04/08/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Un Comitato Militare prende il potere, il presidente Ould Taya bloccato in Niger
Soldati mauritani a NuakchottAl quarto tentativo, i golpisti hanno fatto centro. Da ieri pomeriggio Maaouya Ould Taya, sopravvissuto negli ultimi due anni a ben tre falliti colpi di stato, non è più il presidente della Mauritania. Lo ha dichiarato il nuovo Comitato Militare per la Democrazia e la Giustizia, che alle 14.07 di martedì 3 agosto ha assunto il potere rovesciando il “regime totalitario” del presidente. Un locale attivista per i diritti umani che preferisce rimanere anonimo ha riferito a PeaceReporter di come la situazione in città sia di una calma quasi surreale, tanto che il colpo di stato non avrebbe provocato morti né feriti.
 
Cronaca da Nouakchott. Alle 05.00 del 3 agosto la capitale Nouakchott si è svegliata sotto i colpi di fucile di un gruppo di militari, che in breve tempo e senza azioni cruente hanno circondato il palazzo della radiotelevisione nazionale assicurandosi inoltre il controllo delle principali caserme e dei punti strategici della città. Approfittando della visita del presidente Taya in Arabia Saudita per i funerali di re Fahd il Comitato Militare, presieduto dal responsabile per la sicurezza nazionale Ely Ould Mohammed Vall, è salito al potere e con un messaggio alla nazione ha fissato a due anni la durata del “processo di transizione” che dovrebbe portare a “libere elezioni”. La fonte contattata da PeaceReporter ha riferito che la situazione in città è calma, tanto che le attività lavorative a Nouakchott starebbero proseguendo come se nulla fosse accaduto. Contingenti militari equipaggiati con armi leggere starebbero pattugliando i punti sensibili della capitale, ma se si eccettuano le primissime ore della mattina non si sarebbero registrati scontri.
 
Il presidente Ould TayaLe reazioni internazionali. Secondo quanto riferito a PeaceReporter il Comitato avrebbe riconosciuto tutti i trattati firmati dalla Mauritania con i paesi stranieri, ma è difficile che questa misura possa placare le proteste internazionali. La nuova politica dell’Unione Africana di ferma opposizione ai colpi di stato e la stretta alleanza tra il presidente Taya ed il governo americano fanno presagire tempi duri per la nuova giunta al potere. Il presidente Taya, rientrato frettolosamente dall’Arabia Saudita, è ora ospite a tempo indeterminato del suo omologo Mamadou Tandja a Niamey, in Niger.
 
Sostenitrice del deposto presidente a NouakchottUn golpe annunciato. Quello ai danni del presidente Taya era comunque un golpe previsto da tempo, e non solo per i precedenti poco incoraggianti: negli ultimi due anni infatti Taya è sopravvissuto a ben tre colpi di stato, il più cruento dei quali nell’estate del 2003 fu caratterizzato da 3 giorni di violenti scontri per le strade della capitale e causò decine di vittime. La disinvolta politica estera del presidente aveva portato da tempo il governo mauritano ai ferri corti con la maggioranza islamica della popolazione: salito al potere proprio grazie ad un colpo di stato nel 1984 all’inizio degli anni ’90 Taya, fino allora strenuo sostenitore dei progetti egemonici di Saddam Hussein in Medio Oriente, in occasione della prima Guerra del Golfo decise una virata a 180 gradi della sua politica estera, diventando uno dei più fedeli alleati degli Stati Uniti nella regione. Una virata completata negli anni successivi con il riconoscimento di Israele che ha causato non pochi problemi a Nouakchott nei rapporti con gli altri membri della Lega Araba. Barcamenatosi negli ultimi anni grazie alle frequenti epurazioni ai vertici delle Forze Armate, il boccheggiante regime di Taya ha dato più volte l’impressione di avere i giorni contati.

Matteo Fagotto

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