scritto per noi da
Pietro Orsatti

Fanno pubblicità su Internet, attraverso un sito aziendale
aggiornato giorno per giorno. Crescono, fatturano, ampliano il loro giro
d'affari di anno in anno: sono gente di successo. Ricercano personale
specializzato, decine e decine di nuovi annunci ogni settimana. Per loro non esiste
crisi economica, o recessione
o contrazione del mercato, anzi: il loro target, il loro segmento di
riferimento, in questi ultimi anni cresce a dismisura. Sono attivi in tutto il
mondo, una vera multinazionale in vertiginosa ascesa.
I signori della guerra teconologica. Hanno sede in Virginia, negli Usa, succursali in tutto il mondo, e
sono nati poco più di quindici anni fa diventando in pochi mesi, stupendo
rivali e committenti, un vero e proprio colosso. Ma chi sono? Sono i nuovi
signori della guerra tecnologica e privatizzata: questa è la storia della
Mpri,
oggi la più potente e diffusa agenzia di sicurezza e di consulenze militari al
mondo. Questa è la storia di un gruppetto di alti ufficiali statunitensi che,
dopo la caduta del muro di Berlino e la fine della guerra fredda, si sono
ritrovati a dover affrontare una delle più drastiche riduzioni di personale mai
affrontate da un ente pubblico americano. Si doveva liquidare un intero
esercito, ripensarlo, ridimensionarlo. I tempi stavano cambiando, i modi di
combattere, addestrare e gestire i rapporti di forza con gli alleati andava
profondamente tarsformato. E dopo cinquant'anni un'intera casta di alti
ufficiali provenienti dalla marina all'aviazione, dall'esercito ai servizi,
andava ricollocata in qualche modo. Questo gruppo di soldati accettò un
prepensionamento anticipato in cambio di una non troppo velata promessa di
accedere a contratti e appalti da parte del Pentagono e delle agenzie di inteligence
(Nsa per prima). Promessa che non ha tardato a realizzarsi. Riporta il New York
Times: "Mpri ha tenuto corsi di addestramento militare in 200 università
Usa, cogestisce la
US Army Force Manageement School a Fort Belvoir, fornisce
istruttori per corsi di addestramento avanzati a Fort Leavenworth, istruisce la
Civil Air Patriot, tiene corsi a Fort Sill, Fort Knox, Fort Lee e altri centri
militari. Il Pentagono ha persino assunto Mpri per partecipare alla stesura
della sua dottrina militare e del manuale di campo
Contractors
Support on the Battelfield che stabilisce le regole secondo cui
l'esercito interagisce con i privati come Mpri".
Nomi illustri. La Mpri ha un gruppo dirigente
d'eccezione: come
presidente, il generale Carl E. Vuono, già capo di stato maggiore che diresse
la
guerra del Golfo e l'invasione di Panama; come capo della divisione
internazionale, il generale Crosbie E. Saint,
ex comandante delle forze Usa in Europa; come portavoce il generale Harry E. Soyster,
già direttore della Defence
Intelligence Agency (Dia), e come supervisore in Macedonia il generale Ron Griffith,
già vicecapo di stato maggiore. Dalla
sua sede di Alexandra (quartiere chic di Washington) Mpri
dirige 900 dipendenti, ma dispone di 10.000 ex militari, comprese forze
d'élite.
Ma il grande successo della Mpri arriva con la
guerra in
ex-Jugoslavia all'inizio degli anni '90. Il governo Usa, non potendo e
non
volendo intervenire direttamente nel conflitto decise comunque di
esercitare
appoggio a una delle fazioni sul campo, il governo Croato, per poi
potersi
garantire alla fine del conflitto tutti gli appalti relativi alla
ristrutturazione dei nuovi eserciti nazionali nati dalla frantumazione
del
paese. E quindi subappaltò alla neonata Mpri il ruolo di riorganizzare,
armare
e addestrare il nascente esercito nazionale dopo il disastro
dell'assedio di
Vukovar. E quello dell'Mpri non si
rivelò solo un intervento passivo, tecnico, anzi. La Mpri spesso si
trova a
determinare le azioni politiche e militari sia dei paesi appaltatori
che degli
stessi Stati Uniti.
