10/08/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il pensiero di John Bolton, ambasciatore Usa all'Onu, da lui definita 'inesistente'
John BoltonAlla fine ce l’ha fatta, John Bolton, a diventare ambasciatore degli Usa all’Onu. Il presidente George W. Bush ha sfruttato un potere raramente usato, quello di imporre una propria scelta mentre il Congresso non è riunito. E grazie alla pausa politica agostana Bolton, la cui nomina era stata annunciata da Bush in aprile ma era poi stata ostacolata in tutti i modi dai democratici, ha già traslocato a New York, al Palazzo di Vetro. L’ostruzionismo dei democratici, tecnicamente, si basava sul fatto che Bolton ha manipolato alcuni documenti di intelligence per piegarli alle sue convinzioni. Ma la polemica era più ampia: l’ex sottosegretario al controllo degli armamenti è uno dei neo-con più determinati, e in passato non ha risparmiato dichiarazioni feroci nei confronti delle Nazioni Unite. Proprio l’organizzazione presso cui ora rappresenterà il suo Paese. Ecco alcuni stralci di suoi interventi passati.
 
“Le Nazioni Unite non esistono. Esiste una comunità internazionale, la quale all’occorrenza può essere guidata dall’unico vero potere rimasto al mondo, ovvero dagli Stati Uniti, quando si confà ai nostri interessi, e quando possiamo indurre gli altri a fare altrettanto, e credo che sia un grave errore contare sulle Nazioni Unite come se fosse una qualche entità incorporea là fuori che può agire da sé. Quando gli Stati Uniti sono alla guida, le Nazioni Unite seguono. Quando noi vorremo agire in questo modo, lo faremo, e credo che questa sia la cosa più importante su cui riflettere”.
 
“La Lega delle Nazioni fallì perché gli Stati Uniti non vi presero parte. L’Onu sarebbe un fallimento se gli Usa non vi partecipassero e difatti, lo ricordo chiaramente come fosse ieri, subito dopo l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq, Jim Baker mi disse:“ Faremo funzionare queste Nazioni Unite, e scopriremo se si tratta della Lega o dell’Onu”. E così è stato. E se non vi piace, pazienza. Gli Usa fanno funzionare le Nazioni Unite quando vogliono che funzionino, ed è esattamente come dovrebbe essere, perché ciò che più conta, l’unica cosa importante per gli Stati Uniti è il nostro interesse nazionale. E se non vi piace, mi rincresce, ma le cose stanno così.”
 
“Se credete che in questo paese ci sia una qualsiasi possibilità che la maggioranza degli americani sostenga una macchina burocratica di 51.000 persone, fate bene a ricredervi (vi sbagliate). Il Segretariato a New York è un edificio di 38 piani. Se oggi perdesse dieci piani, non farebbe alcuna differenza. L’Onu è una delle organizzazioni intergovernative più inefficienti che esistano. L’Unesco è anche peggio, e altre ancora sono in costante decadenza. Il punto della questione è che il sistema internazionale è talmente cresciuto - e non includo qui la Banca Mondiale né il Fondo Monetario Internazionale, perché sono convinto che appartengano ad un’altra categoria - che è stato costretto ad assumere persone inefficienti che fanno cose inutili, cose che non hanno alcun vero impatto nel mondo. E noi sosteniamo il 25 per cento del bilancio”.

Alessandro Ursic

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