24/08/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il lato oscuro dello sviluppo cinese. Chi non produce ricchezza è fuori
Scritto per noi da
Alessandro Orrù 
 
Pochi giorni fa Pechino ha emesso un’ordinanza che vieta ai militari di firmare petizioni o prendere parte a dimostrazioni pubbliche minacciando di penalizzare o espellere dal Partito i soldati che disubbidiscono. Il documento recita testualmente: “Coloro che nell’esercito si oppongono all'autorità assoluta del Partito Comunista e che prendono parte ad attività che mettono a repentaglio la sicurezza dello Stato o dell’esercito verranno espulsi”. Appare chiaro il tentativo di aumentare la disciplina all’interno dell’Esercito di Liberazione Popolare.
 
L'Esercito di Liberazione Popolare L’armata dei Nonni. La notizia sta però nel fatto che il provvedimento è stato preso per contrastare le numerose manifestazioni dei veterani scontenti; innocui vecchietti che fino ad ora hanno inscenato numerose proteste contro le pensioni che ritengono inadeguate. Il primo d’agosto, giorno dell'anniversario di fondazione dell’esercito, numerosi pensionati sono stati infatti trascinati via dalla polizia dopo ore di protesta davanti agli uffici del Dipartimento politico dell’Esercito di liberazione del popolo. Testimoni oculari hanno riferito che alla manifestazione hanno partecipato migliaia di persone. Davanti a quello stesso ufficio (che si occupa della gestione del personale bellico, della propaganda e dei corpi distaccati di danza, ballo e sport), nell' aprile di quest’ anno più di 1500 fra vecchi soldati ed ufficiali provenienti da 20 province diverse erano rimasti in silenzio per trentasei ore chiedendo un miglior trattamento da parte dello Stato. Anche allora la pubblica sicurezza ed alcuni ufficiali dell’esercito (quelli in servizio) hanno preso di peso i nonni vestiti delle loro vecchie uniformi e li hanno caricati su autobus affittati rispedendoli nelle loro città d’origine. Tra i leader della protesta c’era Gan Guozhong che da più di dieci anni continuava a spedire lettere ai quadri del partito per far presente la sua situazione, aveva bisogno di cure mediche in seguito alle ferite riportate nella guerra di Corea ma nessuno gli aveva mai risposto: ha passato gli ultimi mesi della sua vita in un letto perché non poteva permettersi le cure ospedaliere, il governo ha finanziato solo 60 mila Yuan (circa 6000 euro) di spese mediche negli ultimi 10 anni. E’ morto il mese scorso ma la sua famiglia continua a pagare i debiti.
 
La frenetica Pechino La Cina di oggi. In un commento pubblicato da un quotidiano di governo in seguito all’ordinanza si è letto: “La nota della Commissione evidenzia e rafforza la disciplina politica e sottolinea le restrizioni e le punizioni previste per le frequenti violazioni della condotta militare”. “Specialmente ora -continuava l’articolo- che le ostili forza occidentali stanno accelerando le loro strategie mirate ad occidentalizzarci e che vi è un vigoroso aumento di ogni sorta di pessime influenze sociali, è divenuto molto importante rafforzare con vigore la disciplina dell’esercito e punire con durezza le violazioni”. Intanto i dati ufficiali dicono che in Cina il numero delle manifestazioni di protesta è cresciuto dalle 10 mila del 1994 ad oltre 74 mila nel 2004 ed hanno coinvolto un totale di 3,67 milioni di persone. Secondo un analisi pubblicata ieri da un altro quotidiano, il “China Daily”, un gruppo di esperti guidato dal ministro del lavoro Su Hainan, dopo aver condotto un' inchiesta, ha concluso che nei prossimi cinque anni le crescenti disuguaglianze potrebbero “far esplodere l’instabilità sociale”. La forbice tra reddito urbano e reddito agricolo continua ad allargarsi e l’inflazione erode il potere d’acquisto delle pensioni, che in Cina spettano solo agli ex dipendenti statali. L’aumento del malcontento popolare e delle manifestazioni pubbliche ha convinto il governo a formare speciali unità di polizia “anti-sommosse” in 36 città chiave del paese. Per adesso l’unica città che ha presentato la nuova unità – composta da 500 uomini – è stata Zhengzhou, nella provincia centrale dell’Henan anche se molti fonti indicano come certa l’istituzione di queste unità anche a Shanghai e Pechino.


Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Cina
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