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Alla fine ce l’ha fatta, John Bolton, a diventare ambasciatore degli Usa all’Onu.
Il presidente George W. Bush ha sfruttato un potere raramente usato, quello di
imporre una propria scelta mentre il Congresso non è riunito. E grazie alla pausa
politica agostana Bolton, la cui nomina era stata annunciata da Bush in aprile
ma era poi stata ostacolata in tutti i modi dai democratici, ha già traslocato
a New York, al Palazzo di Vetro. L’ostruzionismo dei democratici, tecnicamente,
si basava sul fatto che Bolton ha manipolato alcuni documenti di intelligence
per piegarli alle sue convinzioni. Ma la polemica era più ampia: l’ex sottosegretario
al controllo degli armamenti è uno dei neo-con più determinati, e in passato non
ha risparmiato dichiarazioni feroci nei confronti delle Nazioni Unite. Proprio
l’organizzazione presso cui ora rappresenterà il suo Paese. Ecco alcuni stralci
di suoi interventi passati.
“La Lega delle Nazioni fallì perché gli Stati Uniti non vi presero parte. L’Onu
sarebbe un fallimento se gli Usa non vi partecipassero e difatti, lo ricordo chiaramente
come fosse ieri, subito dopo l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq, Jim Baker
mi disse:“ Faremo funzionare queste Nazioni Unite, e scopriremo se si tratta della
Lega o dell’Onu”. E così è stato. E se non vi piace, pazienza. Gli Usa fanno funzionare
le Nazioni Unite quando vogliono che funzionino, ed è esattamente come dovrebbe
essere, perché ciò che più conta, l’unica cosa importante per gli Stati Uniti
è il nostro interesse nazionale. E se non vi piace, mi rincresce, ma le cose stanno
così.”Alessandro Ursic