18/08/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



La donna che ha perso un figlio in Iraq: "Qualcuno deve fermare quei bugiardi"
Questo è il discorso che Cindy Sheehan ha tenuto alla riunione dei Veterans For Peace a Dallas, qualche giorno prima di accamparsi a Crawford nel tentativo di incontrare il presidente Bush.
 
Lo scorso anno, quando voi ragazzi eravate alla vostra Convention a Boston, mio figlio era morto solo da pochi mesi, e noi fummo davvero onorati perché la sala capitolare di Santa Barbara (il circolo) prese la poesia di mia figlia “A Nation Rocked to Sleep” (tr.: “Una nazione cullata per dormire”). Ricordo che Micheal Cervantes  ci portò l’opuscolo a casa e ce lo mostrò, e mai avrei immaginato che dopo un anno mi sarei ritrovata qui davanti a voi in veste di oratrice al vostro raduno, non avrei mai immaginato di poter fare tutto ciò, ma non è bizzarro a volte ciò che la vita ci riserva…?
Non avevo mai sentito parlare dei Veterani finora; posso dirvi il giorno esatto in cui ho sentito parlare del VFP (Veterans  For Peace): era il 4 maggio 2004, e mio figlio era morto esattamente un anno prima. Stavo guardando la CNN e in quel momento cominciava qualcosa, era un servizio su Arlington West a Santa Barbara. Noi viviamo a circa 6 ore a  nord di Santa Barbara. Era il 4 maggio prima della Festa della Mamma, che cadeva l’8, e stavano organizzando il VFP per la domenica seguente (si svolge ogni domenica). Così chiamai mio marito e gli dissi: «C’è solo un luogo dove voglio essere quest’anno per la Festa della Mamma: voglio andare a Santa Barbara e visitare Arlington West».
 
Quando andammo, la prima volta che ci andammo, c’erano poco più di 700 croci; ora ce ne sono più di 1.800.
 
E sono felice di udire le parole di tutti gli altri, perché qualcuno deve fermare quei bugiardi bastardi. Qualcuno li deve fermare.
 
Ho ricevuto una e-mail ieri… In caso, gente, non ne aveste sentito parlare, mi avevano appena pubblicato una storia che parla di - - si intitola “Dove vivo?”, che parla di un Iraniano-Americano che si è fatto fregare perché era piaciuto ad un reclutatore, e questo reclutatore aveva falsificato le sue scartoffie, così si ritrovò in prigione.
 
È in prigione da novembre senza un regolare processo.
 
A un’altra madre il cui figlio fu trovato morto in Iraq, dissero che era morto per un overdose di droga. Tre mesi più tardi, ebbero il referto tossicologico: niente droga. Era distrutta dal dolore, diceva: «Conosco mio figlio, non si drogava». Le dissero che sia sua moglie che i suoi commilitoni avrebbero detto nel rapporto che sì, suo figlio faceva uso di droghe in Iraq. Ma quando lei ebbe quel referto, si diceva categoricamente che no, suo figlio non si drogava. Perciò, come è morto suo figlio?
 
E poi c’è la storia di Kevin e Monica Benderman. Kevin ha fatto esattamente quello che doveva fare e si è beccato 15 mesi di prigione. Mentre, come ha detto Dahr, i criminali di guerra di Washington D.C. non hanno perso nemmeno una notte di sonno.
 
Poi abbiamo questo bugiardo bastardo, George Bush, che si prende una vacanza di 5 settimane in tempo di guerra. Sapete una cosa? Io non potrò più godermi un’altra vacanza per colpa sua.
 
Le mie vacanze, chissà - - è veramente un peccato, perché ho un vestito davvero carino che avevo intenzione di indossare al banchetto di domani sera, ma preferisco trascorrerle in galera o in una tenda a Crawford ad aspettare, finché quel maiale non si mostrerà e non mi dirà perché mio figlio è morto.
 
Dunque dicevamo: ho ricevuto un’e-mail, che non ho saputo rintracciare. È un uomo quello che mi ha scritto ieri – mi contattano ogni genere di persone con le loro storie – e mi dice, “Cindy, leggo tutto quello che scrivi, lo leggo su LewRockwell.com”, dice, “ho sempre gli occhi pieni di lacrime, ma oggi ho pianto davvero e ho gridato, perché il mio adorato cugino di diciannove anni è stato ucciso in Iraq”.
 
Dice ancora, “Cindy, perché non l’ho salvato? Perché non l’ho steso, perché non l’ho portato in Canada?”, e gli ho risposto dicendogli: “Sai una cosa? Ce lo chiediamo tutti”.
 
Dissi a mio figlio di non andare. Gli dissi, “ Lo sai che è sbagliato, sai che là andrai oltre, che la tua unità potrebbe dover uccidere persone innocenti. Sai che potresti morire”. E lui mi rispose, “I miei compagni andranno; io devo andare”. Disse ancora, “Se non vado, qualcun altro dovrà fare il mio lavoro e allora i miei compagni saranno in pericolo”.
 
Perciò quello che veramente mi fa rabbia sono questi “falchi da pollaio”, che hanno mandato i nostri figli a morire senza aver mai servito essi stessi in guerra. Non sanno di cosa si tratta, che cosa vuol dire.
 
Trenta dei nostri più valorosi ragazzi sono già morti questo mese, e siamo soltanto al 5 agosto. E la tragedia dei marines in Ohio è terribile.
 
Ma vi ricordate gente a marzo, quando stavamo “festeggiando” il nostro secondo anniversario dell’invasione in Iraq, che fu reso inutile dalle notizie su Terry Schiavo, tutto ciò di cui si parlava nei tg, e non sui 5.000 che eravamo a Fayetteville – Wolf Blitzer disse che era una notizia insignificante – però mandarono in onda Terry Schiavo. Io allora scrissi qualcosa che poi intitolai “Quei Fantastici Ipocriti”, dove chiedevo perché lei meritava di vivere più di mio figlio e del popolo iracheno, e più di tutti gli altri che questa guerra ha ucciso.
 
Ma credete davvero che Gorge Bush interromperà le sue vacanze per andare a far visita alle famiglie di quei venti marines che sono morti in Ohio questa settimana? No, perché se ne frega, perché non ha cuore. Non è abbastanza per distoglierlo dai suoi giochini da cowboy a Crawford per cinque settimane.
 
Così, come potete immaginare, quei genitori addolorati che hanno perduto - - già, perduto, non mi piace usare quella parola, i cui figli sono stati assassinati, è estremamente difficile; non riesci nemmeno a vedere cicatrizzare un pò le tue ferite, perché si squarciano ogni giorno. Ogni giorno, non so perché lo faccio, perché so già che la guerra è brutta, perché già so che la guerra è dura. Tuttavia, apro il sito dei DOD per vedere chi è diventato angelo mentre dormivo.
 
A quel punto il mio cuore si squarcia, perché so che c’è un’altra madre che vedrà la sua vita distrutta quel giorno. Non possiamo nemmeno iniziare a curare la ferita.
 
Tuttavia quello sputa-merda guerrafondaio di Gorge Bush parlando dopo la tragedia dei marines in Ohio, ha detto un paio di cose che mi hanno indignato. Seriamente indignato.
 
So di non apparire indignata, sono sempre calma e tutto, questo perché se cominciassi a colpire qualcosa, non mi fermerei finché non l’avrei distrutta. Quindi non comincio nemmeno, perché so quanto sarebbe pericoloso; ma George Bush stava parlando, e non ha mai menzionato il terribile incidente occorso a quei marines. Però ha certamente detto, che le famiglie di quelli che sono stati uccisi possono star certe che i loro amati filglioli sono morti per una nobile causa.
 
E ha anche detto, e questo lo dice spesso, cosa che mi manda in bestia, ha detto che dobbiamo restare in Iraq e portare a termine la missione, per onorare i sacrifici di coloro che sono caduti.
E io mi domando: perché dovrei volere che un’altra madre ancora debba passare quello che ho passato io, solo perché mio figlio è morto. Sapete una cosa: l’unico modo con cui Bush può onorare il sacrificio di mio figlio è riportare il resto delle truppe a casa. Far sì che la morte di mio figlio valga per la pace e l’amore, e non già per la guerra e l’odio.
 
Non voglio che egli usi la morte di mio figlio o il sacrificio della mia famiglia per continuare ad uccidere. Non voglio che sfrutti  l’onore di mio figlio e quello di altri per continuare ad uccidere. Hanno mandato queste onorabili persone a morire, mentre loro stessi sono così privi di onore.
 
