Lo Stato riduce la spesa per la sanità: migliaia di cinesi non possono farsi curare
Il sistema sanitario
cinese è mosso solo dal profitto ed è inaccessibile a gran parte della
popolazione. A lanciare l’allarme è la stessa stampa cinese che da circa un
mese sta pubblicando articoli sulla malasanità della Repubblica Popolare.
L’apertura su questo argomento prima tabù è stata resa possibile dalla
pubblicazione all’inizio di agosto di un rapporto del Ministero della Sanità e
dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Gao Qiang, ministro della
Sanità, ha ammesso: “Le istituzioni sanitarie sono eccessivamente
commercializzate e hanno usato tariffe esorbitanti esclusivamente per il
proprio mantenimento e per il proprio sviluppo”. Insomma lo Stato si è ritirato
e i più poveri ne hanno fatto le spese. In Cina infatti copre solo il 16 per
cento delle spese mediche totali, contro il 90 per cento della Svezia e il 45
per cento degli Stati Uniti dove tra l’altro si è scelta la totale privatizzazione
del sistema sanitario.
Alcune cifre. “Dagli studi più
recenti – spiega Henk Bekedam, direttore dell’ufficio di Pechino dell’Oms –
risulta che il 36 per cento della popolazione urbana e il 39 per cento di
quella rurale non prendono in considerazione la possibilità di farsi ricoverare
in ospedale neanche in caso di malattie gravi. In altre parole sono esclusi
dalla possibilità di avere assistenza medica”. Mentre il 70 per cento degli
abitanti delle campagne non è in grado di pagare un’assicurazione medica.
Bambini, i più vulnerabili. Le prime vittime di
questa drammatica situazione – si legge in un articolo apparso sul China Daily
- sono i bambini: nel 2003 secondo un’indagine sulle condizioni delle donne e
dei bambini in Cina la metà dei piccoli delle campagne che sono morti di
malattia non erano stati ricoverati in ospedale. Un quinto di loro non era
stato sottoposto ad alcun trattamento e il 28 per cento aveva ricevuto cure
sommarie in ambulatorio. L’inchiesta è stata svolta in 116 contee su un campione
di 12 milioni di persone e dove le famiglie sono così povere da non poter far
curare i figli. Molte delle morti, infatti, si potevano evitare: i piccoli sono
deceduti perché nati prematuri o sottopeso, perché sono soffocati durante il
parto o per polmonite.
Lo Stato assente. “Nel sistema
sanitario cinese devono essere investiti più soldi per assicurare che i bambini
ricevano cure efficaci”, ha dichiarato Zhang Xun, vice direttore del
Dipartimento per la salute delle mamme e dei bambini. Secondo Zhang lo Stato
non devolve abbastanza fondi per l’assistenza medica ai bimbi delle zone
rurali. Dello stesso parere è Bekedam che lavora a Pechino dal 2002: “Appena
arrivato in Cina ho capito che la spesa per la salute non era nelle priorità
del governo e mi sono prefisso l’obiettivo di modificare questa situazione”.
Secondo Bekedam, tuttavia, la recente campagna stampa sulla salute “da qualche
giorno sembra aver perso di intensità, segno che non tutto sta filando liscio.
Io, però, continuo a essere ottimista, è chiaro che il dibattito è ancora in
corso. Tra gli alti dirigenti ci sono quelli convinti che si debba ripristinare
l’intervento pubblico, mentre altri pensano che il mercato possa correggere
automaticamente le storture. E’ evidente a tutti che nella sua forma attuale il
sistema non funziona”.
“Inoltre – aggiunge
il responsabile dell’Oms – quello che viene speso viene speso male. Gli
incentivi sono tutti mirati sull’avanzamento tecnologico e sulle tecniche più
moderne: basti pensare che il 68 per cento degli investimenti pubblici nella
sanità vanno a ospedali specializzati. Le strutture ci sono, ma per la gran
parte della popolazione non sono accessibili. L’accento sulle tecnologie era
necessario in un primo momento, vent’anni fa. Ora che senso ha continuare a
tenere questo tipo di incentivi, quando siamo di fronte a una buona parte della
popolazione, forse la metà, che non è in grado di pagarsi le cure?”.
La piaga dell'Aids. Il vice ministro
della Salute, Jiang Zuojun, spiega che anche l’Hiv e l’Aids stanno minacciando
la salute dei bambini. La trasmissione materno-fetale è diventata la principale
via di diffusione del virus dell’immuno-deficienza. E per questo 170mila donne
incinte sono state sottoposte al test dell’Aids in una campagna pilota che si
spera avrà un seguito. Intanto l’impossibilità di curarsi provoca gesti
estremi. Un eroico poliziotto si è suicidato perché non poteva curarsi le
ferite infertegli da un malvivente e un malato terminale di cancro, che non
aveva soldi per le medicine, si è fatto esplodere su un autobus affollato
uccidendo un’altra persona e ferendo 30 passeggeri.