29/08/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Insurrezione armata contro le forze governative nella provincia centrale di Deykundi
DaykondiL’Afghanistan sta esplodendo. L’insurrezione armata dei talebani contro le forze d’occupazione statunitensi e governative, prima circoscritta alle province meridionali al confine con il Pakistan, sta dilagando a nord, nel cuore del Paese. E, fatto ancor più rilevante, sta trovando nuovi alleati tra le popolazioni che fino ad oggi, pur non amando Karzai, non avevano mai imbracciato i kalashnikov contro il suo potere.
E’ quanto sta accadendo con gli hazara sciiti della provincia centrale di Deykundi, che ieri si sono sollevati in armi contro l’esercito di Karzai prendendo il controllo, dopo violenti combattimenti, di due strategici passi di montagna. E si combatte ancora.
 
Mujaheddin hazaraTalebani hazara? La provincia di Deykundi non esisteva fino al marzo dell’anno scorso, quando i distretti settentrionali della vasta provincia di Uruzgan, quelli abitati dagli hazara sciiti, si sono costituiti in provincia autonoma staccandosi dai distretti dell’Uruzgan meridionale, abitati dai pashtun. Alle elezioni presidenziali dello scorso ottobre la popolazione di Deykundi aveva mostrato chiaramente di non gradire Karzai attribuendo al candidato hazara, Haji Mohammad Mohaqiq, l’84 per cento dei voti. Ma mai fino ad oggi si era ribellata in armi contro la sua autorità.
Cosa che invece è accaduta ieri dopo che Karzai ha annunciato di voler nominare come governatore di Deykundi un suo uomo.
Secondo quanto riportato da fonti locali di PeaceReporter, le milizie hazara hanno attaccato l’esercito governativo ingaggiando feroci combattimenti che continuano ancora oggi. Per ora non si hanno notizie riguardanti il numero di vittime. Si sa solo che due importanti passi stradali della zona sono stati conquistati dagli hazara.
 
Soldato Usa in AfghanistanL’insurrezione dilaga. “Non è dato sapere se questa insurrezione sia in qualche modo legata alla resistenza talebana”, afferma la fonte di PeaceReporter. “Quel che è certo è che la lotta armata dei talebani pashtun sta riscuotendo crescenti simpatie tra le altre popolazioni afgane. Nelle regioni tagike i mujaheddin che hanno combattuto per anni i talebani ora li chiamano ‘fratelli’ uniti dalla comune avversione agli ‘stranieri’. E probabile che anche i mujaheddin hazara abbiano lasciato da parte le vecchie inimicizie per fare fronte contro il nuovo nemico comune: occupanti americani e governo Karzai. Cambiamenti di fronte e di alleanze non rappresentano certo una novità nella travagliata storia dell’Afghanistan. Che vi sia o meno un legame tra la resistenza pashtun e l’insurrezione hazara, è evidente che il malcontento degli afgani sta dilagando in tutto il Paese”.
 
B-52Tornano i B-52. Se si legge la ribellione di Deykundi come espressione della più vasta resistenza armata anti-americana, essa rappresenta un importante avanzamento del fronte insurrezionale, ormai giunto nel cuore dell’Afghanistan. Per tre anni, fino a questo inverno, i talebani hanno compiuto solo brevi incursioni dal Pakistan nelle province afgane lungo il confine. Quest’anno invece, con l’arrivo della bella stagione, sono entrati stabilmente nel sud del Paese prendendo il controllo di molti distretti. Le forze Usa hanno reagito scatenando, dalla fine di giugno, massicce offensive e bombardamenti nelle province al confine con il Pakistan. Oltre a provocare centinaia di morti (molti anche tra i civili), questi attacchi hanno spinto i talebani a rifugiarsi più a nord, sulle montagne dell’Afghanistan centrale, nelle province di Zabul e Uruzgan. Inseguiti dalle forze Usa che negli ultimi giorni sono tornate ad usare addirittura i bombardieri giganti B-52, facendo tremare la terra. E facendo anche traballare la fragile tregua che per tre anni e mezzo ha evitato che gli afgani si ribellassero ai loro nuovi padroni.
 

Enrico Piovesana

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