Scritto per noi da
Maurizio Campisi
Un centinaio di delegati di 22 paesi del continente americano si è dato appuntamento
la settimana scorsa a Limón, centro dell’atlantico costaricense, per formare quello
che è stato battezzato il Parlamento Nero delle Americhe. Diritti umani, lotta
al razzismo ed alla discriminazione, integrazione sono alcuni dei temi su cui
dibattirà il Parlamento, che non avrà naturalmente potere decisionale, ma sì influenza
politica. L’ente vuole essere infatti uno strumento di dialogo privilegiato per
portare le istanze della popolazione di colore nelle alte sfere di dibattito.
Proprio la lotta all’esclusione sociale, come frutto del diffuso razzismo ancora
oggi vigente, è uno degli elementi che più sta a cuore ai legislatori. La brasiliana
Matilde Ribeiro, ministro per la Promozione dell’uguaglianza razziale, ha dichiarato
a proposito alla stampa che “il Parlamento servirà per presentare delle proposte
ai rispettivi governi perchè si sviluppino programmi che aiutino a superare il
razzismo”.
Un augurio che è stato ripreso dai rappresentanti dell’Onu, dell’Osa e di Global
Rights, che hanno partecipato come osservatori alla cerimonia di istituzione del
Parlamento.
Clare Robert, di Global Rights, ha fatto enfasi sulla peculiarità dei popoli
di origine afroamericana, che appaiono come “invisibili”, per cui impossibilitati
dal vedere compiute le loro richieste.
Eppure, la popolazione con radici africane raggiunge almeno i 150 milioni di
persone solo in America Latina. La maggioranza è costretta alla povertà e alla
discriminazione. L’80% dei colombiani di pelle nera vive in condizioni misere,
mentre uno studio ha fatto risaltare come in Brasile il reddito medio della popolazione
bianca è almeno 2 volte e mezzo superiore a quella di colore. A questo si aggiungano
gli stereotipi a cui viene soggetta. Solo un paio di mesi fa aveva suscitato un
ondata di proteste la dichiarazione del presidente messicano, Vicente Fox, che
aveva assicurato che “negli Stati Uniti i suoi compatrioti sono costretti ad accettare
lavori che nemmeno un nero farebbe”.
La formazione del Parlamento si presenta così come uno stimolo perchè la discriminazione
venga segnalata alle istituzioni che sì possono intervenire al rispetto,
come è il caso dell’ufficio per i diritti umani dell’Organizzazione degli Stati
Americani.
La riunione di Limón ha designato un direttivo provvisorio formato da Luis Alberto
Dos Santos (Brasile), María Isabel Urrutia (Colombia), Fitzgerald Hind (Trinidad
Tobago), Jean Augustine (Canada) ed i costaricensi Edwin Patterson ed Epsy Campbell.
Il presidente del Parlamento, così come i due segretari, verranno eletti nel prossimo
incontro, fissato per il primo dicembre a Brasilia. In questa occasione si dibatterà
anche sulla sede definitiva che ospiterà il Parlamento. I 22 paesi rappresentati
sono: Argentina, Barbados, Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica,
Ecuador, Giamaica, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Panama, Perú, Porto Rico, Repubblica
Dominicana, Santa Lucia, Stati Uniti, Trinidad Tobago, Uruguay e Venezuela.