Un po' di storia. Fin dall'inizio degli anni `90 il Pentagono ha
usato la
Mpri per aggirare l'embargo Onu di vendita di armi nella ex Jugoslavia
e
rifornire di materiale bellico la Croazia. Inoltre la Mpri, con il
cosiddetto
Croatian Armed Forces Readiness and Training System
(Carts) ha addestrato le truppe e la polizia croata che poi nel 1995
lanciò
l'"Operazione Temporale", uno dei peggiori episodi di pulizia etnica
verificatosi durante il conflitto, in cui più di 200.000 serbi rimasero
senza
tetto dopo un'offensiva che durò meno di una settimana. Il portavoce
della
Mpri, generale Soyster, ha dichiarato recentemente al New York Times
che la
Mpri non è stata coinvolta nella preparazione dell'
Operation
Storm, ammettendo però che "vi hanno partecipato alcuni ufficiali
addestrati dalla compagnia". Questo dato però viene smentito da fonti
croate che dichiararono nel corso degli anni che il ruolo dell'Mpri fu
invece
determinante nel successo dell'operazione. E non solo. L'addestramento
alla
pulizia etnica delle truppe croate si dimostrò così efficiente che,
quando
pochi mesi dopo nel dicembre 1995 si arrivò a discutere la pace di
Dayton, i
bosniaci pretesero le stesse armi e lo stesso addestramento dei croati,
e tra
le clausole di pace chiesero, ottenendolo, il diritto di assumere la
Mpri. La
Mpri fu pagata con fondi illimitati versati ai bosniaci dalle opere
pie
islamiche (di Arabia saudita, Emirati arabi uniti, Kuwait, Brunei e
Malesia). E
ancora: le truppe croate addestrate dalla
Mpri hanno in seguito addestrato e assistito negli anni successivi la
violentissima polizia montenegrina.
Pochi anni dopo il colpo di genio. Assistere tutte e due le parti
di un conflitto con contratti separati. Quando scoppiò il conflitto in Kosovo,
con il "Stability and Deterrence Program" la Mpri ottenne l'appalto
per equipaggiare e addestrare l'esercito della Macedonia e aiutarlo a
difendersi dagli attacchi dell'Uck kosovaro. Nello stesso tempo, con un altro
contratto, la Mpri aveva ricevuto la delega dal Pentagono per addestrare ed equipaggiare
l'Uck.
Armamenti. Per quanto riguarda invece la questione degli armamenti, la Mpri
ha negato più volte di avere aiutato i croati ad armarsi dal '91 al '95, ma
anche in questo caso si trovava in una posizione per svolgere come minimo un
ruolo indiretto. Secondo un funzionario governativo in pensione, che oggi fa da
intermediario per gli accordi relativi agli acquisti di apparecchiature
militari per conto dei croati, Zagabria ha comprato armamenti da un
commerciante di armi tedesco, Ernst Werner Glatt. Il signor Glatt è un
personaggio molto particolare nella storia dei conflitti degli ultimi
trent'anni: entrando a conoscenza della sua storia sembra di immergersi nella
sceneggiatura di un pessimo film di spionaggio di serie B. Negli anni '80,
Glatt era il mercante d'armi preferito dalla CIA, che lo ha scelto per vendere
armi ai
contras in Nicaragua e ai
mujahedin in Afghanistan; Glatt è
arrivato a fornire 200 milioni di dollari di armi all'anno, denaro che gli è
servito per acquistare una tenuta in Virginia, che ha chiamato Aquila Nera,
riferendosi esplecitamente a un simbolo della Germania nazista e da qui ha
continuato a dirigire i suoi affari. Durante lo stesso periodo Soyster, che poi
andò a ricoprire un incarico ai massimi livelli nella Mpri, lavorava per la DIA
(una delle agenzie di servzi segreti statunitensi), che assegnava anch'essa
appalti milionari a Glatt. Quest'ultimo ha ricevuto somme enormi dalla DIA nel
corso degli anni '80 affinché si procurasse armi sovietiche da spedire negli
Stati Uniti, da dove venivano in seguito inviate a strutture militari che
lavoravano per gli USA in America Latina, Asia e Africa. Dopo che Soyster si è
ritirato, lui e Glatt sono diventati soci d'affari in almeno un contratto per
la vendita di armi per conto della stessa Mpri e proprio nel periodo del
conflitto nei Balcani.
E oggi? La Mpri cresce e allarga i suoi orizzonti di intervento
dopo un decennio di buoni affari nei Balcani, a Timor, in Medio Oriente. Questi
prestanti pensionati sono oggi attivi in Afghanistan e Iraq. Non lo nascondono
affatto (come tentarono di fare nel periodo della guerra juogoslava), anzi, gli
annunci di lavoro aggiornati settimanalmente sono eloquenti. Si cerca ogni tipo
di personale, dalla sicurezza ai sistemi d'arma e agli strateghi. La politica
estera dell'amministrazione Bush rappresenta un pozzo senza fine per questa
azienda. Gli affari non sono mai andati così bene.
E alla
Mpri non ci si ferma mai, si cercano e si trovano sempre nuovi mercati da
esplorare. E come era prevedibile oggi l'azienda lavora anche nel paese
considerato il più violento del mondo, la Colombia: si è infatti inserita nel gruppo di aziende specializzate
nel fornire ‘assistenza tecnica’ e ‘consiglieri militari’ alle forze armate
colombiane, grazie ai buoni auspici del Pentagono, per eludere le limitazioni
degli emendamenti del Congresso che fissano il personale statunitense in
Colombia a 250 addetti militari e 100 impiegati civili nella cosiddetta “guerra
della coca”. Ma in realtà il principale compito della Mpri è come al solito
quello dell'addestramento, in questo caso dei “battaglioni della morte” in
azione in particolare nel sud del paese al confine con l'Ecuador. Protagonisti,
quindi, di una delle tante guerre non dichiarate ma combattute (o come in
questo caso appaltate) dagli Stati Uniti.