11/11/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Storia di Andreč, ragazzo paraplegico per le strade di Port de Paix
Dal nostro inviato
 
Andreč č paraplegico. Ed essere paraplegici ad Haiti č una condanna a morte. I Andreč, la difficoltŕ di muoversi per le strade haitianebambini che nascono con delle malformazioni vengono buttati via, come spazzatura. Vengono lasciati alla mercč di chiunque. “Sono rinnegati” dicono i missionari che ogni anno si occupano di centinaia di casi come quello di Andreč.
 
“Se non fosse stato per i fratelli missionari sarei sicuramente morto. Magari sarei finito in pasto ai cani randagi o ai gabbiani che svolazzano sulla spiaggia di Port de Paix”. A parlare per raccontare la sua incredibile vicenda č Andreč, un ragazzo haitiano di circa vent’anni. Andreč ha una faccia tristissima che si illumina con un sorriso solo quando vede una macchina fotografica. Ha rischiato di morire a causa della povertŕ della sua famiglia e del fatto di essere nato su un'isola baciata soprattutto dalla sfortuna. Le condizioni economiche ad Haiti infatti non permettono la benché minima gestione di un soggetto malato
 
 
Andreč“Mia mamma e mio papŕ non potevano mantenermi quando sono nato e cosě mi hanno abbandonato sulla spiaggia. Lě speravano che qualcuno mi avrebbe trovato e mi avrebbe permesso di sopravvivere dignitosamente".
Una speranza che si realizza: “L’abbiamo trovato in condizioni pietose lungo la spiaggia mentre portavamo a giocare i bambini del nostro centro missionario” racconta infatti padre Ivonne, uno dei tantissimi preti-coraggio che opera stabilmente in queste zone “difficili”. Ivonne  insieme ai suoi confratelli, gestisce una missione a Port de Paix. “Andreč sarebbe sicuramente morto. Noi abbiamo fatto di tutto per salvarlo, e ci siamo riusciti”.
 
“Moltissimi bambini ad Haiti vengono abbandonati. Soprattutto perché le famiglie non sono in grado di fornire loro assistenza. La questione č gravissima e ha diverse motivazioni. L’assistenza sanitaria č inesistente. Se per caso si ha la necessitŕ di un dottore specializzato si deve ricorrere a viaggi negli Usa o in Canada. Viaggi che ovviamente gli haitiani non si possono permettere.”
 
Anche dal punto di vista dei farmaci la situazione sanitaria in Haiti č catastrofica. Le medicine vengono vendute senza Andreč in un momento di riposoprescrizione medica: per strada si vedono i venditori ambulanti di pillole. Ne hanno di tutti i generi e colori. Sostituiscono in tutto e per tutto le farmacie (poche e poco fornite) illudendo su guarigioni immediate per ogni tipo di malattia.
 
“I fratelli mi hanno messo a disposizione questa sedia a rotelle” continua nel racconto Andreč. “Ma mi viene difficile muovermi. Come faccio a percorrere certi sentieri ripidi come montagne che per di piů non sono nemmeno asfaltati? Una volta ci ho provato con il risultato di non fare nemmeno un metro di salita. Era troppo faticoso.”
 
Per questo Andreč ha un sogno. Vorrebbe che le strade della sua cittŕ divenissero praticabili per tutti. “ Hai visto che strade? Come faccio con la carrozzella? E’ inimmaginabile che io riesca a muovermi anche se qualcuno mi aiuta.” Andreč, nonostante la malformazione coltiva molti interessi. Ad esempio il suo sogno č quello di incidere un disco. “Ho imparato da solo a suonare la chitarra. E poi anche il pianoforte. Ma la gente che mi vede ridotto in queste condizioni non mi dŕ retta. E' difficile muoversi in carrozzellaPensa che quando suono o canto sia per chiedere la caritŕ. A chi la chiedo se nessuno qui ha nulla?”
 
In questo paese avere delle imperfezioni fisiche gravi č un vero problema.  “Ma anche per altre categorie la vita non č per nulla facile” dice fratel Ivonne. “Pensa che anche gli albini, che in qualsiasi parte del mondo non sono discriminati, qui ad Haiti vengono abbandonati o addirittura lasciati morire. E’ una questione di cultura. Da noi vengono considerati come uccellacci del malaugurio. La gente crede che portino sfortuna. Sont choses de fou.”
 

Alessandro Grandi

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