30/07/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Marlène Tuininga, Paoline Editoriale Libri, 2005
scritto per noi da
Paolo Lezziero
 
 
"Per avere la pace
bisogna conoscere la guerra"
Gaston Bouthoul
 
La copertina del libroPiù o meno emarginate dagli uomini sul lavoro ( dove fanno una carriera più lenta), in politica (ogni tanto qualche capo prestigioso di governo, qualche ministro, o responsabile regionale o di grosso comune si vanta, sulla stampa, di averne utilizzate un numero elevato, che è sintomo di ammissione sul loro poco uso), le donne emergono prepotentemente come ruolo sociale  per i fatti drammatici delle guerre e delle dittature.
A rilanciare questa terribile realtà e a riproporla agli occhi del mondo è lo splendido volume arrivato in libreria  dalle Edizioni Paoline, “ Donne contro le guerre”, scritto e curato da Marlène Tuininga, con la prefazione di Giuliana  Martirani.
L’autrice è una giornalista della rivista La Vie. Ha già pubblicato numerosi volumi.
Le esperienze raccolte per questo libro dedicato alle donne impegnate le ha raccolte girando 18 paesi del mondo calcando le orme “ dei colleghi uomini, quelli che viaggiano in tuta mimetica e giubbetto antiproiettile”. Ha cercato soprattutto “le donne di pace”, quelle che raccontano, anche con poesie terribili e crudeli, le vicende dei loro mariti e figli, del loro Paese e le ragioni storico-politiche che hanno portato guerre e conflitti. “ L’unico modo per contrastare la guerra”, è il senso dei racconti, “è contrastare l’apatia, la rassegnazione, l’odio e la paura”.
 
“Quando ho letto questo libro”, scrive Giuliana Martirani nella presentazione, “ mi è sembrato di stare nel mezzo di una assemblea di donne…che si confondevano con figure bibliche dell’antico e nuovo testamento”. “ Leggevo delle colombiane, delle La quarta di copertinaafghane delle ruandesi e mi venivano in mente figure bibliche in tutta la loro imponenza.”
E per le prime cinquanta pagine racconta di Rut ( e altri simbolici nomi biblici dati alle donne dei paesi citati) e del suo sforzo di creare nell’Irlanda del Nord una società multiculturale, multireligiosa e multietnica, tra cattolici e protestanti. E di Rachele e delle donne sudanesi solidali contro la guerra degli uomini. E pescando tra altre donne coraggiose abbiamo Giuditta impegnata in Serbia per vincere i nazionalismi. E Noemi, nome dato alle donne  ruandesi per ricordare la biblica suocera di Rut, impegnata a ricostruire un paese a pezzi. E Marta e Maria, che rappresentano indiane e Pakistane unite nella stessa lotta.
Prosegue Marlène Tuininga con le pagine del capitolo “Nascita del femminile plurale”. Il tutto dovuto alla manifestazione di un gruppo di ragazze  delle periferie francesi, “ né puttane né sottomesse”, che denunciavano il modo in cui venivano trattate dai fratelli. Un insegnante, commentando la lunga marcia, ha osservato che essa  segnava “ il ritorno al femminile plurale”. Perché ormai” le donne di tutti i continenti esistono, sul piano politico e sociale, molto diverse tra loro ma solidali…”
Poi viene l’analisi e la storia per tulle le altre pagine del libro. Abbiamo le Donne contro le guerre d’Africa, contro le guerre d’America, contro le guerre d’Asia, contro le guerre d’Europa. E l’arricchimento dato da poesie scritte da donne, forse più incisive delle storie raccolte perché belle e immediate.” Amanda”, le cui tre figlie più grandi sono “sparite” negli anni ottanta.( El Salvador). E poi” Rivelazione di Julia Esquivel ( Guatemala) e “ Pace, dicono le donne” di Ghislaine Leloup (Francia).
Un diario impressionante dei disastri perpetuati da uomini dittatori, presidenti, comandanti, con stragi, come sempre, per donne anziani e bambini,  con la sequenza degli interventi e degli aggiustamenti delle donne, mai di parte, sempre unite fra loro dal dolore e dalla disperazione ma mai dome e sempre coraggiose. Formichine che si muovono, pur rischiando di essere schiacciate, in mezzo ad ostacoli enormi e a trappole incredibili create per fermarle. A volte ci lasciano la vita, come è successo di recente in Afganistan ad una ragazza responsabile di una Tv locale troppo  “moderna”, ma non si fermano mai. Creando gruppi e organizzazioni sempre più riconosciute e inserite nel contesto internazionale. L’autrice le ha fatte parlare e conoscere.
 
 
Categoria: Donne, Guerra, Pace
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