01/09/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



"Arrivammo a Beslan grazie a un corridoio garantito dai servizi segreti russi"
Shamil BasayevShamil Basayev, organizzatore del sequestro di Beslan e nuovo vice primo ministro del 'governo ombra' indipendentista ceceno, in un comunicato pubblicato sul sito indipendentista ceceno Kavkaz Center ha rivelato che l’attacco alla scuola fu possibile grazie all’aiuto dei servizi segreti russi. Rivelazioni clamorose quanto inquietanti.

Da agente infiltrato… “I servizi segreti dell’Ossezia del Nord – racconta Basayev – avevano infiltrato nel nostro gruppo un loro agente locale Abdulla (Vladimir) Khodov”.
Forse non tutti ricordano che Vladimir Anatolievich Khodov, nord-osseto di Elkhotovo nato nel 1977 a Berdyansk, in Ucraina, fu poi uno dei membri del commando terrorista sterminato dai russi nel sanguinoso blitz di Beslan. Molti un anno fa si chiesero cosa ci faceva un russo nel commando.
Secondo Basayev, fu arrestato dai servizi al funerale di suo fratello, che era un mujaheddin. Gli fu proposto di scegliere se finire in galera o mettersi al servizio del governo. Lui accettò, diventando un agente segreto. Nome in codice: ‘viaggiatore’.

Vladimir Khodov in una foto segnaletica …a doppiogiochista.
Gli venne assegnata la missione di infiltrare la guerriglia cecena allo scopo di avvicinare Basayev. Il quale racconta: “Per guadagnarsi la mia fiducia, Khodov organizzò degli attentati a Vladikavkaz (nel febbraio 2004, ndr). Poi, su ordine dei servizi, ci tese una trappola. Ci propose di organizzare una presa di ostaggi al parlamento e alla sede del governo osseto a Vladikavkaz. Le truppe speciali russe ci avrebbero aspettato fuori città e ci avrebbero uccisi tutti. Ma alla fine, dopo un mese passato tra i mujaheddin ceceni, Khodov ha deciso di confessare e di dirci che lavorava per l’Fsb e la Rubop (Amministrazione Russa per la Lotta al Crimine Organizzato)”.
Da quel momento, secondo Basayev, Khodov sarebbe diventato un dopioggiochista.

Il corridoio garantito dai servizi.
“Una volta guadagnato alla causa dell’islam, gli ho suggerito di dire ai suoi capi che qui nessuno gli dava retta riguardo alla presa di ostaggi a Vladikavkaz. Così loro, per renderlo più affidabile ai miei occhi, lo aiutarono a organizzare un attentato contro dei soldati a Vladikavkaz e contro un treno passeggeri. Dopodiché riferì ai servizi di aver ‘guadagnato la mia fiducia’ e così, tramite lui, nella primavera del 2004 abbiamo iniziato a organizzare ‘insieme’ all’Fsb la presa degli ostaggi al parlamento e al governo”. Basayev racconta poi che quindi venne fissata la data simbolica del 6 settembre, anniversario dell’Indipendenza cecena, e soprattutto che dal 31 agosto venne garantito dai servizi segreti un corridoio di sicurezza per consentire ai terroristi il libero accesso in Inguscezia “al fine di raccogliere informazioni”, insomma per preparare l’azione.
“E invece noi, cambiando la data e il luogo dell’azione, abbiamo subito sfruttato quel corridoio per arrivare a Beslan”.

Nikolai ShepelChi ha corrotto la polizia osseta? Ieri sera il procuratore generale aggiunto, Nikolai Shepel, ha subito smentito questa ricostruzione di Basayev. In una dichiarazione rilasciata all’agenzia Interfax ha dichiarato: “Le affermazioni di questo terrorista assassino di bambini sono completamente prive di senso. Le indagini non hanno fornito nessuna prova che porti a ipotizzare un coinvolgimento dei servizi segreti nell’attacco terroristico di Beslan”.
Vero è, però, che dall’inchiesta della Commissione parlamentare russa guidata da Alexander Torshin è emerso che la polizia osseta era stata corrotta per consentire al commando terroristico di penetrare in Inguscezia attraverso un territorio altamente militarizzato, di superare tutti i posti di blocco lungo la strada e di arrivare indisturbato fino al centro di Beslan. Due ufficiali di polizia sono anche stati arrestati per questo.
La domanda è: chi ha corrotto la polizia osseta? Basayev ha dato la sua risposta.
 

Enrico Piovesana

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