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Tutto merito di Cindy Sheehan? Chissà. Ma è un fatto che l’iniziativa della 48enne
madre di un soldato caduto in Iraq, che dal 6 agosto è accampata davanti al ranch
del presidente Bush a Crawford, ha galvanizzato il movimento pacifista americano.
Che è sempre attivo, ma non ha la stessa presa sulla popolazione rispetto a quello
europeo. E soprattutto non riesce a sfondare nei grandi media. Fino ad ora era
così: tra i segnali che forse siamo a un punto di svolta, c’è anche la massiccia
copertura raggiunta dalle varie manifestazioni contro la guerra in Iraq che spuntano
qua e là negli States. Come l’ultima, quella di ieri nel repubblicanissimo Utah:
circa duemila persone a contestare Bush, in arrivo a Salt Lake City per parlare
alla convention annuale dei Veterans of Foreign Wars.
L’appello del sindaco. “Questa amministrazione è stata disastrosa per il Paese – aveva detto venerdì
–. Se la gente si organizzasse per far sentire la sua voce in modo efficace dallo
Stato più repubblicano della nazione, ciò attirerebbe molta attenzione. Non lasciate
venire Bush nello Utah senza fargli vedere che esiste un’opposizione!”. Così è
stato. Ha poi continuato ieri davanti ai manifestanti che avevano raccolto il
suo appello: “Per essere qui oggi, siete dei veri patrioti”. E anche se Anderson
è una specie di mosca bianca nello Utah (formalmente non è affiliato a nessun
partito, ma è un democratico molto liberal), il significato della sua “chiamata alle armi” non cambia: fino a qualche mese
fa, probabilmente, nessuna carica istituzionale avrebbe osato criticare così apertamente
la politica di Bush in Iraq. Anderson lo ha fatto intervenendo anche alla convention
dei veterani: “Il nostro Paese è entrato in guerra grazie a delle bugie”. I “buu”
ricevuti dai partecipanti al meeting non lo ha scoraggiato.
L’ombra del Vietnam. Ora, segnali del genere vengono da tutti gli States. La settimana scorsa, veglie
in onore di Cindy Sheehan sono state organizzate in centinaia di città. Joan Baez,
la cantautrice famosa negli anni Sessanta per le sue prese di posizione contro
la guerra in Vietnam e a favore dei diritti civili per i neri, ha cantato all’accampamento
di Cindy Sheehan. L’attrice Jane Fonda, anche lei impegnata nel campo pacifista
ai tempi del Vietnam, ha annunciato che nella prossima primavera girerà gli States
in autobus assieme alle famiglie di altri soldati, per chiedere il ritiro delle
truppe dall’Iraq. Tutto questo mentre l’apprezzamento dell’operato del presidente
scende sempre di più nei sondaggi (siamo al 44 per cento), e gli stessi risultati
vengono fuori quando nei questionari viene chiesto alla gente se è soddisfatta
di come è stata gestita la guerra in Iraq. Cindy Sheehan, nel frattempo, è al
capezzale della madre malata. Ma all’accampamento di Crawford sono rimaste centinaia
di persone che hanno sposato la sua causa. L’embrione di un movimento che cammina
con le sue gambe? Questo lo dirà la storia. Di sicuro, anche solo un anno fa difficilmente
sarebbe successo.Alessandro Ursic