Questo è il discorso che Cindy Sheehan ha tenuto alla riunione dei Veterans For
Peace a Dallas, qualche giorno prima di accamparsi a Crawford nel tentativo di
incontrare il presidente Bush.
Lo scorso anno, quando voi ragazzi eravate alla vostra Convention a Boston, mio
figlio era morto solo da pochi mesi, e noi fummo davvero onorati perché la sala
capitolare di Santa Barbara (il circolo) prese la poesia di mia figlia “A Nation
Rocked to Sleep” (tr.: “Una nazione cullata per dormire”). Ricordo che Micheal
Cervantes ci portò l’opuscolo a casa e ce lo mostrò, e mai avrei immaginato che
dopo un anno mi sarei ritrovata qui davanti a voi in veste di oratrice al vostro
raduno, non avrei mai immaginato di poter fare tutto ciò, ma non è bizzarro a
volte ciò che la vita ci riserva…?
Non avevo mai sentito parlare dei Veterani finora; posso dirvi il giorno esatto
in cui ho sentito parlare del VFP (Veterans For Peace): era il 4 maggio 2004,
e mio figlio era morto esattamente un anno prima. Stavo guardando la CNN e in
quel momento cominciava qualcosa, era un servizio su Arlington West a Santa Barbara.
Noi viviamo a circa 6 ore a nord di Santa Barbara. Era il 4 maggio prima della
Festa della Mamma, che cadeva l’8, e stavano organizzando il VFP per la domenica
seguente (si svolge ogni domenica). Così chiamai mio marito e gli dissi: «C’è
solo un luogo dove voglio essere quest’anno per la Festa della Mamma: voglio andare
a Santa Barbara e visitare Arlington West».
Quando andammo, la prima volta che ci andammo, c’erano poco più di 700 croci;
ora ce ne sono più di 1.800.
E sono felice di udire le parole di tutti gli altri, perché qualcuno deve fermare
quei bugiardi bastardi. Qualcuno li deve fermare.
Ho ricevuto una e-mail ieri… In caso, gente, non ne aveste sentito parlare, mi
avevano appena pubblicato una storia che parla di - - si intitola “Dove vivo?”,
che parla di un Iraniano-Americano che si è fatto fregare perché era piaciuto
ad un reclutatore, e questo reclutatore aveva falsificato le sue scartoffie, così
si ritrovò in prigione.
È in prigione da novembre senza un regolare processo.
A un’altra madre il cui figlio fu trovato morto in Iraq, dissero che era morto
per un overdose di droga. Tre mesi più tardi, ebbero il referto tossicologico:
niente droga. Era distrutta dal dolore, diceva: «Conosco mio figlio, non si drogava».
Le dissero che sia sua moglie che i suoi commilitoni avrebbero detto nel rapporto
che sì, suo figlio faceva uso di droghe in Iraq. Ma quando lei ebbe quel referto,
si diceva categoricamente che no, suo figlio non si drogava. Perciò, come è morto
suo figlio?
E poi c’è la storia di Kevin e Monica Benderman. Kevin ha fatto esattamente quello
che doveva fare e si è beccato 15 mesi di prigione. Mentre, come ha detto Dahr,
i criminali di guerra di Washington D.C. non hanno perso nemmeno una notte di
sonno.
Poi abbiamo questo bugiardo bastardo, George Bush, che si prende una vacanza
di 5 settimane in tempo di guerra. Sapete una cosa? Io non potrò più godermi un’altra
vacanza per colpa sua.
Le mie vacanze, chissà - - è veramente un peccato, perché ho un vestito davvero
carino che avevo intenzione di indossare al banchetto di domani sera, ma preferisco
trascorrerle in galera o in una tenda a Crawford ad aspettare, finché quel maiale
non si mostrerà e non mi dirà perché mio figlio è morto.
Dunque dicevamo: ho ricevuto un’e-mail, che non ho saputo rintracciare. È un
uomo quello che mi ha scritto ieri – mi contattano ogni genere di persone con
le loro storie – e mi dice, “Cindy, leggo tutto quello che scrivi, lo leggo su
LewRockwell.com”, dice, “ho sempre gli occhi pieni di lacrime, ma oggi ho pianto
davvero e ho gridato, perché il mio adorato cugino di diciannove anni è stato
ucciso in Iraq”.
