
I brasiliani non staranno più a guardare. O almeno ci proveranno. Scrollandosi
di
dosso l’accusa di non essere un popolo bensì una platea di spettatori inerti,
hanno deciso di farsi protagonisti della tragicommedia che da mesi affligge il
Paese.
Dopo aver assistito da ogni angolazione ad accuse di
corruzione, mea culpa e aneliti di difesa, al susseguirsi di apparizioni
televisive incentrate su politici offesi e difesi, i brasiliani hanno detto
basta. Mossi dal sentimento di sdegno per il teatrino dei corrotti, al di là
di ogni simpatia politica, il movimento è nato spontaneo, dalla base: “Ora
basta. E’ giunta l’ora di seppellire per sempre il nostro ruolo di semplici
spettatori. È arrivato il momento di diventare popolo, di scendere in piazza e
far capire cosa vogliamo. Dobbiamo provocare un radicale e profondo cambiamento
nella politica, senza colorazione partitica, contro il cinismo, la corruzione
endemica e il banditismo istituzionalizzato. Non possiamo stare
a guardare”.
Via e-mail. L’appuntamento è per il 7 settembre, alle 17. “E’ giunta l’ora. Diamo inizio
a un
vigoroso
movimento popolare che produca una vera riforma
politico-amministrativa, seria
e radicale”. Le previsioni sull’affluenza sono incerte, anche se hanno
già
aderito i più grandi movimenti di massa come Via Campesina; Grito dos
Excluídos/as; Coordenação dos
Movimentos Sociais; Rede Jubileu Sul/Brasil-Campanha Brasileira
contra a Alca; Conferência dos Religiosos do Brasil; Semana
Social Brasileira; Marcha
Mundial de Mulheres; Conselho Nacional de Igrejas Cristãs do Brasil;
Coordenadoria Ecumênica de Serviços,
Fórum Nacional pela Reforma Agrária e Movimento Sem Terra.
Quel che è certo è che per arrivare a più persone
possibile, gli ideatori hanno fatto girare una mail di reclutamento basata
essenzialmente su
un documento molto dettagliato dal titolo “E’
giunta l’ora”, in cui sono ben schematizzati obiettivi e finalità.
“Siamo stufi. Basta con gli oltraggi - si legge
nel file, che non è firmato da chicchessia, proprio a testimoniare la
spontaneità della manifestazione - La legge deve punire le canaglie che insudiciano
e
seviziano la nazione. La maggior parte di coloro che oggi accusano, sono le
canaglie di ieri o saranno le canaglie di domani.
È giunta l'ora di una riforma che metta in fuga dalla vita pubblica la
combriccola di scrocconi che succhiano il sangue della nazione. È giunta l'ora
di imporre implacabili meccanismi di punizione dell’uomo pubblico che
trasgredisce. O tutto continuerà come prima”.
Un sistema da rivoltare. Basandosi sul dato di fatto che da decenni, a governare
il Brasile senza soluzione di continuità, è la corruzione, i brasiliani
chiedono una riforma politico-amministrativa concreta che ripulisca il sistema
burocratico. “E’ una manovra necessaria per portare il Paese verso un
miglioramento vero e tangibile, magari guidati dal presidente operaio che tutti
ancora considerano l’unica alternativa alla destra, diretta discendente della
dittatura”, ha spiegato Émerson, un assistente sociale di Salvador Bahia, che
sin da subito ha aderito con entusiasmo all’iniziativa – “Contiamo
sull’appoggio di tutti per cambiare la nostra nazione. Finalmente”
Ecco le misure che i brasiliani vorranno imporre al Plan
Alto di Brasilia.
- Ricerca rigorosa sull’idoneità dei candidati.
- Estinzione o profonda restrizione dell’immunità parlamentare.
- Rendere pubblici i conti bancari e i
movimenti fiscali di consiglieri comunali, sindaci, deputati, senatori, ministri
di
stato, presidente della repubblica, vice-presidente della repubblica, partiti
politici, dirigenti di partiti politici, direttori di organismi
dell’amministrazione diretta ed indiretta, giudici e giudici della corte
d’Appello.
- Divieto di assumere familiari e affini fino al 3º grado di parentela. E
che l’ammissione di familiari avvenga solamente per concorso.
- Adeguamento o addirittura drastica riduzione dei salari, dei benefici e delle
pensioni per coloro
che occupano cariche legislative a livello municipale, governativo e federale.
- Introduzione di pesanti aggravanti nella legislazione penale, civile e
tributaria per crimini commessi da uomini pubblici.
- Obbligatorietà di comprovare competenze ed esperienze da parte degli
aspiranti a cariche di direzione in organismi dell’amministrazione diretta e
indiretta.
“È giunta l'ora di creare reali condizioni affinché la
speranza vinca sull'incredulità. Finora ci siamo
limitati ad assistere a questa rappresentazione teatrale come se
non avessimo il potere di modificarla. È giunta l'ora di agire! Per i nostri figli
e nipoti e per i 50
milioni di
miserabili di questo Paese, che vivono il martirio di una vita fatta di disumane
sofferenze: il 7 settembre alle 17!
Paralizzeremo il Brasile. Faremo la nostra protesta delle pentole!”
L’appello. “Esigi che le reti televisive, le radio, i giornali, le riviste e l’uomo politico
di tua
fiducia diffondano questo appello. Mobilita la tua scuola, il
tuo sindacato, la tua parrocchia, i tuoi amici. Dài inizio adesso a
questa corrente di azione popolare.
Arriveremo a tutti, a qualsiasi strato sociale, in ogni angolo di
questo Brasile”.
“Il 7 alle 17, stendi alla finestra una bandiera, una tovaglia, un
panno qualsiasi. Batti i tegami! Suona le trombette! Se
dovessi trovarti in macchina, suona il clacson! Promuovi cortei,
passeggiate! Fai tremare la nazione, per un minuto. Facciamo
tremare la nazione, per 1 minuto. Così finalmente sapremo di
essere un popolo che ha recuperato la speranza. Daremo inizio
al cambiamento”.