06/09/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



I brasiliani si apprestano a scendere in piazza per dire basta alla corruzione
Lula e sua moglia al balcone salutano la folla e sventola la bandiera brasilianaI brasiliani non staranno più a guardare. O almeno ci proveranno. Scrollandosi di dosso l’accusa di non essere un popolo bensì una platea di spettatori inerti, hanno deciso di farsi protagonisti della tragicommedia che da mesi affligge il Paese. 
Dopo aver assistito da ogni angolazione ad accuse di corruzione, mea culpa e aneliti di difesa, al susseguirsi di apparizioni televisive incentrate su politici offesi e difesi, i brasiliani hanno detto basta. Mossi dal sentimento di sdegno per il teatrino dei corrotti, al di là di ogni simpatia politica, il movimento è nato spontaneo, dalla base: “Ora basta. E’ giunta l’ora di seppellire per sempre il nostro ruolo di semplici spettatori. È arrivato il momento di diventare popolo, di scendere in piazza e far capire cosa vogliamo. Dobbiamo provocare un radicale e profondo cambiamento nella politica, senza colorazione partitica, contro il cinismo, la corruzione endemica e il banditismo istituzionalizzato. Non possiamo stare a guardare”.
 
Via e-mail. L’appuntamento è per il 7 settembre, alle 17. “E’ giunta l’ora. Diamo inizio a un vigoroso movimento popolare che produca una vera riforma politico-amministrativa, seria e radicale”. Le previsioni sull’affluenza sono incerte, anche se hanno già aderito i più grandi movimenti di massa come Via Campesina; Grito dos Excluídos/as; Coordenação  dos Movimentos Sociais; Rede Jubileu Sul/Brasil-Campanha  Brasileira contra a Alca; Conferência dos Religiosos do  Brasil; Semana Social Brasileira; Marcha Mundial de Mulheres; Conselho Nacional de Igrejas Cristãs do Brasil; Coordenadoria Ecumênica de Serviços,  Fórum Nacional pela Reforma Agrária e Movimento Sem Terra.
Quel che è certo è che per arrivare a più persone possibile, gli ideatori hanno fatto girare una mail di reclutamento basata essenzialmente su un documento molto dettagliato dal titolo “E’ giunta l’ora”, in cui sono ben schematizzati obiettivi e finalità.
“Siamo stufi. Basta con gli oltraggi - si legge nel file, che non è firmato da chicchessia, proprio a testimoniare la spontaneità della manifestazione - La legge deve punire le canaglie che insudiciano e seviziano la nazione. La maggior parte di coloro che oggi accusano, sono le canaglie di ieri o saranno le canaglie di domani.
È giunta l'ora di una riforma che metta in fuga dalla vita pubblica la combriccola di scrocconi che succhiano il sangue della nazione. È giunta l'ora di imporre implacabili meccanismi di punizione dell’uomo pubblico che trasgredisce. O tutto continuerà come prima”.
 
Una manifestazione popolare a Brasilia, davanti al Plan AltoUn sistema da rivoltare. Basandosi sul dato di fatto che da decenni, a governare il Brasile senza soluzione di continuità, è la corruzione, i brasiliani chiedono una riforma politico-amministrativa concreta che ripulisca il sistema burocratico. “E’ una manovra necessaria per portare il Paese verso un miglioramento vero e tangibile, magari guidati dal presidente operaio che tutti ancora considerano l’unica alternativa alla destra, diretta discendente della dittatura”, ha spiegato Émerson, un assistente sociale di Salvador Bahia, che sin da subito ha aderito con entusiasmo all’iniziativa – “Contiamo sull’appoggio di tutti per cambiare la nostra nazione. Finalmente”
Ecco le misure che i brasiliani vorranno imporre al Plan Alto di Brasilia.
  1. Ricerca rigorosa sull’idoneità dei candidati.
  2. Estinzione o profonda restrizione dell’immunità parlamentare.
  3. Rendere pubblici i conti bancari e i movimenti fiscali di consiglieri comunali, sindaci, deputati, senatori, ministri di stato, presidente della repubblica, vice-presidente della repubblica, partiti politici, dirigenti di partiti politici, direttori di organismi dell’amministrazione diretta ed indiretta, giudici e giudici della corte d’Appello.
  4. Divieto di assumere familiari e affini fino al 3º grado di parentela. E che l’ammissione di familiari avvenga solamente per concorso.
  5. Adeguamento o addirittura drastica riduzione dei salari, dei benefici e delle pensioni per coloro che occupano cariche legislative a livello municipale, governativo e federale.
  6. Introduzione di pesanti aggravanti nella legislazione penale, civile e tributaria per crimini commessi da uomini pubblici.
  7. Obbligatorietà di comprovare competenze ed esperienze da parte degli aspiranti a cariche di direzione in organismi dell’amministrazione diretta e indiretta.
“È giunta l'ora di creare reali condizioni affinché la speranza vinca sull'incredulità. Finora ci siamo limitati ad assistere a questa rappresentazione teatrale come se non avessimo il potere di modificarla. È giunta l'ora di agire! Per i nostri figli e nipoti e per i 50 milioni di miserabili di questo Paese, che vivono il martirio di una vita fatta di disumane sofferenze: il 7 settembre alle 17! Paralizzeremo il Brasile. Faremo la nostra protesta delle pentole!”
 
Manifestazione popolare contro la politica economica del governo LulaL’appello. “Esigi che le reti televisive, le radio, i giornali, le riviste e l’uomo politico di tua fiducia diffondano questo appello. Mobilita la tua scuola, il tuo sindacato, la tua parrocchia, i tuoi amici. Dài inizio adesso a questa corrente di azione popolare.
Arriveremo a tutti, a qualsiasi strato sociale, in ogni angolo di questo Brasile”.
“Il 7 alle 17, stendi alla finestra una bandiera, una tovaglia, un panno qualsiasi. Batti i tegami! Suona le trombette! Se dovessi trovarti in macchina, suona il clacson! Promuovi cortei, passeggiate! Fai tremare la nazione, per un minuto. Facciamo tremare la nazione, per 1 minuto. Così finalmente sapremo di essere un popolo che ha recuperato la speranza. Daremo inizio al cambiamento”.

Stella Spinelli

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