Morti otto bambini. Sale la preoccupazione all'Havana
Scritto per noi da
Giusy Baioni
Pochi giorni fa a Cuba si è celebrato con solennità il 52° anniversario dell’assalto
alla caserma Moncada, atto centrale della Revoluciòn e
da allora Festa Nazionale. Eppure in questi giorni il Paese è attraversato da
una grossa preoccupazione.
Otto morti per il virus. Sono già otto i bambini morti nei giorni scorsi a l’Havana, a causa di una strana
epidemia che i medici cubani non hanno ancora identificato. E molti di più sono
i piccoli che sono stati infettati ma hanno superato la crisi. I problemi sono
soprattutto di ordine respiratorio e intestinale, accompagnati da febbre alta.
Ma si sono registrati anche casi di insufficienza cardiorespiratoria. E Cuba,
che vanta un ottimo sistema sanitario e un’attenzione particolare alle condizioni
infantili, si è trovata a dover far fronte a un nuovo fenomeno.
Le testimonianze. «Mia figlia è forte e ora si è ripresa – ci testimonia il padre di una bimba
di nove anni – ma è stata molto male e ci siamo spaventati. Ha dovuto essere
ricoverata in ospedale, a causa di questo strano virus che ha colpito tanti bambini».
Il Minsap, il Ministero della Salute Pubblica cubano, ha così diffuso un comunicato,
che
è stato letto anche nell’edizione serale del telegiornale, in cui informa i cittadini
e dà consigli su come proteggere i bambini.
Si afferma nel comunicato che le condizioni igienico-epidemiologiche estive sono
abitualmente favorevoli alla diffusione di malattie respiratorie e dissenteria
– specie per i bambini –:quest’anno poi, alle temperature eccezionalmente elavate
si è aggiunto l’uragano Dennis, che tra l’altro ha reso più difficoltoso il rifornimento
di acqua potabile ed elettricità.
Le cure. I medici della capitale stanno ora studiando con meticolosità gli otto casi
mortali, per determinarne le cause precise. Intanto, sono stati allertati tutti
i medici, perché prestino la massima attenzione al fenomeno, e i vari centri di
studio internazionali presenti sull’isola, come l’Istituto di Medicina Tropicale
Pedro Kourí, l’Instituto Finlay, il Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia
ed il Centro Nazionale di Genetica Medica.
Intanto, l’amministrazione provinciale dell’Havana sta portando avanti il risanamento
ambientale, dopo i danni dell’uragano Dennis, migliorando la qualità dell’acqua
e il controllo degli alimenti. E il Ministero della Salute Pubblica esorta gli
abitanti della capitale a prestare la massima attenzione alle norme igieniche.
Le smentite. Smentiti ufficialmente i timori diffusisi tra la popolazione, secondo cui a
produrre tali
danni avrebbe potuto essere un farmaco in commercio, noto come Novatropín: esperti
che ne hanno studiato gli effetti collaterali hanno affermato che non esiste correlazione
tra la sua assunzione e i casi di malattia e morte dei giorni scorsi.
Nella parte finale, il comunicato del Ministero della Salute pubblica rassicura
i cittadini e ricorda loro che “il nostro paese, aggredito più di una volta con
armi biologiche, è preparato ed è capace come nessun altro di integrare lo sforzo
di tutte le istituzioni della società per preservare la salute pubblica”.
Il riferimento – come tutti sanno a Cuba – è alle aggressioni batteriologiche
subite negli anni e volute dal potente vicino nordamericano. E infatti, il padre
con cui abbiamo parlato aveva concluso dicendoci: «È molto difficile dire la causa
di questo virus, ma noi cubani siamo molto abituati alla guerra batteriologica
dei nostri vicini del nord». Vero o no, è in ogni caso indicativo del conflitto,
latente ma chiarissimo, che da cinquant’anni contrappone gli Stati Uniti al piccolo,
fastidioso vicino. E che va ben al di là di un virus o di un uragano.