Così, come molti di voi hanno sentito, non avevo intenzione di  creare guai alla Convenzione, come ho detto stavo per scrivere una e-mail a tutti (stavo così male), quando ho avuto questa folgorante idea: andrò a Dallas, non so dov’è Crawford. Sono stata in Texas, Casey era di guarnigione a Fort Hood. Ho guidato di filato dalla California settentrionale a Fort Hood, ci sono volute circa 30 ore. E pensavo, “Potrei guidare per giorni e giorni per arrivare da Dallas a Crawford!”
 
Ma non importa, andrò comunque. Dirò loro, “Fate uscire quel pazzo maniaco, perché una rappresentante delle Gold Star Mothers, una con le mani sporche di sangue, ha da chiedergli qualcosa”.
 
E dirò ancora, «Ok, ascolta bene Gorge. Tu te ne vai, e io esigo che, ogni volta che uscirai per dire che continueremo a uccidere in Iraq per onorare gli eroi caduti, tu dica: tranne Casey Sheehan».
«E dirai inoltre: “tranne tutti gli appartenenti alle Gold Star Families for Peace”, perché crediamo che non una sola goccia di sangue debba essere sparsa in nome nostro. Te ne andrai facendo quest’ultima cosa. Io non ti autorizzo, altrimenti »
 
Poi dirò, « E adesso mi dici, per quale benedetta nobile causa mio figlio è morto». E se solo esordirà col dire “libertà e democrazia”, io gli risponderò: stronzate.
 
Devi dirmi la verità. Devi dirmi che mio figlio è morto per il petrolio. Devi dirmi che mio figlio è morto per arricchire i tuoi amici. Devi dirmi che mio figlio è morto per diffondere il cancro della Pax Americana, l’imperialismo in Medio-Oriente. Devi dirmi che.. non devi dirmi che mio figlio è morto per  la Libertà e la Democrazia.
 
Perché, non siamo più liberi. Ci state portando via le nostre libertà. Il popolo iracheno non è più libero, stanno molto peggio di prima che vi intrometteste nel loro paese.
 
Portate l’America via dall’Iraq. Portate Israele via dalla Palestina.
 
Dunque, cosa succederà ora? Ho iniziato questa avventura pensando che saremmo state solo io e mia sorella a guidare fino a Crawford, ma in un certo qual modo la cosa è dilagata e gente proveniente addirittura da Dayton, in Ohio, viene a darci una mano, a sostenerci, perché io viaggio per tutto il paese, parlo, scrivo, ho un ritorno dalle cose che scrivo, e in appena poco più di un anno dacché faccio quello che faccio, ho constatato un’ importante inversione di tendenza in questo paese.
 
La gente non vuole soltanto sentire, vuole sapere – cosa possiamo fare?
 
Che possiamo fare per estrometterlo dal potere? Dirò io la “parola”. Denunciare. Così come dovremmo denunciare tutti quelli che hanno mentito all’opinione pubblica Americana, cioè il braccio esecutivo, e tutti quelli seduti al Congresso; ma dobbiamo andare fino in fondo, fino ad arrivare alla persona che raccoglie la cacca di cane a Washington, perché non possiamo lasciare che qualcuno, giunto in cima, perdoni questi criminali di guerra. Perché questi meritano la prigione per ciò che hanno fatto al mondo. Non possiamo perdonarli. Meritano di pagare per quello che hanno fatto.
 
Perciò, andrò a Crawford domani, e dirò che voglio parlargli, e se mi diranno che non mi riceverà, allora pianterò la mia tenda là finché non verrà a parlare con me.
Tanto ho tutto agosto a disposizione, proprio come lui. È proprio come se fosse tutto calcolato: era previsto che andassi in Inghilterra domani a svolgere delle faccende a Downing Street, ma quelli della Continental hanno cancellato il volo, così mi sono detta, “Hey, ho un sacco di tempo libero a disposizione, mi sa che resterò qua finché non esce fuori a parlarmi”. E semmai lasciasse le sue vacanze per tornarsene a Washington, raccoglierò la mia tenda e andrò a Washington anch’io; la pianterò  sul prato della Casa Bianca, e aspetterò fino al 24 settembre, quando voi signori vi riunirete là.
 
