29/08/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Come un grande quotidiano nazionale ha taciuto un genocidio
Scritto per noi da
Alessandro Orrù
 
Il giornale di Via Solferino, fondato nel 1876, è tra i più importanti d'EuropaSe si vuole analizzare quello che fu l’atteggiamento del Corriere della Sera nei riguardi dei desaparecidos argentini è alla storia personale di Giangiacomo Foà, il corrispondente del giornale da Buenos Aires, che bisogna fare riferimento. Quando i militari presero il potere con la forza era da anni che gli occhi del prestigioso giornale erano, come quelli di tutti i media, puntati sul paese sudamericano e nell’anno che seguì il colpo di stato il quotidiano milanese fu senz’altro in prima linea nell’informare gli italiani di quanto stesse accadendo: si scrisse dell’esponenziale aumento della violenza nel paese e di tutti gli italiani arrestati, si raccontarono le azioni violente delle forze armate e ci furono testimonianze dei sopravvissuti ai primi casi di tortura. Niente venne taciuto. Quando però Giangiacomo Foà di fronte all’ennesima minaccia nell’estate del 1977 andò via dall’Argentina, l’unico corrispondente stabile di un giornale italiano lasciò il paese e fu qui che la storia del giornale di Via Solferino si intrecciò con quella della Loggia massonica Propaganda 2.
 
Licio Gelli, Gran Maestro della Loggia massonica P2La P2 in Via Solferino. Oltre che per l’Argentina quelli furono gli anni più bui  anche per il giornale milanese. A partire dalla seconda metà degli anni Settanta la P2 perseguì l’obbiettivo di infiltrazione e di controllo del gruppo Rizzoli. Questo rientrava in un piano per la “rinascita democratica” che avrebbe consentito di controllare l’opinione pubblica italiana al fine di ottenerne l’appoggio per i propri scopi. In quel periodo il gruppo editoriale presentava tutte le condizioni ottimali per la riuscita del piano: risultava proprietario di un quotidiano di grandi tradizioni, ma era anche appesantito da una difficile situazione finanziaria. Il controllo sul giornale milanese risultò essere pressoché totale soprattutto dopo che Franco Di Bella divenne direttore, “una nomina voluta espressamente da Licio Gelli”, avrebbe riferito anni dopo il rapporto della Commissione parlamentare che indagò sulla loggia. Fu Di Bella -confessò in un’intervista anni dopo Foà- che disse chiaro e tondo al corrispondente che l’Argentina per lui “non doveva più esistere”.
A causa dei suoi interessi nel paese sudamericano, dove da poco aveva acquistato una fetta importante del mercato editoriale con l’Editorial Abril, la P2 fece scomparire per anni dalle pagine del quotidiano tutto ciò che riguardava la repressione. Importanti notizie vennero taciute e lo si fece proprio negli anni in cui il “Processo di riorganizzazione nazionale” stava facendo il maggior numero di vittime. Furono scelte operate dall’alto e i giornalisti non sapevano il perché di tutto ciò, anzi numerose volte denunciarono il fatto che non si parlasse più del Sud America. Questa situazione proseguì per anni, fintanto che le trame della loggia non vennero alla luce in occasione dell’inchiesta Sindona e il direttore fu sostituito.
 
L'On. Tina Anselmi ha presieduto la Commissione d'inchiesta sulla P2Riaccesa la luce.  In quegli anni l’economia argentina era gravata da una delle più pesanti crisi economiche del ventesimo secolo e la guerra della Falkland diede il colpo di grazia al già vacillante governo del Generale Galtieri. Intanto con il cambio ai vertici della dirigenza del giornale cambiò anche la linea editoriale e Foà poté tornare a Buenos Aires a fare il suo lavoro. Fu a questo punto che il Corriere pubblicò la lista dei 297 italiani desaparecidos: questo isolò ancora di più l’Argentina e fu un’ulteriore stoccata per la “Junta” perché venne spazzato via ogni proposito di far continuare un regime in agonia. Cittadini di tutti i paesi d’Europa erano scomparsi e per la prima volta gli orrori della desapareción venivano sbattuti in prima pagina, toccando anche l’Italia, con i suoi cinquecento cittadini desaparecidos ufficialmente accertati.
Categoria: Politica, Storia, Media
Luogo: Italia