01/09/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Nello Stato indiano del Tripura i ribelli si finanziano producendo film pornografici
  Soldati
Nello Stato indiano del Tripura, privo di legge e afflitto da decenni di guerra, i ribelli indipendentisti finanziano la loro lotta producendo film pornografici. Un ennesimo abuso in cui decine di persone, donne e uomini, sono catturate con la forza e costrette a partecipare alle messe in scena. Accade soprattutto nelle zone più isolate, disperse nella giungla, dove le ragazze continuano a essere stuprate dai guerriglieri prima e dopo il reclutamento forzato nel loro esercito. A denunciare le violenze questa volta sono ex ribelli del Fronte di liberazione nazionale del Tripura (Nlft), il principale movimento guerrigliero della regione, che si sono arresi alla polizia: “I capi ribelli non solo violentano le ragazze indigene che hanno reclutato, ma le usano anche – con alcuni uomini del gruppo – per fare film porno”. I dvd sono distribuiti in India, ma anche in Paesi vicini come il Bangladesh, la Thailandia e il Myanmar (ex Birmania).
 
IndigeniLe "Sette Sorelle". Il Tripura, una regione remota percorsa da fiumi e coperta da fitta vegetazione, è circondato su tre lati dal Bangladesh e fa parte delle cosiddette “Sette Sorelle”, ovvero sette Stati dell’estremo nord-est dell’India collegati al subcontinente da una sottile striscia di terra. Si tratta delle zone più isolate del gigante indiano, dove da diversi decenni si consumano alcuni conflitti contro l’esercito e i paramilitari governativi per l’indipendenza da Nuova Dheli. Ma non solo. Gli abitanti delle Sette Sorelle accusano il governo centrale di utilizzare le risorse minerarie locali senza provvedere all’economia di questi piccoli Stati. Qui, infatti, la popolazione vive in estrema povertà e i giovani sono spesso attratti da un “futuro migliore” nei movimenti guerriglieri. Un’illusione contraddetta da una dura realtà: addestramenti insostenibili e vita di stenti nella giungla. Così succede spesso che in un secondo tempo molti ribelli fuggano dal movimento o si consegnino all’esercito indiano. Negli ultimi anni le diserzioni dallo stesso Nlft sono state numerose e oggi il movimento è molto indebolito.
 
Il conflitto del Tripura. Nel Tripura la guerra ha anche una matrice etnica. I ribelli, di origine tribale, lottano affinché gli indigeni abbiano maggior peso politico e decisionale. E, in altri termini, per cacciare dallo Stato la popolazione di origine bengalese che si è insediata qui a partire dalla divisione tra India e Pakistan e dalla formazione del Pakistan orientale, divenuto successivamente Bangladesh. Ma nessuna ragione di guerra giustifica gli orrori compiuti dai ribelli: gli stupri, i rapimenti a scopo d’estorsione e gli attentati sono all’ordine del giorno e colpiscono gli stessi tribali delle campagne, ovvero le persone a cui il Nlft dice di voler dare l’indipendenza.
  Cartina
Gli abusi dell'esercito. L’esercito indiano, d’altra parte, si è macchiato di diversi crimini. Un’operatrice umanitaria del Manipur (un altro Stato delle Sette Sorelle) ci ha raccontato che lì ogni giorno quattro o cinque persone sono assassinate e due o tre spariscono nel nulla per mano dei soldati governativi. A esacerbare il conflitto è stata l’assegnazione di poteri speciali alle forze di sicurezza attraverso l’Armed Forces Special Power Act (Afspa), una legge che è stata introdotta in tutti gli Stati del nord-est nel 1972. Si tratta di una delle leggi più crudeli approvate dal governo indiano, perché consente l’uso indiscriminato della forza e arresti senza mandato in qualunque “disturbed area”, cioè le zone dove sono stati registrati disordini. Tra coprifuoco, scioperi e proteste gli abitanti delle Sette Sorelle vivono in una totale incertezza e senza alcun aiuto esterno: le organizzazioni umanitarie straniere non hanno mai messo piede in queste zone…troppo rischioso.
 

Francesca Lancini

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità