27/07/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Nel Baharain un decreto reale sancisce l'immunità per 13 torturatori
Scritto per noi da
Alessandro Orrù
 
No alla guerraRecenti avvenimenti hanno fatto in modo che l'attenzione dei media arabi si concentrasse sul  Baharain, una piccola isola del Golfo Persico dove, con un decreto reale, si è sancita l'immunità per tredici ufficiali governativi che erano stati accusati di aver ucciso più di quaranta detenuti e di averne torturati molti di più nel corso di tutta la loro carriera. Il tanto discusso "Decreto Reale n° 56" è stato fortemente criticato anche dalle Nazioni Unite ed è stato accompagnato da numerose manifestazioni di piazza. Circa quindici giorni fa poi, il governo ha promulgato un'altra legge che dà un ulteriore giro di vite alle misure di controllo nei confronti dei movimenti politici. Al divieto di costituirsi in veri e propri partiti si aggiunge ora anche quello che vieta ai minori di ventuno anni di iscriversi a qualsiasi organizzazione di tipo politico e quello che vieta a queste ultime di ricevere fondi dall'estero. Ancora una volta i bahreniti sono scesi nelle strade e hanno dato vita a numerose proteste.
 
Il Baharain: non solo Islam. In Italia i più associano il nome del piccolo regno alla gara del Moto Gp che ogni anno si tiene nel suo circuito, ma tradizionalmente questo paese così piccolo è uno dei più preziosi alleati degli Stati Uniti ed è in virtù di questa alleanza che la V Flotta della marina militare americana è stanziata a sud di Manama, la capitale. Da quando, con la seconda guerra del Golfo, l'Arabia Saudita ha negato agli Usa il suo appoggio logistico, il regno di Re Hamad ha anche assunto una particolare rilevanza a livello geopolitico.  
Mappa BahrainMalgrado le recenti notizie non si può fare a meno di notare che il Baharain sia un paese dove, a differenza di quanto avviene nei paesi vicini, il tentativo di muovere almeno qualche passo verso la costruzione di una società più democratica è stato fatto: nel 2001 per la prima volta, ad esempio, è stato concesso alle donne il diritto di voto ed è uno dei pochi stati del Golfo Persico nel quale sono tollerate le manifestazioni pacifiche di piazza, ma grossi divieti alla libertà di espressione esistono ancora quando ad essere criticata è la monarchia. E' questo a mostrare i maggiori limiti del percorso liberale intrapreso con l'ascesa al trono di Re Hamad nel 1999.
 
La situazione economica. Persino nella politica economica l'isola presenta una situazione dissimile a quella di tutti gli altri paesi del Golfo Persico. Essendo secondo alcune stime il petrolio bahrenita vicino all'esaurimento, previsto nel 2010, l'establishment ha cercato di diversificare l'economia del paese, puntando soprattutto sui servizi e sui derivati petroliferi. Manama ha occupato quello che era il ruolo di Beirut prima della guerra civile libanese ed è divenuta il centro finanziario dell'area mediorientale. Sebbene questo sistema sia di sicuro beneficio al paese, l'unica a coglierne i frutti è la casa reale che è proprietaria della maggior parte delle attività economiche. Un tasso di disoccupazione altissimo se confrontato a quello dei paesi dell'area (attestato al 15 per cento) e la scarsità delle risorse idriche sono le sfide che il futuro lancia a Re Hamad, che sarà costretto sempre di più ad attenuare quanto più possibile i contrasti sociali per rimanere sul trono: il fatto che sia il potere politico che quello economico siano in mano alla minoranza sunnita rende queste sfide ancora più pericolose.
 
Le sfide per il futuro. E' in questo contesto che vanno inquadrate le recenti "Niente sangue per il petrolio"manifestazioni di piazza in un paese dove le nomine del premier e del governo sono prerogative assolute del sovrano e dove il parlamento, formato da una Camera Alta (di nomina reale) e da quella Bassa (a composizione elettiva), ha uno scarsissimo peso politico. Anche le sfide che si profilano all'orizzonte per il piccolo regno del Baharain a livello internazionale sembrano essere indissolubilmente legate a quelle che sono le difficoltà che il paese sta attraversando al suo interno. Se già con la rivoluzione iraniana era sembrato nascere un forte senso d'identità sciita che poteva avere gravi conseguenze nei paesi in cui il governo era saldamente in mano ai sunniti, ora, con un Iraq fortemente destabilizzato dopo la seconda guerra del golfo dove gli sciiti possono far sentire il loro peso politico, potrebbero iniziare a divenire troppo pesanti le pressioni sulla casa regnante bahrenita.  
Categoria: Risorse, Politica, Popoli
Luogo: Bahrein