26/07/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Negli Usa 5 nonne chiedono di arruolarsi per andare in Iraq. Denunciate
Le 'raging grannies' all'esterno del centro di reclutamento di TucsonFinché cantavano sul marciapiede davanti al centro di reclutamento, ogni mercoledì mattina da tre anni, le avevano anche sopportate. Duravano qualche ora e poi se ne andavano. Ma mercoledì 13 luglio, dal punto di vista dei militari, hanno esagerato: invece di fermarsi in strada, stavolta hanno deciso di entrare. Continuando a cantare le loro canzoni pacifiste. E in più chiedendo di arruolarsi nell’esercito e di essere mandate in Iraq. I reclutatori di Tucson, in Arizona, si sono spazientiti e hanno chiamato la polizia. Come risultato, cinque delle dimostranti sono state fermate per violazione di proprietà privata. E ora dovranno comparire davanti al giudice fra tre settimane.
 
Da tre anni, ogni mercoledì mattina le donne manifestano davanti al centro. Questa volta hanno deciso di entrare per chiedere di arruolarsiLe nonnine infuriate. Una normale storia di scaramucce tra pacifisti e reclutatori dell’esercito? Lo sarebbe anche, se non fosse per l’età delle dimostranti: tutte tra i 55 e gli 81 anni. Sono le “raging grannies”, le nonnine infuriate che fanno parte della Women’s International League for Peace and Freedom. Attempate, ma non per questo meno combattive: gruppi del genere – il primo è nato nel 1987 in Virginia – sono spuntati in decine di città statunitensi negli ultimi anni. Le “nonnine” si vestono con abiti sgargianti, quasi a voler sfidare gli stereotipi. E quelle di Tucson fanno particolarmente sul serio. “Siamo entrate nel centro dicendo che volevamo arruolarci per far ritornare a casa i nostri nipoti , ma non ci hanno creduto”, dice Pat Birnie, 75 anni, la leader del gruppo. “Invece di ascoltarci, hanno chiamato la polizia – aggiunge la 74enne Betty Schroeder –. Avrebbero dovuto dirci i requisiti, ma si rifiutavano di parlarci. Avrebbero dovuto dire ‘siete troppo vecchie’”.
 
Qualche minuto dopo è arrivata la polizia. I militari hanno indicato agli agenti le donne che avevano fatto 'irruzione'Rischiano una condanna. Dopo aver letto un proclama di pace, le nonnine sono uscite dalla stazione di reclutamento. Ma a quel punto è arrivata la polizia, chiamata dai militari. Gli agenti hanno chiesto ai reclutatori di indicare le “intruse”. Ed è scattato l’arresto per cinque di loro. Per la Birnie si è trattata di una “reazione eccessiva”, perché le donne erano veramente intenzionate ad arruolarsi: “Noi abbiamo già vissuto abbastanza, mentre migliaia di ragazzi muoiono in Iraq o tornano a casa traumatizzati”. Ieri le donne si sono dichiarate innocenti davanti al giudice preliminare, nella speranza che le accuse fossero lasciate cadere. Invece il procedimento va avanti: il 19 agosto si terrà un’udienza preliminare, poi le nonnine potrebbero essere rinviate a giudizio.

La lettura del proclama all'interno del centro di reclutamentoLa polemica. Il sergente Nancy Hutchinson, portavoce dei centri di reclutamento dell’Arizona, non vede di buon occhio le raging grannies e crede che le loro proteste dovrebbero prendere altre forme, contattando i loro rappresentanti al Congresso invece di importunare i reclutatori. “Dovrebbero dirigere le loro frustrazioni verso le persone che hanno il potere di cambiare le cose – dice –. I reclutatori non fanno le politiche e non le cambiano. Hanno un lavoro da fare ed eseguono gli ordini”. Le nonnine però non demordono. E non escludono di contattare direttamente il Pentagono per vedere se possono essere mandate in Iraq. Magari senza dover prima passare dal carcere.

Alessandro Ursic

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