12/11/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Bush cambia il procuratore generale, ma la linea dura contro il terrorismo è la stessa
La Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra? Pittoresca, e alcune delle sue disposizioni superate. Torture per estorcere confessioni ai detenuti? Macché, tortura è solo quando uno muore o rimane menomato. Una settimana dopo la riconferma per un secondo mandato presidenziale, George W. Bush ha deciso: il nuovo responsabile del dipartimento alla Giustizia degli Stati Uniti, al posto del dimissionario John Ashcroft, sarà Alberto Gonzales, un uomo che negli ultimi anni ha espresso senza ambiguità le sue idee sulla guerra al terrorismo. E la sua nomina, annunciata mercoledì 10 novembre, ha già provocato le proteste di numerose organizzazioni per i diritti umani.
 
Chi è Gonzales. Il nuovo procuratore generale, 49 anni, è un fedelissimo di Bush fin dai tempi in cui il presidente era governatore del Texas. Uno degli otto figli di una famiglia di immigrati, è il primo ispanico a ricoprire un ruolo così importante nell’amministrazione statunitense. Durante il primo mandato di Bush è stato il consigliere legale della Casa Bianca. E’ considerato un conservatore più pragmatico e meno messianico di Ashcroft, che era il trait d’union con la destra religiosa. Ufficializzando la sua nomina, Bush ha definito Gonzales “una voce calma e stabile in tempi di crisi”, aggiungendo che “il suo fine intelletto e il suo sensato giudizio ci hanno aiutato a formare le nostre politiche nella guerra al terrorismo”.
 
Le sue idee. Come consigliere del presidente, nel gennaio 2002 Gonzales scrisse un memorandum interno destinato alla Casa Bianca, nel quale sosteneva: “La guerra al terrorismo è un tipo nuovo di conflitto. Non è il tradizionale scontro tra due nazioni che aderiscono alle leggi della guerra che hanno dato vita alla Convenzione di Ginevra […] A mio giudizio, questo nuovo paradigma rende obsolete le strette limitazioni della Convenzione sugli interrogatori dei nemici prigionieri e rende bizzarre alcune delle sue misure riguardanti i privilegi da concedere al nemico catturato”.
A quel memorandum seguì un altro documento, datato agosto 2002 e firmato da vari ufficiali governativi tra cui Gonzales, nel quale si affermava che “le leggi che vietano la tortura non si applicano alla detenzione e agli interrogatori dei nemici combattenti”. Il memorandum si spingeva più in là, fino a dire che, per esserci tortura, il dolore causato dagli interrogatori deve comprendere “la morte, il mancato funzionamento di alcuni organi, o il serio danneggiamento delle funzioni corporee”.
 
Le proteste. Alberto Gonzales, è l’accusa di varie organizzazioni per i diritti umani e think tank progressisti, è in sostanza uno degli architetti della guerra al terrorismo condotta in modo sporco. Secondo Michael Ratner, presidente del Center for Constitutional Rights, le opinioni di Gonzales “hanno aperto la porta e spianato la strada” alle sevizie del carcere iracheno di Abu Ghraib. “Sta esattamente nel punto in cui questa amministrazione ha abbandonato la legge e ha debordato nel caos – ha dichiarato Ratner –. Stanno promuovendo uno degli architetti legali degli abusi. E’ scandaloso”.
L’American Civil Liberties Union (Aclu) ha esortato il Senato – che dovrà ratificare la nomina del nuovo procuratore generale – a intraprendere un “pieno e completo scrutinio delle posizioni di Gonzales su fondamentali questioni di diritti umani e di libertà civili”. Anche Amnesty International si è rivolta ai senatori del partito democratico (in minoranza per 44 seggi a 55 contro i repubblicani) affinché siano duri contro il successore di Ashcroft.
La scelta di Gonzales è stata definita “disastrosa” dal Los Angeles Times. In un editoriale il quotidiano californiano afferma che, “per il resto del mondo, la nomina di Gonzales ricorda le lodi tessute da Bush a Donald Rumsfeld nel mezzo dello scandalo di Abu Ghraib”.

Alessandro Ursic

Articoli correlati: La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
Pubblicità
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità