01/08/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Irreperibile da due giorni il personale italiano della Croce Rossa a Baghdad
 
All’ospedale della Croce Rossa Italiana di Baghdad il personale italiano è sparito. Per le corsie non si nota un cambiamento rilevante, e non si respira neppure aria di smobilitazione. I medici e gli infermieri iracheni sono all’opera, ma da due giorni ormai l’intero staff di nazionalità italiana, che di solito lavora nell’ospedale, è irreperibile. Potrebbe essere un cambio di personale, ma così non è.
Potrebbe anche essere finalmente arrivato il passaggio di consegne tra gli italiani e gli iracheni. Ma perché farlo di nascosto, spostando il personale di notte e portandolo in fretta e furia sotto l'ala protettrice dell'esercito degli Stati Uniti?
Di sicuro non c'è stato alcun allarme attentati. Lo smentiscono sia da Baghad che dall'ufficio stampa della Cri.
 
La Cri a Baghdad. Quella italiana è la sola sezione della Croce Rossa Internazionale che negli ultimi anni, fin dall’ottobre del 2003, ha mantenuto una presenza attiva nella capitale irachena nonostante la precaria situazione di sicurezza.
Lo staff italiano presso l’ospedale Medical City di Baghdad contava di una quindicina di persone: infermieri, operatori sanitari generici e, a quanto ci risulta, un solo medico. Unitamente al personale iracheno, svolgono attività di pronto soccorso, visite specialistiche, interventi chirurgici e trattamenti in ambiente protetto, per casi di gravi ustioni.
 
"Sono semplicemente spariti". A raccontare della sparizione è un’esponente della Mezzaluna Rossa a Baghdad che, solita ad avere contatti con i colleghi italiani, ha confermato di non avere idea né dei motivi per cui gli operatori della Cri siano improvvisamente scomparsi, né su dove si trovino attualmente. La fonte afferma anche di avere telefonato diverse volte all’ospedale per chiedere spiegazioni e di non averne mai ricevute.
“Sono tutti partiti” le hanno detto al telefono, in arabo, dal quartier generale della Croce Rossa Italiana a Baghdad.
 
Nascosti. Oggi sono circolate voci discordanti che vedono l’intero staff italiano in un luogo indefinito della zona verde - l’area iperprotetta della diplomazia a Baghdad - in attesa di espatriare con un volo dall’aerporto cittadino o addirittura con un convoglio via terra verso la Giordania.
Ma la situazione è resa ancor più fumosa dal fatto che non è più sicuro nemmeno il ricambio del personale ospedaliero pervisto per il tre di agosto.
Insistenti voci da Baghdad affermano infatti che il volo sarebbe stato sospeso. E fonti di PeaceReporter, che con quel volo sarebbero dovute rientrare in Italia, hanno confermato di non avere più notizie certe del loro rientro che sarebbe stato sospeso.
Gli operatori delle Cri in attesa di partire dall’Italia per raggiungere Baghdad, e dare il cambio ai colleghi non sanno se partiranno, dove troveranno i propri colleghi e se potranno effettivamente rilevarne il posto.
 
Conferme. Dall'ufficio stampa della Cri di Roma il dottor Fabozzo conferma: "Si, effettivamente gli italiani stanno smobilitando, daremo notizia del come e del perché con un comunicato ufficiale entro poche ore.
Non è certamente per un allarme terrorismo che gli italiani stanno lasciando l'ospedale. Diciamo per un cambio della politica del nostro intervento".
Sempre dall'ufficio stampa della Cri infatti confermano: il volo previsto per il prossimo tre di agosto, che avrebbe dovuto portare materiale e personale (e portare indietro il personale attualmente a Baghdad) è stato cancellato.
Dalla Croce Rossa non confermano e non smentiscono nulla di più, ma non è infondata la notizia che il gruppo di italiani verrà trasportato con un convoglio, attraverso  il pericolosissimo deserto iracheno, verso la Giordania.
 
Red.
 
Categoria: Guerra
Luogo: Iraq