Scritto da Rory Carroll
per The Guardian
Un adolescente arabo sunnita che è morto salvando degli Sciiti nel disastro della
fuga precipitosa di Baghdad della scorsa settimana è stato proclamato come un
eroe il cui sacrificio dovrebbe unificare l’Iraq.
Othman al-Ubeydi è annegato dopo aver salvato almeno tre persone che erano precipitate
nel Tigri quando i pellegrini sciiti sono entrati nel panico alle voci sulla presenza
di un kamikaze tra di loro: ci sono stati 1005 morti. Il volto dello studente
diciannovenne è stato mostrato su giornali e televisioni ieri, e il consiglio
provinciale ha detto che una via della città prenderà il suo nome.
Ubeydi stava facendo colazione lo scorso mercoledì quando gli altoparlanti della
sua moschea sunnita hanno annunciato che gli sciiti avevano bisogno di aiuto al
ponte al-Aima, dove stava accadendo la tragedia peggiore in Iraq dall’inizio dell’invasione
nel 2003.

Mentre centinaia di persone sono rimaste schiacciate e soffocate sul ponte, altre
centinaia sono saltate o cadute nel fiume. Dei testimoni hanno raccontato che
il ragazzo, ottimo nuotatore e lottatore (si allenava in una palestra) si è ripetutamente
tuffato e ha salvato tra le quattro e le sette persone. Alla fine però, quando
ha tentato di salvare una donna molto grassa, questa, secondo le testimonianze,
l’avrebbe tirato sott’acqua.
Il governo iracheno e i media hanno definito Ubeydi un martire dell’unità nazionale,
il cui eroico sacrifico dovrebbe riconciliare sunniti e sciiti, sette musulmane
rivali che sono giunte ai limiti della guerra civile.
“Ha mostrato che siamo tutti fratelli”, ha detto il primo ministro sciita, Ibrahim
al-Jaafari, nella sua visita alla famiglia. Il padre di Ubeydi, Ali, ha detto
che il suo studioso figlio ha passato un supremo esame di umanità, dando un esempio
al paese. “Ha reso la sua anima un ponte per salvare gli altri”.
Un quotidiano, Itijah al-Akhar, ha illustrato la notizia con un ponte formato dalla stretta di due mani. Un
altro giornale, Al Mada, ha pubblicato la foto di un fiore che spunta da un cactus.
Una televisione di stato, al-Iraqiya, ha trasmesso le immagini di Sciiti e Sunniti
cha cantano insieme. Um Quasim (54) una donna sciita che ha perso un figlio in
un attacco dei ribelli, ha detto che Ubeydi è un eroe. “Siamo una nazione sola”,
ha aggiunto.
I Sunniti iracheni, minoranza una volta al potere, sono stati emarginati in seguito
alla caduta di Saddam Hussein. La loro rivolta contro il governo sciita ha causato
una catena di uccisioni e massacri.
Comunque, pochi credono che la storia di Ubeydi riuscirà a indebolire l’ondata
settaria. Sebbene non ci fosse un kamikaze, molto Sciiti hanno attribuito la causa
della disgrazia della scorsa settimana a un clima di paura fomentato dai ribelli.
Ci si aspettava una ondata di attacchi contro i Sunniti come reazione, e un ritrovo
per l’unità vicino al ponte nel fine settimana si è concluso con un nulla di fatto.
Ci sono stati degli spari tra la riva occidentale sciita del Tigri e quella orientale
sunnita.
Domenica il portavoce del governo iracheno ha confermato che Saddam verrà sottoposto
a giudizio il 19 ottobre con l’accusa di uccisione di massa, e ha aggiunto che
anche molti dei suoi associati, compreso uno dei suoi fratellastri, compariranno
in tribunale.
“Verranno processati per l’esecuzione di 153 cittadini”, ha detto, riferendosi
alle rappresaglie per un tentativo di assassinio di Saddam compiuto nel villaggio
di Dujail nel 1982, in seguito al quale furono uccisi più di 140 uomini del villaggio.