punto di
riferimento stabile ed integrato su questi temi. Nell’occasione verranno infatti
presentate anche le iniziative pensate in questi mesi dalla Rete che ci impegneranno
per tutto il 2005: un’azione sulla armi leggere, una collaborazione con il mondo
del commercio equo per ragionare insieme sull’impatto negativo delle armi verso
lo sviluppo, la richiesta di una legge sugli intermediatori di armamenti, che
ancora manca in Italia. Se come detto la diffusione incontrollata degli armamenti, soprattutto di quelli
leggeri è pericolosa per la sicurezza nel mondo allora da questa considerazione
devono discendere scelte, mobilitazioni, politiche che possano favorire la diffusione
di una reale sicurezza attraverso un controllo ed una regolamentazione efficaci
degli armamenti.
Tre livelli. La Rete Disarmo ha pensato di operare a tre livelli: internazionale, europeo
e nazionale. Per prima cosa si intende contribuire spingendo all'azione in tal senso il nostro
Governo e le nostre Istituzioni alla campagna ControlArms, diffusa in tutto il
mondo e mirata alla promulgazione del Trattato Internazionale ATT; una campagna
importante negli scopi ed anche innovativa nelle modalità, tra cui la richiesta
di mettere in gioco il proprio viso "alla faccia delle armi!".
Poi vogliamo agire, di concerto con tutti i gruppi europei, per una revisione
radicale del Codice di Condotta Europeo sull'export di armamenti. Attualmente
il Codice non è vincolante e risulta piuttosto debole sotto molti aspetti. In
questo senso il valore aggiunto di un nostro intervento nelle mobilitazioni di
livello europeo consiste nel portare in tale contesto l'esperienza italiana maturata
in oltre 10 anni di applicazione
della avanzata legge 185/90. Per finire, vorremmo diffondere in Italia una sensibilizzazione
diffusa sul tema delle armi a partire da quelle leggere, cercando di far crescere
il livello della nostra legislazione su tutti gli aspetti relativi agli armamenti
(armi leggere, tracciabilità, intermediazione e traffici)
Ciò che si vuole ribadire con forza è che la diffusione incontrollata di armi
e il loro uso arbitrario da parte delle forze ufficiali e di gruppi armati ha
un costo elevato in termini di vite umane, di risorse e di opportunità per sfuggire
alla povertà. Ogni anno, in Africa, Asia, Medio Oriente e America latina si spendono
in media 22 miliardi di dollari per l'acquisto di armi, una somma che avrebbe
permesso a questi paesi di mettersi in linea con gli Obiettivi di Sviluppo del
Millennio ed eliminare l'analfabetismo (cifra stimata: 10 miliardi di dollari
l'anno) e ridurre la mortalità infantile e materna (cifra stimata: 12 miliardi
di dollari l'anno).
Senza dimenticare che le armi leggere (vere e proprie armi di distruzione di
massa) uccidono ogni anno circa 500.000 persone... una ogni minuto...
In totale ci sono circa 639 milioni di armi leggere nel mondo oggi, ed 8 milioni
vengono prodotte ogni anno.
Riccardo Troisi - Rete Italiana per il Disarmo