01/11/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Il parere di uno scrittore palestinese sul dopo-Arafat
manifestanti pro arafatGli Israeliani accusano il presidente palestinese Yasser Arafat del crollo del processo di pace.
Non stupisce che Israele abbia intenzionalmente bloccato il processo di pace, sperando che muoia o sia modificato radicalmente. La scorsa settimana gli Israeliani hanno visto il loro desiderio vicino alla realizzazione quando il settantacinquenne dirigente palestinese si è seriamente ammalato.
Sfortunatamente per loro Arafat possiede la sola chiave per un’autentica pace con Israele. La sua uscita di scena spingerebbe i due in un conflitto sempre più grave piuttosto che assicurare loro una nuova opportunità per la pace.

E’ difficile immaginare un peggioramento del conflitto, ma, in assenza di Arafat, potrebbe accadere. Non c’è un altro palestinese che sostenga una pace fondata su due stati e che abbia anche il potere di far in modo che ciò avvenga. Parecchi palestinesi sono considerati suoi possibili successori, inclusa Hanan Ashrawi, una delle più qualificate, e Moustafà Bargouti, un politico dissidente, imprigionato da Israele.
 
Sebbene entrambi possano soddisfare le condizioni preliminari poste da Israele per la pace e godano di un forte sostegno popolare, non sono in grado di superare la forte minaccia degli estremisti islamici per raggiungere un compromesso. Solo Arafat ha questo potere.
 
Piuttosto che aprire una nuova porta alla pace l’uscita di scena di Arafat aprirebbe la strada ad un’altra dirigenza palestinese, guidata dall’estremismo politico, e al rifiuto di un compromesso con Israele, fondato sulla fede religiosa, è una forza che Israele ha inavvertitamente aiutato a nascere.
 
lo sceicco yassinAlla fine degli anni ‘70 i leader israeliani (incluso Ariel Sharon) aiutarono lo sceicco Ahmed Yassin ad avviare, nella striscia di Gaza, un’alternativa islamica ad Arafat. Allora pensavano che avrebbero avuto bisogno dell’energica spinta di un’alternativa religiosa per indebolire la crescente influenza di Arafat. Non si aspettavano che l’alternativa religiosa di Yassin sarebbe diventata Hamas, il vero incubo di Israele.

Quella politica oggi continua in forme nuove. Per distruggere il governo laico di Arafat, i responsabili israeliani hanno reso più forte Hamas e l’alternativa islamica. La stessa ferocia del conflitto in atto lo infiamma, insieme alle continue espropriazioni di terre palestinesi perpetrate da Israele e l’espansione degli insediamenti illegali non solo in Cisgiordania (West Bank) ma anche attorno a Gerusalemme est.

La rabbia crescente della popolazione palestinese è diretta non solo contro Israele ma anche contro il concetto di pace basata su due stati. Di fronte ad un Israele che rifiuta un compromesso su Gerusalemme o di riconoscersi responsabile per aver creato il problema dei rifugiati palestinesi , i Palestinesi credono sempre più che il conflitto ininterrotto trasformerà Israele in qualche cosa di inevitabilmente soddisfacente.
Annettendo i territori occupati e con una popolazione araba in veloce crescita la maggioranza della popolazione di Israele non sarà ebrea. Perché accettare un compromesso come pensava Arafat?

ray hananiaArafat rappresenta un soluzione laica al conflitto basata sul compromesso e su due stati. Hamas rappresenta un’alternativa religiosa basata sulla fede e la convinzione che alimenta ogni conflitto. Essi credono che un conflitto ininterrotto trasformerà Israele in uno stato islamico.

A differenza di una scelta laica, la fede religiosa non si disorienta di fronte alla mancanza di ragione o di logica. Arafat simboleggia il riconoscimento che non c’è una scelta reale oltre il compromesso con Israele.
E, cosa ancor più importante, Arafat ha il potere di lavorare per il compromesso.
Le politiche miopi di Israele che hanno imprigionato Arafat nel suo quartier generale a Ramallah e marginalizzato il suo ruolo in possibili colloqui di pace garantiscono che nessun laico sarà in grado di prendere il suo posto.

Un futuro senza Arafat è un futuro di più terroristi suicidi, di maggior violenza e di irragionevole resistenza in attesa di un’opportunità per vibrare il colpo fatale.
Le sole cose che impediscono ad Israele di vedere questa desolante certezza sono l’arroganza e il rifiuto a fare la cosa giusta. 
 
Ray Hanania 
Categoria: Politica
Luogo: Israele - Palestina