
Gli Israeliani accusano il presidente palestinese Yasser Arafat del crollo del
processo di pace.
Non stupisce che Israele abbia intenzionalmente bloccato il processo di pace,
sperando che muoia o sia modificato radicalmente. La scorsa settimana gli Israeliani
hanno visto il loro desiderio vicino alla realizzazione quando il settantacinquenne
dirigente palestinese si è seriamente ammalato.
Sfortunatamente per loro Arafat possiede la sola chiave per un’autentica pace
con Israele. La sua uscita di scena spingerebbe i due in un conflitto sempre più
grave piuttosto che assicurare loro una nuova opportunità per la pace.
E’ difficile immaginare un peggioramento del conflitto, ma, in assenza di Arafat,
potrebbe accadere. Non c’è un altro palestinese che sostenga una pace fondata
su due stati e che abbia anche il potere di far in modo che ciò avvenga. Parecchi
palestinesi sono considerati suoi possibili successori, inclusa Hanan Ashrawi,
una delle più qualificate, e Moustafà Bargouti, un politico dissidente, imprigionato
da Israele.
Sebbene entrambi possano soddisfare le condizioni preliminari poste da Israele
per la pace e godano di un forte sostegno popolare, non sono in grado di superare
la forte minaccia degli estremisti islamici per raggiungere un compromesso. Solo
Arafat ha questo potere.
Piuttosto che aprire una nuova porta alla pace l’uscita di scena di Arafat aprirebbe
la strada ad un’altra dirigenza palestinese, guidata dall’estremismo politico,
e al rifiuto di un compromesso con Israele, fondato sulla fede religiosa, è una
forza che Israele ha inavvertitamente aiutato a nascere.

Alla fine degli anni ‘70 i leader israeliani (incluso Ariel Sharon) aiutarono
lo sceicco Ahmed Yassin ad avviare, nella striscia di Gaza, un’alternativa islamica
ad Arafat. Allora pensavano che avrebbero avuto bisogno dell’energica spinta di
un’alternativa religiosa per indebolire la crescente influenza di Arafat. Non
si aspettavano che l’alternativa religiosa di Yassin sarebbe diventata Hamas,
il vero incubo di Israele.
Quella politica oggi continua in forme nuove. Per distruggere il governo laico
di Arafat, i responsabili israeliani hanno reso più forte Hamas e l’alternativa
islamica. La stessa ferocia del conflitto in atto lo infiamma, insieme alle continue
espropriazioni di terre palestinesi perpetrate da Israele e l’espansione degli
insediamenti illegali non solo in Cisgiordania (West Bank) ma anche attorno a
Gerusalemme est.
La rabbia crescente della popolazione palestinese è diretta non solo contro Israele
ma anche contro il concetto di pace basata su due stati. Di fronte ad un Israele
che rifiuta un compromesso su Gerusalemme o di riconoscersi responsabile per aver
creato il problema dei rifugiati palestinesi , i Palestinesi credono sempre più
che il conflitto ininterrotto trasformerà Israele in qualche cosa di inevitabilmente
soddisfacente.
Annettendo i territori occupati e con una popolazione araba in veloce crescita
la maggioranza della popolazione di Israele non sarà ebrea. Perché accettare un
compromesso come pensava Arafat?

Arafat rappresenta un soluzione laica al conflitto basata sul compromesso e su
due stati. Hamas rappresenta un’alternativa religiosa basata sulla fede e la convinzione
che alimenta ogni conflitto. Essi credono che un conflitto ininterrotto trasformerà
Israele in uno stato islamico.
A differenza di una scelta laica, la fede religiosa non si disorienta di fronte
alla mancanza di ragione o di logica. Arafat simboleggia il riconoscimento che
non c’è una scelta reale oltre il compromesso con Israele.
E, cosa ancor più importante, Arafat ha il potere di lavorare per il compromesso.
Le politiche miopi di Israele che hanno imprigionato Arafat nel suo quartier
generale a Ramallah e marginalizzato il suo ruolo in possibili colloqui di pace
garantiscono che nessun laico sarà in grado di prendere il suo posto.
Un futuro senza Arafat è un futuro di più terroristi suicidi, di maggior violenza
e di irragionevole resistenza in attesa di un’opportunità per vibrare il colpo
fatale.
Le sole cose che impediscono ad Israele di vedere questa desolante certezza sono
l’arroganza e il rifiuto a fare la cosa giusta.
Ray Hanania