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In un nuovo capitolo della sua infinita storia di segreti, abusi e misteri, la
Colonia Dignidad è stata protagonista questo fine settimana di una vasta operazione
di polizia che ha portato al sequestro di tutti i suoi beni e all'affido degli
stessi ad un avvocato dello Stato cileno. L'enclave tedesca, fondata dall'ex caporale
nazista Paul Schaefer, in carcere da cinque mesi perché accusato di pedofilia,
collaborazionismo con la Dina (la polizia segreta di Pinochet) e frode fiscale,
è stata sottoposta venerdì a una perquisizione in grande stile, condotta con l'utilizzo
di 13 mezzi militari, tra cui blindati, un idrante mobile e un elicottero. Tutte
le imprese e le proprietà della colonia sono state poste sotto la tutela di un
curatore fallimentare, Herman Chadwick. La colonia - almeno sotto il profilo fiscale
- cesserà pertanto di essere un paradiso per i suoi 300 residenti, in maggioranza
di sangue tedesco, che per quasi 40 anni hanno beneficiato di specialissimi privilegi,
primo fra tutti l'esenzione dalle tasse.
Uno Stato nello Stato. In molti, a seguito anche delle testimonianze di chi riuscì a fuggire dall'enclave,
ritengono che Schaefer esercitasse forme di coercizione non solo psicologica per
obbligare i residenti a rimanere entro il recinto protetto da filo spinato, cani
e telecamere della Colonia, situata a 250 chilometri a sud di Santiago. "Colonia
Dignidad non sarà più uno Stato nello Stato" ha dichiarato il magistrato Clara
Szczaranski, presidente del Consiglio di Difesa dello Stato, organismo equivalente
della Corte dei Conti italiana. "L'operazione della polizia giudiziaria - ha detto
Szczaranski - libera i coloni residenti, i lavoratori, i semplici cittadini dal
sistema oppressivo al quale erano soggetti". Teatro di abusi su minori e probabilmente
rifugio per ex criminali di guerra nazisti, nonché centro di tortura durante la
dittatura (fu visitata nel '76 da Pinochet e dal capo della Dina, Manuel Contreras),
Colonia Dignidad sta cominciando, dopo oltre 40 anni, a rivelare i suoi segreti.
Ribattezzata in anni recenti 'Villa Baviera' per neutralizzare, nella memoria
dei cileni, l'associazione mentale che ne legava il nome ad un oscuro passato,
la colonia è infatti, dal momento dell'arresto in Argentina di Schaefer (dopo
più di 8 anni di latitanza), sottoposta di continuo a perquisizioni e controlli.
Con qualche colpo di scena.
Il ventre della balena. Nuove accuse sono state formalizzate nel marzo scorso a carico dell'ex militare
nazista per la scomparsa del fotografo Juan Maino, oppositore del regime desaparecido nel '76. Nello stesso mese venivano scoperti all'interno dei 15mila ettari della
proprietà numerosi mitra e fucili M-16 con mirino laser. Ad aprile sono stati
disseppelliti due motori di automobile, probabilmente appartenuti a oppositori
del regime catturati, arrestati, torturati e scomparsi nella Colonia. Infine,
a giugno, un'irruzione della polizia cilena ha portato alla luce un nuovo ingente
deposito di mitra, lanciamissili, proiettili, mine antiuomo. Come da un enorme
ventre di balena, tre tonnellate di armi risalenti a 30 anni fa sono emerse dal
sottosuolo un mese dopo. La stessa fertile terra che nel 1961 il governo cileno
aveva regalato a Schaefer, e che da allora aveva accolto, nutrito e protetto lui
e i suoi adepti, sta adesso ripudiando i propri ospiti, espellendo dal suo grembo
i frutti avvelenati che un passato criminale ha prodotto all'ombra di una feroce
dittatura.Luca Galassi