Dice ancora, “Cindy, perché non l’ho salvato? Perché non l’ho steso, perché non
l’ho portato in Canada?”, e gli ho risposto dicendogli: “Sai una cosa? Ce lo chiediamo
tutti”.
Dissi a mio figlio di non andare. Gli dissi, “ Lo sai che è sbagliato, sai che
là andrai oltre, che la tua unità potrebbe dover uccidere persone innocenti. Sai
che potresti morire”. E lui mi rispose, “I miei compagni andranno; io devo andare”.
Disse ancora, “Se non vado, qualcun altro dovrà fare il mio lavoro e allora i
miei compagni saranno in pericolo”.
Perciò quello che veramente mi fa rabbia sono questi “falchi da pollaio”, che
hanno mandato i nostri figli a morire senza aver mai servito essi stessi in guerra.
Non sanno di cosa si tratta, che cosa vuol dire.
Trenta dei nostri più valorosi ragazzi sono già morti questo mese, e siamo soltanto
al 5 agosto. E la tragedia dei marines in Ohio è terribile.
Ma vi ricordate gente a marzo, quando stavamo “festeggiando” il nostro secondo
anniversario dell’invasione in Iraq, che fu reso inutile dalle notizie su Terry
Schiavo, tutto ciò di cui si parlava nei tg, e non sui 5.000 che eravamo a Fayetteville
– Wolf Blitzer disse che era una notizia insignificante – però mandarono in onda
Terry Schiavo. Io allora scrissi qualcosa che poi intitolai “Quei Fantastici Ipocriti”,
dove chiedevo perché lei meritava di vivere più di mio figlio e del popolo iracheno,
e più di tutti gli altri che questa guerra ha ucciso.
Ma credete davvero che Gorge Bush interromperà le sue vacanze per andare a far
visita alle famiglie di quei venti marines che sono morti in Ohio questa settimana?
No, perché se ne frega, perché non ha cuore. Non è abbastanza per distoglierlo
dai suoi giochini da cowboy a Crawford per cinque settimane.
Così, come potete immaginare, quei genitori addolorati che hanno perduto - -
già, perduto, non mi piace usare quella parola, i cui figli sono stati assassinati,
è estremamente difficile; non riesci nemmeno a vedere cicatrizzare un pò le tue
ferite, perché si squarciano ogni giorno. Ogni giorno, non so perché lo faccio,
perché so già che la guerra è brutta, perché già so che la guerra è dura. Tuttavia,
apro il sito dei DOD per vedere chi è diventato angelo mentre dormivo.
A quel punto il mio cuore si squarcia, perché so che c’è un’altra madre che vedrà
la sua vita distrutta quel giorno. Non possiamo nemmeno iniziare a curare la ferita.
Tuttavia quello sputa-merda guerrafondaio di Gorge Bush parlando dopo la tragedia
dei marines in Ohio, ha detto un paio di cose che mi hanno indignato. Seriamente
indignato.
So di non apparire indignata, sono sempre calma e tutto, questo perché se cominciassi
a colpire qualcosa, non mi fermerei finché non l’avrei distrutta. Quindi non comincio
nemmeno, perché so quanto sarebbe pericoloso; ma George Bush stava parlando, e
non ha mai menzionato il terribile incidente occorso a quei marines. Però ha certamente
detto, che le famiglie di quelli che sono stati uccisi possono star certe che
i loro amati filglioli sono morti per una nobile causa.
E ha anche detto, e questo lo dice spesso, cosa che mi manda in bestia, ha detto
che dobbiamo restare in Iraq e portare a termine la missione, per onorare i sacrifici
di coloro che sono caduti.
E io mi domando: perché dovrei volere che un’altra madre ancora debba passare
quello che ho passato io, solo perché mio figlio è morto. Sapete una cosa: l’unico
modo con cui Bush può onorare il sacrificio di mio figlio è riportare il resto
delle truppe a casa. Far sì che la morte di mio figlio valga per la pace e l’amore,
e non già per la guerra e l’odio.
Non voglio che egli usi la morte di mio figlio o il sacrificio della mia famiglia
per continuare ad uccidere. Non voglio che sfrutti l’onore di mio figlio e quello
di altri per continuare ad uccidere. Hanno mandato queste onorabili persone a
morire, mentre loro stessi sono così privi di onore.
Così, come molti di voi hanno sentito, non avevo intenzione di creare guai alla
Convenzione, come ho detto stavo per scrivere una e-mail a tutti (stavo così male),
quando ho avuto questa folgorante idea: andrò a Dallas, non so dov’è Crawford.
Sono stata in Texas, Casey era di guarnigione a Fort Hood. Ho guidato di filato
dalla California settentrionale a Fort Hood, ci sono volute circa 30 ore. E pensavo,
“Potrei guidare per giorni e giorni per arrivare da Dallas a Crawford!”
Ma non importa, andrò comunque. Dirò loro, “Fate uscire quel pazzo maniaco, perché
una rappresentante delle Gold Star Mothers, una con le mani sporche di sangue,
ha da chiedergli qualcosa”.
E dirò ancora, «Ok, ascolta bene Gorge. Tu te ne vai, e io esigo che, ogni volta
che uscirai per dire che continueremo a uccidere in Iraq per onorare gli eroi
caduti, tu dica: tranne Casey Sheehan».
«E dirai inoltre: “tranne tutti gli appartenenti alle Gold Star Families for
Peace”, perché crediamo che non una sola goccia di sangue debba essere sparsa
in nome nostro. Te ne andrai facendo quest’ultima cosa. Io non ti autorizzo, altrimenti
»
Poi dirò, « E adesso mi dici, per quale benedetta nobile causa mio figlio è morto».
E se solo esordirà col dire “libertà e democrazia”, io gli risponderò: stronzate.
Devi dirmi la verità. Devi dirmi che mio figlio è morto per il petrolio. Devi
dirmi che mio figlio è morto per arricchire i tuoi amici. Devi dirmi che mio figlio
è morto per diffondere il cancro della Pax Americana, l’imperialismo in Medio-Oriente.
Devi dirmi che.. non devi dirmi che mio figlio è morto per la Libertà e la Democrazia.
Perché, non siamo più liberi. Ci state portando via le nostre libertà. Il popolo
iracheno non è più libero, stanno molto peggio di prima che vi intrometteste nel
loro paese.
Portate l’America via dall’Iraq. Portate Israele via dalla Palestina.
Dunque, cosa succederà ora? Ho iniziato questa avventura pensando che saremmo
state solo io e mia sorella a guidare fino a Crawford, ma in un certo qual modo
la cosa è dilagata e gente proveniente addirittura da Dayton, in Ohio, viene a
darci una mano, a sostenerci, perché io viaggio per tutto il paese, parlo, scrivo,
ho un ritorno dalle cose che scrivo, e in appena poco più di un anno dacché faccio
quello che faccio, ho constatato un’ importante inversione di tendenza in questo
paese.
La gente non vuole soltanto sentire, vuole sapere – cosa possiamo fare?
Che possiamo fare per estrometterlo dal potere? Dirò io la “parola”. Denunciare.
Così come dovremmo denunciare tutti quelli che hanno mentito all’opinione pubblica
Americana, cioè il braccio esecutivo, e tutti quelli seduti al Congresso; ma dobbiamo
andare fino in fondo, fino ad arrivare alla persona che raccoglie la cacca di
cane a Washington, perché non possiamo lasciare che qualcuno, giunto in cima,
perdoni questi criminali di guerra. Perché questi meritano la prigione per ciò
che hanno fatto al mondo. Non possiamo perdonarli. Meritano di pagare per quello
che hanno fatto.
Perciò, andrò a Crawford domani, e dirò che voglio parlargli, e se mi diranno
che non mi riceverà, allora pianterò la mia tenda là finché non verrà a parlare
con me.
Tanto ho tutto agosto a disposizione, proprio come lui. È proprio come se fosse
tutto calcolato: era previsto che andassi in Inghilterra domani a svolgere delle
faccende a Downing Street, ma quelli della Continental hanno cancellato il volo,
così mi sono detta, “Hey, ho un sacco di tempo libero a disposizione, mi sa che
resterò qua finché non esce fuori a parlarmi”. E semmai lasciasse le sue vacanze
per tornarsene a Washington, raccoglierò la mia tenda e andrò a Washington anch’io;
la pianterò sul prato della Casa Bianca, e aspetterò fino al 24 settembre, quando
voi signori vi riunirete là.
