
Shamil Basayev, organizzatore del sequestro di Beslan e nuovo vice
primo ministro del 'governo ombra' indipendentista ceceno, in un
comunicato pubblicato sul sito indipendentista ceceno Kavkaz Center
ha rivelato che l’attacco alla scuola fu possibile grazie all’aiuto dei
servizi segreti russi. Rivelazioni clamorose quanto inquietanti.
Da agente infiltrato… “I servizi
segreti dell’Ossezia del Nord – racconta Basayev – avevano infiltrato nel
nostro gruppo un loro agente locale Abdulla (Vladimir) Khodov”.
Forse non tutti ricordano che Vladimir Anatolievich Khodov, nord-osseto
di Elkhotovo nato nel
1977 a Berdyansk, in Ucraina, fu poi uno dei membri del commando
terrorista sterminato dai russi nel sanguinoso blitz di Beslan. Molti
un anno fa si chiesero
cosa
ci faceva un russo nel commando.
Secondo Basayev, fu arrestato dai
servizi al funerale di suo fratello, che era un mujaheddin. Gli fu proposto di
scegliere se finire in
galera o
mettersi al servizio del governo. Lui accettò, diventando un agente segreto.
Nome in codice: ‘viaggiatore’.
…a doppiogiochista. Gli venne assegnata la missione di infiltrare la
guerriglia cecena allo scopo di avvicinare Basayev. Il quale racconta: “Per guadagnarsi
la mia fiducia, Khodov organizzò degli attentati a Vladikavkaz (nel febbraio 2004
, ndr). Poi, su ordine
dei servizi, ci tese una trappola. Ci propose di organizzare una presa di
ostaggi al parlamento e alla sede del governo osseto a Vladikavkaz. Le truppe
speciali russe ci avrebbero aspettato fuori città e ci avrebbero uccisi tutti.
Ma
alla fine, dopo un mese passato tra i mujaheddin ceceni, Khodov ha deciso di confessare
e di dirci che lavorava per l’Fsb e la Rubop (Amministrazione Russa per la
Lotta al Crimine Organizzato)”.
Da quel momento, secondo Basayev, Khodov sarebbe diventato un dopioggiochista.
Il corridoio garantito dai servizi. “Una volta guadagnato alla causa dell’islam,
gli ho suggerito di dire ai suoi capi che qui nessuno gli dava retta riguardo
alla presa di ostaggi a Vladikavkaz. Così loro, per renderlo più affidabile ai
miei occhi, lo aiutarono a organizzare un attentato contro dei soldati a
Vladikavkaz e contro un treno passeggeri. Dopodiché riferì ai servizi di aver
‘guadagnato
la mia fiducia’ e così, tramite lui, nella primavera del 2004 abbiamo iniziato
a organizzare ‘insieme’ all’Fsb la presa degli ostaggi al parlamento e al
governo”. Basayev racconta poi che quindi venne fissata la data simbolica del
6
settembre, anniversario dell’Indipendenza cecena, e soprattutto che dal 31
agosto venne garantito dai servizi segreti un corridoio di sicurezza per
consentire ai terroristi il libero accesso in Inguscezia “al fine di raccogliere
informazioni”, insomma per preparare l’azione.
“E invece noi, cambiando la data e il luogo dell’azione, abbiamo subito
sfruttato quel corridoio per arrivare a Beslan”.
Chi ha corrotto la polizia osseta? Ieri
sera il procuratore generale aggiunto, Nikolai Shepel, ha subito smentito questa
ricostruzione di Basayev. In una dichiarazione rilasciata all’agenzia Interfax
ha dichiarato: “Le affermazioni di questo terrorista assassino di bambini sono
completamente prive di senso. Le indagini non hanno fornito nessuna prova che
porti a ipotizzare un coinvolgimento dei servizi segreti nell’attacco terroristico
di Beslan”.
Vero è, però, che dall’inchiesta della Commissione parlamentare russa guidata
da Alexander Torshin è emerso che la polizia osseta era stata corrotta per
consentire al commando terroristico di penetrare in Inguscezia attraverso un
territorio altamente militarizzato, di superare tutti i posti di blocco lungo
la strada e di arrivare indisturbato fino al centro di Beslan. Due ufficiali di
polizia sono anche stati arrestati per questo.
La domanda è: chi ha corrotto la polizia osseta? Basayev ha dato la sua
risposta.