08/09/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



 
Scritto per noi da
Maurizio Campisi
 
AfrodiscendentiUn centinaio di delegati di 22 paesi del continente americano si è dato appuntamento la settimana scorsa a Limón, centro dell’atlantico costaricense, per formare quello che è stato battezzato il Parlamento Nero delle Americhe. Diritti umani, lotta al razzismo ed alla discriminazione, integrazione sono alcuni dei temi su cui dibattirà il Parlamento, che non avrà naturalmente potere decisionale, ma sì influenza politica. L’ente vuole essere infatti uno strumento di dialogo privilegiato per portare le istanze della popolazione di colore nelle alte sfere di dibattito. Proprio la lotta all’esclusione sociale, come frutto del diffuso razzismo ancora oggi vigente, è uno degli elementi che più sta a cuore ai legislatori. La brasiliana Matilde Ribeiro, ministro per la Promozione dell’uguaglianza razziale, ha dichiarato a proposito alla stampa che “il Parlamento servirà per presentare delle proposte ai rispettivi governi perchè si sviluppino programmi che aiutino a superare il razzismo”.
Un augurio che è stato ripreso dai rappresentanti dell’Onu, dell’Osa e di Global Rights, che hanno partecipato come osservatori alla cerimonia di istituzione del Parlamento. Afrodiscendenti in America LatinaClare Robert, di Global Rights, ha fatto enfasi sulla peculiarità dei popoli di origine afroamericana, che appaiono come “invisibili”, per cui impossibilitati dal vedere compiute le loro richieste.
Eppure, la popolazione con radici africane raggiunge almeno i 150 milioni di persone solo in America Latina. La maggioranza è costretta alla povertà e alla discriminazione. L’80% dei colombiani di pelle nera vive in condizioni misere, mentre uno studio ha fatto risaltare come in Brasile il reddito medio della popolazione bianca è almeno 2 volte e mezzo superiore a quella di colore. A questo si aggiungano gli stereotipi a cui viene soggetta. Solo un paio di mesi fa aveva suscitato un ondata di proteste la dichiarazione del presidente messicano, Vicente Fox, che aveva assicurato che “negli Stati Uniti i suoi compatrioti sono costretti ad accettare lavori che nemmeno un nero farebbe”.
La formazione del Parlamento si presenta così come uno stimolo perchè la discriminazione venga segnalata alle istituzioni che sì possono intervenire al rispetto, Mappa della Costa Rica come è il caso dell’ufficio per i diritti umani dell’Organizzazione degli Stati Americani.
La riunione di Limón ha designato un direttivo provvisorio formato da Luis Alberto Dos Santos (Brasile), María Isabel Urrutia (Colombia), Fitzgerald Hind (Trinidad Tobago), Jean Augustine (Canada) ed i costaricensi Edwin Patterson ed Epsy Campbell. Il presidente del Parlamento, così come i due segretari, verranno eletti nel prossimo incontro, fissato per il primo dicembre a Brasilia. In questa occasione si dibatterà anche sulla sede definitiva che ospiterà il Parlamento. I 22 paesi rappresentati sono: Argentina, Barbados, Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Giamaica, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Panama, Perú, Porto Rico, Repubblica Dominicana, Santa Lucia, Stati Uniti, Trinidad Tobago, Uruguay e Venezuela.
Categoria: Politica
Luogo: Costa Rica