05/08/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Gli Usa e le bombe di Hiroshima e Nagasaki. Sessanta anni dopo
scritto per noi da
Matteo Colombi
 
Il fungo atomico provocato dall'esplosione su HiroshimaLa Reuters AlertNet commenta che, mentre nel mondo si preparano varie commemorazioni dell’esplosione della prima bomba atomica, in America si continuano a sopprimere le immagini della devastazione e della morte delle guerre in Iraq e Afghanistan, così come si fece per la atomica su Hiroshima. Filmati giapponesi in bianco e nero e americani in technicolor furono sequestrati e messi sotto segreto dalle autorità di Washington, per evitare critiche e dibattiti durante i successivi anni di sviluppo di un arsenale atomico e di test nucleari ad aria aperta nei deserti americani e nelle isole del Pacifico. Nelle scuole si tenevano esercitazioni di protezione civile, invitando i bambini a nascondersi sotto ai banchi in caso di attacco atomico. La vergogna della morte, e la paura della morte, di così tanta morte, rischia di uccidere le ragioni della guerra, della sua accettabilità. La realtà della morte, della sua immensa facilità rischia di innescare una repulsione, un senso di introspezione. E’ un intralcio pericoloso.
 
I filmati giapponesi furono restituiti al Giappone negli anni ‘60, ma quelli americani non furono resi pubblici fino agli anni ‘80 e tuttora non sono stati mostrati nella loro interezza. Alcune di queste immagini saranno mostrate questo sabato su un canale ‘no-profit’ via cavo in un documentario su Hiroshima. La voglia di manipolare la popolazione, di tenerla all’oscuro per avere le mani libere ha marcato la spregiudicatezza dei politici e dei militari nella gestione dell’orrifico potere dell’era nucleare. Ma è difficile evitare il senso che l’obliterare una città in pochi secondi, con un solo aereo, sia un atto orribile e disumano, che ci ha proiettati in una nuova epoca. Un equipaggio per eliminare una popolazione. E’ un precedente storico che ci attanaglia tuttora nelle sue conseguenze.
 
Il bombardiere Enola Gay lanciò la bomba su HiroshimaIl 6 agosto si avvicina ma vedo ben poco che ne ricordi l’importanza, la valenza. Devo cercare su Internet. Il Manhattan Project si sviluppò prima nelle strade dove vivo, sotto la direzione di Enrico Fermi ed altri importanti fisici europei in fuga dall’Europa nazi-fascista. Una volta che Fermi innescò una reazione a catena controllata a pochi isolati da dove scrivo, la fase di sviluppo e realizzazione di un ordigno nucleare si spostò da Chicago al deserto del Nuovo Messico. L’Università che ebbe un ruolo così importante nella storia dei nostri incubi è in letargo. E’ agosto. Al dipartimento di studi orientali, tra le centinaia di annunci, sporge un invito arrivato dall’Università di Hiroshima, per una conferenza e commemorazione sulla bomba e la pace. In qualche strada ho scorto un’affissione: qualche gruppuscolo organizza una commemorazione. In primavera il sindaco di Hiroshima è venuto alla Loyola University, dai gesuiti. Una presenza tutto sommato in sordina.
 
Hiroshima, e Nagasaki, sono da sempre difficili da inquadrare, da comprendere, senza sviluppare discorsi ampi che sembrano sempre inadeguati, e che incrinano le certezze storiche. Poiché i regimi nazista e giappponese sono visti come il male assoluto, poiché le perdite di militari da ambedue i lati nella ‘reconquista’ americana del Pacifico erano già immense, le atomiche sembrano quasi giustificabili. Orrende ecatombe che, da sole, posero fine ad una sanguinosissima guerra. E del resto, la pira di Tokio costò centinaia di migliaia di vittime senza spaccare l’atomo. E quasi nessuno la ricorda. Forse è sbagliato concentrarsi sui mezzi con cui si uccide, se sono tutti orribili nel loro risultato. E’ assai probabile che, senza le atomiche, la conquista del Giappone sarebbe costata altre centinaia di migliaia di morti sommando ambedue le parti. Però Hiroshima e Nagasaki rimangono tuttora le uniche città dissolte in pochi secondi, senza preavviso, senza ultimatum, senza dimostrazioni. L’uccisione intenzionale di centinaia di migliaia di civili è un crimine di guerra, oppure non esistono crimini di guerra. La facilità nel commettere tale atto ne aumenta l’orrore, ed il tabù della guerra atomica è legato a questo connubio: la grande, facile, istantanea potenza distruttiva riversata su intere popolazioni.
 
Il duomo di Hiroshima, unica struttura che resistette all'esplosioneLa convenienza, morale e strategica, di usare le bombe atomiche nel 1945 è stata e rimane discussa, anche e specialmente negli Stati Uniti, in certi circoli intellettuali. Ma tale persistente dibattito si deve confrontare con una generale mancanza di attenzione al tema, che del resto si unisce alla mancanza di attenzione verso la sempre più aggressiva postura del Pentagono e dei burocrati e dei politici a Washington, che lavorano a nuovi arsenali, a ‘micro-bombe’ da utilizzare in guerre ‘non-nucleari’, e a far saltare il Trattato di Non-Proliferazione.
Categoria: Guerra, Storia, Armi
Luogo: Stati Uniti