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L'inizio di una nuova era. Così l'ex presidente finlandese Martti Ahtisaari ha
definito lo storico accordo di pace siglato ieri a Helsinki da governo indonesiano
e ribelli del Gam (Movimento per Aceh Libera). Con la firma si chiudono positivamente
sei mesi di negoziati, durante i quali l'esecutivo di Giakarta e il Gam, rappresentato
dall'ex ribelle in esilio Malik Mahmoud, si sono confrontati su temi quali l'autonomia
della provincia, il disarmo, la gestione delle risorse energetiche, il ritiro
delle truppe indonesiane. Ma con la firma del protocollo d'intesa si chiude anche
- o si dovrebbe chiudere - un conflitto trentennale, che ha lasciato dietro di
sé migliaia di morti. In Finlandia, Paese che con il suo think tank 'Crisis Management
Initiative' ha svolto un ruole essenziale di mediazione, si trattava di riannodare
i fili di un discorso interrotto nel dicembre 2002, quando le due parti raggiunsero
un accordo che garantiva alla provincia un'autonomia parziale e libere elezioni
in cambio del disarmo. I negoziati fallirono cinque mesi dopo.
Progressi dopo la catastrofe. Una spinta decisiva al raggiungimento di un accordo è stata sicuramente impressa
dal catastrofico evento del 26 dicembre 2004, quando la provincia di Aceh fu devastata
dallo tsunami, che provocò 130mila morti e 80mila dispersi su una popolazione
di 4 milioni di persone. Dopo timidi ma progressivi avvicinamenti, accenni di
reciproche concessioni e segnali distensivi sempre più concreti, il presidente
indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono ordinò alla fine di luglio di quest'anno la
cessazione delle ostilità contro i ribelli da parte dell'esercito. Da allora il
cammino verso un accordo definitivo è proseguito quasi senza ostacoli. Il Gam,
che combatte dal 1976 il governo indonesiano, e da allora ha sempre rivendicato
l'indipendenza della provincia, ha ottenuto una limitata autonomia, in cambio
del disarmo completo dei suoi miliziani. Da parte sua, Giakarta penserà a ritirare
da Aceh la polizia e il personale militare "non locale" (il contingente verrà
ridotto da oltre 30mila a 9mila unità), nonché a garantire la formazione di partiti
politici autoctoni. L'amnistia sarà inoltre garantita a tutti i membri del Gam.
Ma il punto principale dell'intesa, in una regione caratterizzata dalla presenza
di vasti giacimenti di petrolio (sfruttati dalla Exxon-Mobil) e di gas naturale,
sembra invece essere la concessione agli acehnesi del 70 per cento dei profitti
relativi allo sfruttamento di tali risorse, oltre alla possibilità di alleggerire
l'imposizione fiscale sulla popolazione della provincia.
Luca Galassi