stampa
invia
Mancano
dieci giorni alle elezioni e il clima in Afghanistan
si fa sempre più pesante. Non solo dal punto di vista della sicurezza,
con il progressivo aumento di combattimenti, attentati e rapimenti, ma
anche da
quello politico, a causa dell’esclusione in extremis di molti candidati
comandanti
di fazioni armate irregolari. E non solo per questo.
Comandanti candidati.
Molti potenti comandanti di milizie private si sono candidati alle elezioni in
violazione alle regole che lo impedivano. Alcune di queste candidature sono
state subito rigettate, ma moltissime sono state accettate. Ora molti di questi
casi sono nuovamente sotto esame e parecchi ‘comandanti candidati’ potrebbero
essere esclusi all’ultimo momento, anche se il loro nome e la loro foto sono
già stampati sulle schede elettorali e le loro campagne elettorali sono già in
pieno svolgimento. Il rischio è che questi candidati, che per ovvi motivi hanno
la certezza di guadagnarsi un seggio, faranno certamente ricorso dopo il voto
mandando
in tilt la macchina elettorale.
Dieci morti al giorno.
Ma ciò che più stride con il clima elettorale è la situazione di guerra e di
insicurezza in cui l’Afghanistan sprofonda ogni giorno di più. Non passa giorno
che i guerriglieri talebani (ora assistiti da ‘consiglieri’ di al Qaeda
provenienti dall’Iraq) non attacchino le basi e le pattuglie dell’esercito
americano e di quello afgano, scatenando in risposta violenti combattimenti e
massicci raid aerei condotti dall’aviazione Usa. Per non parlare del crescente
numero di rapimenti ed uccisioni di politici e religiosi vicini al governo, di
candidati alle elezioni e di stranieri. Ormai si contano in media almeno una
decina di morti al giorno, più di 1.400 dall’inizio dell’anno. E molti
prevedono un’ulteriore escalation di violenza a ridosso del voto. Non stupisce
che molte agenzie delle Nazioni Unite abbiano consigliato al proprio personale
in Afghanistan di ‘andare in ferie’ durante le elezioni.Enrico Piovesana