Nello Stato indiano del Tripura i ribelli si finanziano producendo film pornografici
Nello Stato indiano del
Tripura, privo di legge e afflitto da decenni di guerra, i ribelli
indipendentisti finanziano la loro lotta producendo film pornografici. Un
ennesimo abuso in cui decine di persone, donne e uomini, sono catturate con la
forza e costrette a partecipare alle messe in scena. Accade soprattutto nelle
zone più isolate, disperse nella giungla, dove le ragazze continuano a essere
stuprate dai guerriglieri prima e dopo il reclutamento forzato nel loro
esercito. A denunciare le violenze questa volta sono ex ribelli del Fronte di
liberazione nazionale del Tripura (Nlft), il principale movimento guerrigliero
della regione, che si sono arresi alla polizia: “I capi ribelli non solo
violentano le ragazze indigene che hanno reclutato, ma le usano anche – con alcuni
uomini del gruppo – per fare film porno”. I dvd sono distribuiti in India, ma
anche in Paesi vicini come il Bangladesh, la Thailandia e il Myanmar (ex
Birmania).
Le "Sette Sorelle". Il Tripura, una
regione remota percorsa da fiumi e coperta da fitta vegetazione, è circondato
su tre lati dal Bangladesh e fa parte delle cosiddette “Sette Sorelle”, ovvero
sette Stati dell’estremo nord-est dell’India collegati al subcontinente da una
sottile striscia di terra. Si tratta delle zone più isolate del gigante
indiano, dove da diversi decenni si consumano alcuni conflitti contro
l’esercito e i paramilitari governativi per l’indipendenza da Nuova Dheli. Ma
non solo. Gli abitanti delle Sette Sorelle accusano il governo centrale di
utilizzare le risorse minerarie locali senza provvedere all’economia di questi
piccoli Stati. Qui, infatti, la popolazione vive in estrema povertà e i giovani
sono spesso attratti da un “futuro migliore” nei movimenti guerriglieri. Un’illusione
contraddetta da una dura realtà: addestramenti insostenibili e vita di stenti
nella giungla. Così succede spesso che in un secondo tempo molti ribelli
fuggano dal movimento o si consegnino all’esercito indiano. Negli ultimi anni
le diserzioni dallo stesso Nlft sono state numerose e oggi il movimento è molto
indebolito.
Il conflitto del Tripura. Nel Tripura la
guerra ha anche una matrice etnica. I ribelli, di origine tribale, lottano
affinché gli indigeni abbiano maggior peso politico e decisionale. E, in altri
termini, per cacciare dallo Stato la popolazione di origine bengalese che si è
insediata qui a partire dalla divisione tra India e Pakistan e dalla formazione
del Pakistan orientale, divenuto successivamente Bangladesh. Ma nessuna ragione
di guerra giustifica gli orrori compiuti dai ribelli: gli stupri, i rapimenti
a
scopo d’estorsione e gli attentati sono all’ordine del giorno e colpiscono gli
stessi tribali delle campagne, ovvero le persone a cui il Nlft dice di voler
dare l’indipendenza.

Gli abusi dell'esercito. L’esercito indiano,
d’altra parte, si è macchiato di diversi crimini. Un’operatrice umanitaria del
Manipur (un altro Stato delle Sette Sorelle) ci ha raccontato che lì ogni
giorno quattro o cinque persone sono assassinate e due o tre spariscono nel
nulla per mano dei soldati governativi. A esacerbare il conflitto è stata
l’assegnazione di poteri speciali alle forze di sicurezza attraverso l’Armed Forces Special Power Act (Afspa),
una legge che è stata introdotta in tutti gli Stati del nord-est nel 1972. Si
tratta di una delle leggi più crudeli approvate dal governo indiano, perché
consente l’uso indiscriminato della forza e arresti senza mandato in qualunque
“disturbed area”, cioè le zone dove sono stati registrati disordini. Tra
coprifuoco, scioperi e proteste gli abitanti delle Sette Sorelle vivono in una
totale incertezza e senza alcun aiuto esterno: le organizzazioni umanitarie
straniere non hanno mai messo piede in queste zone…troppo rischioso.