08/10/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Ucciso il sindacalista contadino colombiano che partecipò al Social Forum Europeo
“Hanno ucciso Pepe. Lo hanno torturato e ammazzato. E’ una tragedia, l’ennesimo attacco contro il nostro popolo”. Un altro nome si è aggiunto ieri alla lunga lista dei morti nella sanguinosa guerra civile che da quaranta anni travolge la Colombia. Pedro Jaime Mosquera Cosme, detto Pepe, dirigente sindacale dell'Asociacion Campesinas de Arauca Nuova Colombia, è stato trovato senza vita in Venezuela, in una zona di confine. Lì il sindacalista si era dovuto rifugiare da un po’ di tempo in seguito ad “un montaggio giudiziario, orchestrato dagli organi di polizia (Das) di Arauca, che lo accusavano di reato di ribellione”. 
 
“Ignoriamo le circostanze di questo assassinio – spiegano dall’Associazione contadina di Pepe – ma chiediamo alla comunità nazionali e internazionali di pronunciarsi affinché questo crimine non resti impunito. E’ una dimostrazione di quanto l’intolleranza e la persecuzione verso le organizzazioni sindacali siano gravi qui in Colombia. Era un personaggio scomodo, una voce da mettere a tacere”.
C’è cordoglio, sgomento, rabbia tra i campesinos della regione. Pedro Jaime era un amico, un capo carismatico, un uomo deciso a non arrendersi e innamorato della propria terra, del proprio Paese. E alla rinascita di una Colombia libera e in pace si era dedicato anima e corpo. “Abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo nel 2002 – raccontano dall’associazione nazionale Nuova Colombia - in occasione di un suo tour in Europa che l’aveva portato, nell’ambito della campagna Un’altra Colombia è possibile, in molti paesi e città quale degno rappresentante della martoriata popolazione rurale di Arauca. Grazie a lui, in migliaia hanno potuto conoscere la lotta dei contadini per la pace e la giustizia sociale, le mobilitazioni popolari, la moltiplicazione del movimento cooperativo, i progetti sostenibili nelle campagne, la battaglia per la riforma agraria e contro le nefaste fumigazioni del Plan Colombia, le iniziative incessanti contro il terrorismo di Stato e per la difesa dei diritti umani. Siamo immensamente addolorati e arrabbiati”.
 
Pepe, era stato anche in Italia.
“Molti lo ricorderanno mentre raccontava le sue esperienze personali e collettive, di lotta e di ricerca di un’alternativa, ai ragazzi e alle ragazze del liceo scientifico di Bussoleno, nella Val Susa, in Piemonte - continuano a spiegare dall’associazione italiana – o mentre dialogava col movimento sindacale a Torino, in Emilia, ad Ascoli Piceno, a Vercelli, a Roma. Ed erano più di cinquemila coloro che lo hanno ascoltato nel capannone strapieno della Fortezza Dabbasso di Firenze, durante l’assemblea sull’America Latina del Forum Sociale Europeo del 2002. Là dentro si sentiva la sua voce vibrare altisonante, mentre denunciava la persecuzione scientifica e sistematica, ai danni dei colombiani, da parte dei governi di turno e dell’imperialismo. Ecco. Lo hanno ucciso. Dopo aver arrestato molti dei dirigenti dell’Aca, fra cui persino la presidente Luz Perly Cordoba con accuse pretestuose e dopo aver fisicamente eliminato migliaia di colombiani, adesso i paramilitari si sono portati via anche Pepe. E’ gravissimo. Ma non ci arrenderemo”.
 
Quindi un appello.
“Chiediamo a tutti i comitati, le associazioni, le forze sindacali, i centri sociali, le ong, le organizzazioni, il movimento contro la guerra, e tutti coloro che lo hanno conosciuto, di mandare messaggi di solidarietà all’Associazione contadina di Arauca o di inviarli alla nostra associazione. Li tradurremo e li faremo arrivare ai suoi amici, a sua moglie e ai suoi figli. Speriamo, così, che il suo sacrificio non sia vano, bensì dia la forza per costruire la paese e un paese migliore per tutti”.

 
 Stella Spinelli
  
Categoria: Diritti, Guerra, Tortura
Luogo: Colombia