03/09/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Al Sarajevo Film Festival arriva Kukumi, lungometraggio del kosovaro Isa Qosja
Scritto per noi
  da Enza Roberta Petrillo 
 
il regista kosovaro Isa QosjaL'ultimo lavoro del regista kosovaro Isa Qosja, presentato al Sarajevo Film Festival terminato lo scorso 27 agosto, smentisce chi crede che in condizioni disagiate e senza finanziamenti ingenti non si possa dirigere e produrre un film.  Lontano dalla macchina da presa da diciassette anni Qosja, montenegrino di nascita e kosovaro d'adozione,  è  tornato alla ribalta con "Kukumi", un film che racconta la sua storia e quella di Hasan e Mara, tutti e tre usciti  da un centro psichiatrico e alle prese con il nuovo volto del Kosovo post-bellico. Le tensioni tra serbi e albanesi, la burocrazia delle Nazioni Unite, le truppe straniere stanziate nella provincia, sono lo scenario in cui si muovono frastornati i tre protagonisti, coscienti che soltanto essendo uniti tra loro riusciranno a far fronte a un mondo così radicalmente cambiato.
 
Una storia-metafora. In una trama lineare, le vicende dei tre si confondono con quelle  vissute dalla gente del Kosovo negli ultimi sei anni .  "Tutto il film è una metafora. La libertà c'è quando si è in grado di aiutare e capire l'altro" ha dichiarato Qosja durante la conferenza stampa seguita alla proiezione. Parole che lasciano  trasparire una condanna decisa dell'abbruttimento umano e civile portato dalla guerra. Dichiaratosi scosso dalla  "generale disumanizzazione degli ultimi anni" il regista ha infatti voluto mettere in scena  la propria interpretazione dei fatti. Un percorso difficile in cui a dare l'esempio sono proprio i tre ex internati, gli unici a comprendere la necessità e il significato dell'essere solidali in un contesto così tragicamente violato dalla storia.
Per niente semplicistiche, le storie di tutti i giorni vissute dai  protagonisti, nel Kosovo delle zone interdette e delle enclavi, portano anche ad interrogarsi su come si sia arrivati a un tracollo umano di questa portata.  Senza alcun vittimismo, Qosja racconta la storia di un paese e di un'umanità sottratta non solo dalla presenza delle forze internazionali, ma anche dalla mancanza di prospettive e di fiducia nel futuro.
 
Il sogno di un mondo diverso. Kukumi, testimonianza artistica e civile di un regista convinto che sognare un  mondo diverso non sia soltanto un diritto ma  anche un dovere, lascia intendere esattamente chi può ancora restituire la speranza a quelle terre. Messi al bando da una società civile che continua ad escluderli per la loro infermità mentale, proprio  i tre protagonisti  sono  gli unici in grado di comprendere quanto sia importante superare le divisioni per il bene comune.
Hasan, Mara e Kukumi, marginali solo all'apparenza, dell'interminabile dopoguerra del Kosovo sembrano infatti averne capito più di chiunque altro.  Loro, estranei alle tensioni  e agli odi che infiammano il paese, osservano lo scorrere degli eventi interpretandoli con tutta la purezza della loro condizione. Le mille contraddizioni del Kosovo  appaiono ai loro occhi come delle storture incomprensibili e impossibili da sopportare. Per questo, l'assassinio accidentale di Kukumi e il ritorno di Mara e Hasan nella casa di cura,  il solo luogo in cui ritrovare l'umanità perduta, segna solo in apparenza un epilogo amaro.
Per Isa Qosja la speranza per il Kosovo parte proprio da chi è ai margini.  
Categoria: Guerra, Pace, Popoli
Luogo: Bosnia Erzegovina