Un’altra cosa che farò è - - mio figlio è stato ucciso nel 2004, quindi ho deciso di non pagare le tasse del 2004. Se riceverò una lettera dall’ agenzia delle tasse, dirò, “Sapete una cosa: questa guerra è illegale; questo è il motivo perché questa guerra è illegale. Questa guerra è immorale; questo è il motivo perché questa guerra è immorale. Avete ucciso mio figlio per questo. Non vi devo niente. E se vivrò tanto da dovervi un milione di dollari, lo stesso non vi dovrei niente, nemmeno un centesimo.
 
E vorrei che venissero ad arrestarmi, perché a differenza di ciò che state facendo con la vostra resistenza alla guerra, io voglio portarla in tribunale questa fottuta guerra. E là dirò, “ Voi mi ridate mio figlio, e io pagherò le vostre tasse”.
 
Io vivo a Vacaville, venite a prendermi se riuscite a trovarmi e processatemi, perché come Camilo (Mejia), Camilo sapeva cosa era giusto. E andò in prigione per quello. Anche Henry David Thoreau andò in prigione, perché rifiutò di pagare la tassa pro-capite; e Emerson (li chiamerò HT e RW), e RW andò a trovare HT e gli chiese: “ Che fai qui, amico?”, e HT rispose: “ Perché non ci sei anche tu qui? Questo è l’unico posto per una persona virtuosa in un mondo immorale”.
 
Sta a noi, la gente, infrangere leggi immorali e resistere. Nel momento in cui i capi politici di un paese vi mentono, questi smettono di avere autorità su di voi. Questi pazzi maniaci non hanno autorità su di noi. Mentre sarebbero capaci di chiudere in prigione i nostri corpi, non possono fare altrettanto con le nostre anime. So che Camilo ne uscì fortificato, è uno dei miei eroi, c’è una lunga fila di eroi davanti a me qui.
 
Tutti stasera hanno dato un grande contributo, ma devo sapere perché continuiamo a farci questo l’un l’altro? Perché lasciamo che ciò accada sempre più spesso? È perché il nostro paese è così bravo nel demonizzare la gente; ho ancora dei parenti superstiti della Seconda Guerra Mondiale che ancora chiamano i Giapponesi “musi gialli”. E oggi demonizziamo gli Iracheni, e la maggior parte della gente del nostro paese non se lo sogna nemmeno di star uccidendo gente innocente.
 
Perché, “Oh, Cindy, non ricordi cosa è successo l’11 settembre?”. “Sì, ma si trovavano per caso in Iraq, quelle persone? Erano per caso Iracheni quelli che hanno dirottato gli aerei sul World Trade Center?”
 
Quando ero ragazzina, erano Comunisti. Oggi sono Terroristi. Così c’è sempre bisogno di qualcuno da combattere e di cui aver paura, affinché la macchina della guerra possa costruire più bombe, pistole, munizioni e quant’altro.
 
Eppure vedo la speranza. Vedo la speranza in questo paese. Il 58% dell’opinione pubblica americana è con noi. Stiamo pregando il coro, ma il coro non canta; se  tutto il 58% cominciasse a cantare, questa guerra finirebbe.
 
Ho ricevuto una e-mail l’altro giorno che diceva: “Cindy, se solo tu non usassi un linguaggio così sconcio quando parli, i moderati (quelli stanno alla finestra a guardare) non si offenderebbero”. E sapete cosa ho risposto? “Sapete una cosa? Volete sapere una cosa, dannazione? Com’è mai possibile che ci sia ancora qualcuno che sta alla finestra a guardare?”
 
“Se vi schiererete con quelli pro-George a favore della guerra, metterete il vostro bel culo sull’Iraq, e prenderete il posto di qualcuno che vuole tornare a casa. Ma se siete contro questa guerra e contro Bush, allora alzatevi e gridatelo forte”.
 
Schieratevi pure da qualche, ma smettete di stare a guardare.
 
L’opposto del Bene non è il Male, è l’Indifferenza. Dobbiamo riuscire a far muovere le chiappe a questo paese, e riusciremo a far cantare il coro.
 
Dobbiamo dire, “Riportate le nostre truppe a casa”. Non possiamo dipendere da chi è in carica per riavere le nostre truppe di nuovo a casa.
 
Perché uno non prevede di riportare indietro le truppe quando spende così tanti soldi, destinati alla  ricostruzione, per costruire invece delle basi militari permanenti.
 
Speravo di partecipare al banchetto domani sera, ma a meno che George non esca a parlarmi, mi toccherà rimanere accampata a Crawford.
Categoria: Donne, Guerra
Luogo: Stati Uniti