
Poco dopo le 11 di questa mattina, mentre gli organi d’informazione di tutto
il mondo seguivano il vertice NATO a Istanbul e il passaggio di consegne anticipato
a sorpresa di tre giorni dalla Coalizione al governo ad interim iracheno, come
un fulmine le agenzie-stampa di tutto il mondo battevano una notizia: la televisione
satellitare in lingua araba al-Arabya annuncia l’ arresto di al-Zarqawi.
Si, proprio lui, l’uomo che il segretario di Stato degli Usa Colin Powell ha
definito, il 5 febbraio del 2003 davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni
Unite, “il legame, l’anello di congiunzione tra al-Qaeda e Saddam Hussein”.
Neanche il tempo di chiudere la bocca rimasta spalancata ai più, che le agenzie
battono la conferma che tutti attendono: il generale Mark Kimmit, portavoce del
contingente statunitense in Iraq, conferma la cattura del terrorista giordano
alla televisione al-Arabya. Sono le 11.33.
Che colpo, viene da pensare, proprio il giorno dell’insediamento del governo
ad interim degli iracheni, viene catturato quello che dalla maggior parte degli
osservatori viene ritenuto il capo della resistenza irachena. Non c’è però neanche
il tempo di scrivere la notizia sul computer che, alle 11.40, l’ineffabile Kimmit
dichiara, questa volta alla televisione al-Jazeera e all’agenzia stampa Reuters,
“le voci sulla cattura sono false”.

Com’è possibile? Il portavoce dell’armata statunitense in Iraq vittima di un
abbaglio? Un eccesso di zelo da parte dei giornalisti di al-Arabya, di solito
ben informati sui fatti iracheni? A complicare la vicenda ci si mettono anche
i polacchi.
La notizia della cattura diffusa questa mattina, infatti, sosteneva che Zarqawi
sarebbe stato catturato ad Hilla, 100 chilometri a sud di Baghdad, nella zona
di competenza del contingente della Polonia.
Un portavoce delle truppe di Varsavia ha dichiarato: “non posso confermare questa
informazione. Non posso fare alcun commento mentre l’operazione è in corso”. Quindi
sostanzialmente smentisce la notizia della cattura, ma al tempo stesso dichiara
che un’operazione è in corso. Quale operazione?
Il mistero s’infittisce e, a complicare ulteriormente le cose, appare sul sito
internet Kerbala News, la notizia che l’arresto sarebbe avvenuto e come, ma non
a Hilla, bensì a Babil, provincia a sud di Baghdad. Il sito cita le dichiarazioni
di Salama Tarad, uno dei responsabili dell’intelligence irachena.
L’ufficiale dei servizi segreti ha parlato di un pedinamento durato tre giorni
e ha detto che, al momento, si sta lavorando per accertare la sua identità.

Ma chi è Zarqawi? Abu Musab al-Zarqawi, 38 anni, di nazionalità giordana, è l’uomo
indicato come mente dei più gravi attentati terroristici in Iraq dell’ultimo anno
e mezzo. Compreso quello contro gli italiania Nassyria. Sulla sua testa gli Usa
hanno posto una taglia di 10 milioni di dollari.
Zarqawi è privo di una gamba, persa durante la guerra in Afghanistan a causa
di un missile Usa mentre combatteva al fianco dei talebani.
Sembra di rivivere i giorni della fuga del mullah Omar a bordo di un ciclomotore
sulle montagne al confine con il Pakistan. Nulla di confermato quindi…fino al
prossimo comunicato stampa.