31/08/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Lo Stato riduce la spesa per la sanità: migliaia di cinesi non possono farsi curare
Il sistema sanitario cinese è mosso solo dal profitto ed è inaccessibile a gran parte della popolazione. A lanciare l’allarme è la stessa stampa cinese che da circa un mese sta pubblicando articoli sulla malasanità della Repubblica Popolare. L’apertura su questo argomento prima tabù è stata resa possibile dalla pubblicazione all’inizio di agosto di un rapporto del Ministero della Sanità e dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Gao Qiang, ministro della Sanità, ha ammesso: “Le istituzioni sanitarie sono eccessivamente commercializzate e hanno usato tariffe esorbitanti esclusivamente per il proprio mantenimento e per il proprio sviluppo”. Insomma lo Stato si è ritirato e i più poveri ne hanno fatto le spese. In Cina infatti copre solo il 16 per cento delle spese mediche totali, contro il 90 per cento della Svezia e il 45 per cento degli Stati Uniti dove tra l’altro si è scelta la totale privatizzazione del sistema sanitario.
 
Alcune cifre. “Dagli studi più recenti – spiega Henk Bekedam, direttore dell’ufficio di Pechino dell’Oms – risulta che il 36 per cento della popolazione urbana e il 39 per cento di quella rurale non prendono in considerazione la possibilità di farsi ricoverare in ospedale neanche in caso di malattie gravi. In altre parole sono esclusi dalla possibilità di avere assistenza medica”. Mentre il 70 per cento degli abitanti delle campagne non è in grado di pagare un’assicurazione medica.
 
Bambini, i più vulnerabili. Le prime vittime di questa drammatica situazione – si legge in un articolo apparso sul China Daily - sono i bambini: nel 2003 secondo un’indagine sulle condizioni delle donne e dei bambini in Cina la metà dei piccoli delle campagne che sono morti di malattia non erano stati ricoverati in ospedale. Un quinto di loro non era stato sottoposto ad alcun trattamento e il 28 per cento aveva ricevuto cure sommarie in ambulatorio. L’inchiesta è stata svolta in 116 contee su un campione di 12 milioni di persone e dove le famiglie sono così povere da non poter far curare i figli. Molte delle morti, infatti, si potevano evitare: i piccoli sono deceduti perché nati prematuri o sottopeso, perché sono soffocati durante il parto o per polmonite.
 
ContadinaLo Stato assente. “Nel sistema sanitario cinese devono essere investiti più soldi per assicurare che i bambini ricevano cure efficaci”, ha dichiarato Zhang Xun, vice direttore del Dipartimento per la salute delle mamme e dei bambini. Secondo Zhang lo Stato non devolve abbastanza fondi per l’assistenza medica ai bimbi delle zone rurali. Dello stesso parere è Bekedam che lavora a Pechino dal 2002: “Appena arrivato in Cina ho capito che la spesa per la salute non era nelle priorità del governo e mi sono prefisso l’obiettivo di modificare questa situazione”. Secondo Bekedam, tuttavia, la recente campagna stampa sulla salute “da qualche giorno sembra aver perso di intensità, segno che non tutto sta filando liscio. Io, però, continuo a essere ottimista, è chiaro che il dibattito è ancora in corso. Tra gli alti dirigenti ci sono quelli convinti che si debba ripristinare l’intervento pubblico, mentre altri pensano che il mercato possa correggere automaticamente le storture. E’ evidente a tutti che nella sua forma attuale il sistema non funziona”. 
“Inoltre – aggiunge il responsabile dell’Oms – quello che viene speso viene speso male. Gli incentivi sono tutti mirati sull’avanzamento tecnologico e sulle tecniche più moderne: basti pensare che il 68 per cento degli investimenti pubblici nella sanità vanno a ospedali specializzati. Le strutture ci sono, ma per la gran parte della popolazione non sono accessibili. L’accento sulle tecnologie era necessario in un primo momento, vent’anni fa. Ora che senso ha continuare a tenere questo tipo di incentivi, quando siamo di fronte a una buona parte della popolazione, forse la metà, che non è in grado di pagarsi le cure?”.
 
La piaga dell'Aids. Il vice ministro della Salute, Jiang Zuojun, spiega che anche l’Hiv e l’Aids stanno minacciando la salute dei bambini. La trasmissione materno-fetale è diventata la principale via di diffusione del virus dell’immuno-deficienza. E per questo 170mila donne incinte sono state sottoposte al test dell’Aids in una campagna pilota che si spera avrà un seguito. Intanto l’impossibilità di curarsi provoca gesti estremi. Un eroico poliziotto si è suicidato perché non poteva curarsi le ferite infertegli da un malvivente e un malato terminale di cancro, che non aveva soldi per le medicine, si è fatto esplodere su un autobus affollato uccidendo un’altra persona e ferendo 30 passeggeri.
 

Francesca Lancini

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