Un’altra cosa che farò è - - mio figlio è stato ucciso nel 2004, quindi ho deciso
di non pagare le tasse del 2004. Se riceverò una lettera dall’ agenzia delle tasse,
dirò, “Sapete una cosa: questa guerra è illegale; questo è il motivo perché questa
guerra è illegale. Questa guerra è immorale; questo è il motivo perché questa
guerra è immorale. Avete ucciso mio figlio per questo. Non vi devo niente. E se
vivrò tanto da dovervi un milione di dollari, lo stesso non vi dovrei niente,
nemmeno un centesimo.
E vorrei che venissero ad arrestarmi, perché a differenza di ciò che state facendo
con la vostra resistenza alla guerra, io voglio portarla in tribunale questa fottuta
guerra. E là dirò, “ Voi mi ridate mio figlio, e io pagherò le vostre tasse”.
Io vivo a Vacaville, venite a prendermi se riuscite a trovarmi e processatemi,
perché come Camilo (Mejia), Camilo sapeva cosa era giusto. E andò in prigione
per quello. Anche Henry David Thoreau andò in prigione, perché rifiutò di pagare
la tassa pro-capite; e Emerson (li chiamerò HT e RW), e RW andò a trovare HT e
gli chiese: “ Che fai qui, amico?”, e HT rispose: “ Perché non ci sei anche tu
qui? Questo è l’unico posto per una persona virtuosa in un mondo immorale”.
Sta a noi, la gente, infrangere leggi immorali e resistere. Nel momento in cui
i capi politici di un paese vi mentono, questi smettono di avere autorità su di
voi. Questi pazzi maniaci non hanno autorità su di noi. Mentre sarebbero capaci
di chiudere in prigione i nostri corpi, non possono fare altrettanto con le nostre
anime. So che Camilo ne uscì fortificato, è uno dei miei eroi, c’è una lunga fila
di eroi davanti a me qui.
Tutti stasera hanno dato un grande contributo, ma devo sapere perché continuiamo
a farci questo l’un l’altro? Perché lasciamo che ciò accada sempre più spesso?
È perché il nostro paese è così bravo nel demonizzare la gente; ho ancora dei
parenti superstiti della Seconda Guerra Mondiale che ancora chiamano i Giapponesi
“musi gialli”. E oggi demonizziamo gli Iracheni, e la maggior parte della gente
del nostro paese non se lo sogna nemmeno di star uccidendo gente innocente.
Perché, “Oh, Cindy, non ricordi cosa è successo l’11 settembre?”. “Sì, ma si
trovavano per caso in Iraq, quelle persone? Erano per caso Iracheni quelli che
hanno dirottato gli aerei sul World Trade Center?”
Quando ero ragazzina, erano Comunisti. Oggi sono Terroristi. Così c’è sempre
bisogno di qualcuno da combattere e di cui aver paura, affinché la macchina della
guerra possa costruire più bombe, pistole, munizioni e quant’altro.
Eppure vedo la speranza. Vedo la speranza in questo paese. Il 58%
dell’opinione pubblica americana è con noi. Stiamo pregando il coro, ma
il coro non canta; se tutto il 58% cominciasse a cantare, questa
guerra finirebbe.
Ho ricevuto una e-mail l’altro giorno che diceva: “Cindy, se solo tu non usassi
un linguaggio così sconcio quando parli, i moderati (quelli stanno alla finestra
a guardare) non si offenderebbero”. E sapete cosa ho risposto? “Sapete una cosa?
Volete sapere una cosa, dannazione? Com’è mai possibile che ci sia ancora qualcuno
che sta alla finestra a guardare?”
“Se vi schiererete con quelli pro-George a favore della guerra, metterete il
vostro bel culo sull’Iraq, e prenderete il posto di qualcuno che vuole tornare
a casa. Ma se siete contro questa guerra e contro Bush, allora alzatevi e gridatelo
forte”.
Schieratevi pure da qualche, ma smettete di stare a guardare.
L’opposto del Bene non è il Male, è l’Indifferenza. Dobbiamo riuscire a far muovere
le chiappe a questo paese, e riusciremo a far cantare il coro.
Dobbiamo dire, “Riportate le nostre truppe a casa”. Non possiamo dipendere da
chi è in carica per riavere le nostre truppe di nuovo a casa.
Perché uno non prevede di riportare indietro le truppe quando spende così tanti
soldi, destinati alla ricostruzione, per costruire invece delle basi militari
permanenti.
Speravo di partecipare al banchetto domani sera, ma a meno che George non esca
a parlarmi, mi toccherà rimanere accampata a Crawford.