17/08/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Cindy Sheehan ha perso un figlio in Iraq e si è accampata davanti al ranch di Bush
Cindy Sheehan riceve l'abbraccio di un amicoDopo che suo figlio Casey è morto a Baghdad nell’aprile dell’anno scorso, la californiana Cindy Sheehan non ha più niente da perdere. Ha fondato l’associazione Gold Star Families for Peace, che riunisce altre decine di famiglie di caduti nel conflitto iracheno, ma le loro voci non sono riuscite a entrare nel giro dei grandi media. Questo valeva fino a dieci giorni fa. Dal 6 agosto, però, la Sheehan si è accampata ai bordi della strada di campagna che porta al ranch di Bush a Crawford, nel Texas: vuole che il presidente le conceda un incontro durante la sua vacanza agostana, perché le spieghi il motivo della morte del figlio Casey. Finora non è stata accontentata. Ma la sua storia è diventata improvvisamente di dominio pubblico: l’America ne parla e si divide sulla scelta della donna, ormai un’icona della galassia pacifista statunitense.
 
Cindy Sheehan è la fondatrice del gruppo Gold Star Families for PeaceCresce il sostegno. “Chiedo solo che il presidente Bush impieghi un’ora della sua vacanza per incontrarmi prima che il figlio di un’altra madre muoia in Iraq – ha detto la Sheehan –. Perché siamo andati in guerra? Perché abbiamo avuto così tanti morti? Quando torneranno a casa? Non si usano i nostri figli a meno che non sia assolutamente necessario per proteggere l’America”. Cindy, 48 anni, è arrivata a Crawford a bordo di un autobus con la scritta “Impeachment tour”: come obiettivo finale, chiede infatti la messa in stato di accusa di Bush per aver mentito alla nazione sulle vere ragioni che lo hanno convinto a scatenare la guerra in Iraq. Quello che all’inizio era un accampamento solitario ora si è allargato fino a diventare Camp Casey, una cittadella improvvisata in nome del figlio della donna: decine di attivisti l’hanno raggiunta, e vicino alle tende hanno piantato anche centinaia di croci bianche in onore dei soldati morti. La Sheehan riceve fiori, cibo, e-mail di sostegno da tutta l’America. “Prima che mio figlio fosse ucciso – ha detto – pensavo che una persona da sola non potesse fare la differenza. Ma una persona che è circondata e sostenuta da milioni di persone può essere ascoltata”.
 
Un’icona. La donna ha dichiarato pubblicamente che non pagherà le tasse finchè Bush non le ridarà suo figlio, e si è autodefinita “l’agnello sacrificale del movimento pacifista”. Alcuni giornali l’hanno già soprannominata “la Rosa Parks del movimento contro la guerra”, in riferimento alla donna afro-americana dell’Alabama che nel 1955, rifiutandosi di lasciare il posto a un bianco su un autobus, diede il via alla fine della segregazione per i neri. Secondo il New York Post, la protesta della Sheehan mette in risalto “il crescente sentimento popolare che l’amministrazione Bush non è al passo con la realtà e i costi del conflitto iracheno”, mentre per il New York Times la donna è un simbolo “di quei molti americani che, almeno figurativamente, aspettano con lei, sulla strada polverosa di Crawford, risposte migliori”.
 
Alcuni membri del gruppo di CindyLa risposta di Bush. Inevitabilmente, Bush sta perdendo il confronto a distanza. Il presidente non ha ancora voluto incontrare la Sheehan e ha mandato dalla donna due consiglieri per dirle che ha a cuore le sue lamentele, ma non le parlerà a quattr’occhi. Molti considerano questo rifiuto arrogante: in fondo Bush è in vacanza a Crawford per cinque settimane, e di tempo ne ha. Lo scorso week-end il convoglio presidenziale è passato davanti Camp Casey: Bush si dirigeva verso un barbecue nelle vicinanze, per raccogliere fondi per il partito repubblicano. Mentre il Suv di Bush con i vetri oscurati tirava diritto, la Sheehan ha sollevato un cartello con scritto “Perché hai tempo per i donatori e non per me?”. Il presidente le ha risposto solo a distanza, durante una conferenza stampa, dicendosi “in profondo disaccordo” con lei. “Io piango per ogni morte – ha detto – e capisco l’angoscia che alcuni provano per le vittime di questa guerra. Rispetto la signora Sheehan e ho pensato a lungo su quello che mi chiede, di andar via dall’Iraq, ma sarebbe un errore per la sicurezza del nostro Paese”.
 
Manifestazioni pro-Sheehan sono sorte in tutti gli UsaAmata e odiata. Inevitabilmente, come ogni figura politicizzata, Cindy Sheehan è amata da alcuni e odiata da altri. In risposta ai pacifisti, a Crawford hanno manifestato anche centinaia di sostenitori di Bush. Il proprietario del ranch adiacente ha sparato in aria un colpo di fucile mentre il gruppo intorno alla Sheehan stava tenendo una veglia. Un avvertimento?, gli hanno chiesto. “Vedete voi. Siamo in Texas”, ha risposto l’uomo. Ieri alcune delle croci bianche piantate dai pacifisti sono state trovate divelte. Radio e blog conservatori notano che la Sheehan è una donna sola: il marito ha appena chiesto il divorzio, e parte della famiglia si è distanziata pubblicamente dalla sua iniziativa di protesta. Chi è a favore della guerra e del presidente ricorda anche che Cindy ha già incontrato il presidente nel giugno del 2004 insieme ad altre decine di famiglie di caduti: in quell’occasione, la Sheehan disse che Bush le era sembrato “sincero” e che aveva preferito non fargli domande politiche. Ma da allora, dice ora, diverse commissioni d’inchiesta indipendenti hanno smentito i motivi dell’intervento, e cioè la presenza di armi di distruzione di massa. “Questo dimostra che mio figlio è morto senza ragione, e prova che le ragioni che Bush ci ha raccontato non sono vere”.
 
Una lunga battaglia. Nonostante Bush si rifiuti di incontrarla, Cindy non demorde: il suo gruppo, Gold Star Families for Peace, ha messo insieme i soldi per finanziare uno spot che è stato mandato in onda sulle tv via cavo nell’area di Crawford. Nel breve filmato, la Sheehan ricorda il figlio Casey come un uomo “buono e onesto”, e si rivolge a Bush chiedendogli perché “non riesce a essere onesto” sulla guerra in Iraq. Poi invita il presidente ad ammettere gli errori e a ritirare le truppe immediatamente. E se Bush continuerà a starle lontano, Cindy ha già detto che sposterà la sua tenda davanti alla Casa Bianca. “Chissà, forse in futuro diremo che il ritiro dei soldati dall’Iraq sarà cominciato a Crawford il 6 agosto”.

Alessandro Ursic

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