19/08/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Cinque giorni di sciopero generale e in Ecuador è stato di emergenza
Sciopero in Ecuador Il presidente del paese sudamericano, Alfredo Palacio, a cinque giorni dalle proteste popolari scoppiate nelle province amazzoniche di Orellana e Sucumbíos che hanno provocato il crollo della produzione di petrolio, ha scelto la linea dura.
 
E' stato di emergenza. Con un decreto urgente ha messo “la zona in sicurezza”, dispiegando l’esercito e imponendo misure di estremo rigore: “censura preventiva dei mezzi di comunicazione sociale attivi nell’area”, sospensione del diritto di opinione e di espressione, dell’inviolabilità del domicilio e della corrispondenza, divieto di transitare liberamente, di associarsi e di riunirsi a fini politici. I soldati e i poliziotti dovranno in ogni modo ristabilire l’ordine e frenare i gruppi interessati a creare il caos.
 
Sciperanti Richieste legittime. Pugno di ferro, dunque, ma lo sciopero non rientra. La maggioranza della popolazione dell’area amazzonica continua a manifestare, appoggiata dalle autorità locali e regionali. Da lunedì sono scesi in piazza per reclamare le opere viarie, le infrastrutture e i posti di lavoro promessi dal governo centrale. Per farsi ascoltare hanno deciso di bloccare strade, aeroporti e di occupare le installazioni della Petroecuador, paralizzandone la produzione.
 
Petrolio in stallo. “Da 201.000 barili siamo scesi a 29.400”, ha spiegato un portavoce dell’impresa. “Se la situazione rimane così critica – ha aggiunto il ministro dell’energia, Iván Rodríguez – domani avremo solamente 20000 barili, esattamente il dieci per cento della nostra produzione abituale”. Palacio non ci sta, fa vedere i muscoli e per giustificarsi si appella "agli sforzi perpetrati finora dal governo per risolvere il conflitto sociale mediante il dialogo".
 
ScioperantiPassato turbolento. L'Equador ha appena digerito il tentato golpe di Gutierrez e il conseguente cambio di timoniere.  E ha appena perso il proprio ministro dell’Economia, che stava cercando di investire nel sociale il denaro proveniente dalla vendita di petrolio e invece destinato da sempre a saldare il debito estero.
Una scelta che è costata l’appoggio della Banca Mondiale, che alla richiesta di un ulteriore credito da parte dell’Ecuador ha risposto un netto no, dicendosi preoccupata per la destinazione di quei soldi. Nessuna libertà di manovra, quindi.
 
Verso l'eldorado Nord. Gli ecuadoriani sono costretti ogni giorno a lottare contro la fame, la disoccupazione, la povertà, le malattie. Tanto che sono in netto aumento coloro che decidono di espatriare, rischiando persino la vita, pur di raggiungere l’eldorado nord. Si calcola che solo negli Stati Uniti gli ecuadoriani siano almeno un milione e 200mila, di cui circa il cinquanta per cento senza documenti. E se si calcola che in Ecuador ci vivono circa 12 milioni di persone, la situazione appare in tutta la sua gravità. Dalla crisi finanziaria del 1999, quando fallirono una serie di istituti di credito, l’emigrazione è in continuo aumento e gli ultimi fatti certo non la placano. Principali destinazioni Spagna, Italia e appunto Stati Uniti.
 
muro che separa il Messico dagli Stati UnitiStoria di ordinaria disperazione. Ed era proprio nello stato a stelle e strisce che erano diretti i 120 emigranti salpati su un peschereccio da cinque persone, naufragato martedì. A individuarli, la marina colombiana. Il naufragio è infatti avvenuto nelle acque fra la costa ecuadoriana di Esmeraldas e quella colombiana di Nariño. Gli unici superstiti sono due donne e sette uomini. Il resto della stipata ciurma è disperso.
L’ennesimo disperato viaggio verso la speranza a bordo dei cosiddetti “coyote”. La traversata, che costa dagli 8 ai 10mila dollari, ha come destinazione i paesi centroamericani, da dove il viaggio prosegue poi a piedi verso il Messico. Un’odissea infinita, che può durare giorni e giorni, quando non finisce in tragedia, magari in un bagno di sangue durante la pericolosa ‘scalata’ del ben sorvegliato muro che chiude fuori dagli Usa.

Stella Spinelli

Articoli correlati: La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità